19:25 12 Luglio 2020
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A Oltretevere scoppia il più grande tempesta finanziaria di sempre! Estorsione, peculato, truffa aggravata e autoriciclaggio. Sono questi i reati contestati dal promotore di Giustizia Vaticano al broker italo-inglese Gianluigi Torzi per il caso della compravendita di un immobile a Londra.

Come riferisce il Vaticano in una nota, il provvedimento, a firma del Promotore di Giustizia, Gian Piero Milano, e del suo Aggiunto, Alessandro Diddi, “è stato emesso in relazione alle vicende collegate alla compravendita dell'immobile londinese di Sloane Avenue, che hanno coinvolto una rete di società in cui erano presenti alcuni Funzionari della Segreteria di Stato.
Secondo i magistrati pontifici, l’imprenditore Gianluigi Torzi, intervenuto nell’affare per risolvere l’impasse della partecipazione della Santa Sede al fondo Athena e diventato poi, l'uomo in grado di tenere in pugno la segreteria di Stato fino a riuscire a estorcerle 15 milioni di euro.

Come il broker Gianluigi Torzi è riuscito a truffare la Santa Sede all'insaputa del Pontefice? Per fare il punto della situazione, Sputnik Italia ha raggiunto Don Stefano Caprio, Docente di Storia e Cultura russa al Pontificio Istituto Orientale di Roma. 

— Don Caprio, da dove nasce l'inchiesta choc che ha portato all'arresto del broker Torzi?

— L’inchiesta nasce dalla questione dell'immobile di Londra, al 60 di Sloane Avenue, che è stato causa di speculazioni e tentativi spregiudicati di raggiro. Più in generale, si può dire che le inchieste vaticane da qualche mese si avvalgono del contributo di un esperto magistrato italiano, Giuseppe Pignatone, ex-procuratore di Roma. Il magistrato siciliano, che già si distinse nella lotta alla mafia, è ora presidente del Tribunale Vaticano, e ha portato anche nella Città del Vaticano una nuova capacità di contrastare le malefatte, che mai si era vista prima.

— Per i magistrati vaticani si tratta del più grande scandalo finanziario che si sia mai verificato Oltretevere. È così?

— Sicuramente è il più grande scandalo dei tempi recenti, per le cifre che sono state evidenziate nell’inchiesta: uno stabile da 300 milioni, con mazzette di decine di milioni. Peraltro, il Vaticano ha conosciuto tanti scandali finanziari nella sua storia; basti ricordare le spregiudicate raccolte di soldi dei papi di inizio ‘500, che tanto scandalizzarono il monaco tedesco Martin Lutero, al punto da suscitare lo scisma protestante, uno degli eventi decisivi dell’inizio dell'epoca moderna. Per stare a tempi più recenti, non possiamo non ricordare lo scandalo dello IOR (la Banca Vaticana) dei tempi di Paul Marcinkus, che aveva organizzato un complicato “risiko finanziario” all'inizio degli anni ’80 che mise seriamente in crisi un pontificato “forte” come quello del papa Giovanni Paolo II. Da allora la questione delle finanze vaticane è continuamente oggetto di discussione, ed evidentemente non tutto è stato risolto.

— Chi è Gianluigi Torzi? Come questa persona è riuscita a truffare la Santa Sede all'insaputa di Papa Francesco?

— Di personaggi come questo broker molisano, Gianluigi Torzi, in Vaticano se ne vedono a grappoli da tanto tempo. Del resto, finché le finanze vaticane sono gestite in modo quantomeno equivoco, di personaggi del genere ce ne saranno molti: mediatori che cercano di trarre vantaggio da affari poco controllati. Si parla di suoi incontri con papa Francesco, ma quasi ogni cattolico (e non solo) può esibire fotografie a tu per tu con il papa; difficile credere che un qualsiasi mediatore abbia davvero estorto soldi al papa in colloqui di stampo mafioso, più facile credere che in occasione di un incontro abbia cercato di intercedere per la sua causa, come fanno moltissime persone con papi e cardinali.

— All’imputato vengono contestati vari episodi di estorsione, peculato, truffa aggravata e autoriciclaggio. Quale pena è prevista dalla legge vaticana per i reati di questo tipo?

— L’imputato è ora detenuto nelle stanze di detenzione del Vaticano, e rischia fino a 12 anni di prigione. È probabile che la condanna sarà effettiva ed esemplare, ma la detenzione non sarà comunque eccessivamente lunga.

— Lo scandalo nel frattempo si allarga. Secondo il Corriere, la magistratura svizzera sulla richiesta di quella vaticana congela conti milionari intestati o in gestione al prelato, ai finanzieri Raffaele Mincione ed Enrico Crasso, al funzionario della Segreteria, Fabrizio Tirabassi e allo stesso Torzi. Questo vuol dire che il Vaticano chiamato ad affrontare un'altra Vatileaks?

— Penso che questo scandalo sarà presto dimenticato, i conti svizzeri riguardano personaggi di secondo piano, e non è detto che siano tutti colpevoli. Altra cosa se si trovassero conti di qualche cardinale, ma non è molto probabile. Sarà un'occasione per rendere ancora più trasparente e rigorosa la gestione delle finanze vaticane.

— Che impatto potrebbe avere tutta questa vicenda sull'immagine della Santa Sede che è stata già seriamente danneggiata nel corso degli ultimi anni?

— Gli scandali sono stati numerosi negli ultimi anni, quest'ultimo sembra abbastanza consistente per le dimensioni, ma piuttosto circoscritto per le relazioni che coinvolge; potrebbe essere in realtà uno sviluppo positivo per l'immagine della Santa Sede, dimostrando questa volta una volontà reale di fare pulizia. Del resto, papa Francesco è in carica ormai da più di 7 anni, e finora non sembra che sia riuscito a cambiare molto i meccanismi curiali, nemmeno in campo finanziario: per lui potrebbe essere l'ultima grande occasione per operare in profondità nella gestione della macchina vaticana.

— Questa inchiesta, secondo Lei, potrebbe avere i nuovi sviluppi?

— Non ho particolari informazioni, né qualifiche, per analizzare le situazioni ancora giacenti presso la procura del Vaticano. Posso solo supporre, e sperare, che le tante transazioni in atto siano sottoposte a severe verifiche: troppo spesso in Vaticano c'è l'abitudine a usare i soldi con leggerezza e disinvoltura. Non penso però che ci saranno sviluppi clamorosi: al di là delle leggende e delle propagande, le finanze vaticane sono di dimensioni piuttosto limitate, molto inferiori a una media banca italiana.

I punti di vista e le opinioni espressi nell'articolo non necessariamente coincidono con quelli di Sputnik.

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