18:19 04 Luglio 2020
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L’Italia post-Covid sta covando rabbia e la tensione sale con il rischio di esplodere. Le parole e le promesse non bastano più a chi ha perso il lavoro, i soldi e la fiducia nel futuro. Il Paese attende risposte concrete, ma la classe politica sembra sempre più distante dalla realtà e dai problemi dei cittadini.

L’Italia che piano piano si libera dall’epidemia è molto più povera e arrabbiata: gli aiuti promessi dal governo faticano ad arrivare e l’assenza di prospettive future spaventa le famiglie. La pazienza si sta trasformando in rabbia e nelle piazze si vedono le prime manifestazioni contro il governo.

La situazione è tragica, ma la classe politica sembra non rendersene pienamente conto. Se il governo non dovesse mettere in campo subito delle risposte e degli aiuti concreti si rischia che la rabbia sociale si trasformi in rivolta? Sputnik Italia ne ha parlato con Corrado Ocone, filosofo e teorico del liberalismo.

– Il ministro dell’Interno Lamorgese ha dichiarato che “vanno erogati subito i fondi agli italiani, sennò si rischia che il senso di responsabilità si trasformi in rabbia”. Corrado Ocone, le manifestazioni di protesta del 2 giugno però mostrano che questo sta già avvenendo? Lo scontento sale fra gli italiani, non è vero?

– Era prevedibile che questo succedesse per una serie di motivi. Partivamo già da una situazione di disagio, perché tutti i parametri italiani rispetto agli altri Paesi europei sono inferiori da parecchio tempo. Il disagio è stato sempre canalizzato dalle forze come il Movimento 5 stelle prima e Lega poi. Da un punto di vista storico queste forze hanno svolto un ruolo importante perché hanno incanalato il disagio sociale, che l’italiano viveva da 10 anni oramai. L’Italia dalla crisi del 2008 non si è più ripresa. Parliamo di un disagio palpabile soprattutto nelle famiglie con bambini, questi genitori sanno che non possono garantire un futuro ai loro figli.

A tutto ciò si è aggiunta la pandemia, che ovviamente ha colpito un organismo già malato. L’Italia non ha un governo legittimato politicamente, ci siamo trovati ad affrontare la più grave delle crisi con il governo più debole e meno legittimato possibile. Il presidente del consiglio è stato molto scaltro, si è inserito ed ha cercato in maniera molto personalistica di accentrare tutti i poteri. Questo con una leggerezza incredibile, ha soppresso libertà fondamentali, non ha coinvolto nessuno nel dibattito. Gli italiani si trovano in una grossa crisi finanziaria e soprattutto non vedono prospettive, non si fidano più del governo.

– Se non dovessero arrivare risposte concrete dalla politica quali rischi si corrono con una rabbia sociale sempre più tangibile?

– Quando non si troverà più lavoro, i cittadini saranno senza una lira in tasca e pieni di debiti…a quel punto la protesta potrà diventare rivolta. Questa volta non funzionerà più secondo me l’opera di canalizzazione da parte delle forze politiche, perché ci troveremo di fronte ad una vera e propria débâcle. La prospettiva è quella delle rivolte che avvenivano un tempo.

Gli italiani percepiscono una sorta di lontananza con la classe dirigente e soprattutto con la classe al governo. Conte ha comunicato molto, però in tutta la comunicazione non c’è stato un sentore di verità. Quello di fare promesse è un vizio tutto italiano, però in una situazione del genere è chiaro che una promessa la quale va ad impattare direttamente sulle tasche dei cittadini se non si verifica provoca una rivolta.

– Al governo a suo avviso c’è la consapevolezza di un sentimento di rabbia sociale sempre più diffuso?

– No, la casta politica è autoreferenziale. Vediamo ad esempio l’insistenza del sindaco di Milano Sala sul monopattino – è questo il momento per pensare ai monopattini? Ciò significa non vivere fino in fondo il dramma delle persone. Ho l’impressione che chi è al governo viva la situazione attuale come un turista in una zona sottosviluppata dell’Africa. I politici guardano, si impietosiscono, ma il tutto non li tocca. Si sta preparando per l’Italia un tragico destino, la storia questo ci insegna.

– L’Italia che esce dall’epidemia è molto più povera e arrabbiata. Quali prospettive vede per il Paese?

– Da ogni situazione di emergenza si è usciti con l’unità nazionale. Non si può pretendere di avere un’unità nazionale però dove si escludono gli altri. Perché un governo che non rappresenta gli italiani dovrebbe essere quello che poi rappresenta l’unità della nazione?

Solo un governo che coinvolge quasi tutte le forze politiche può garantire l’unità nazionale. Non c’è una cognizione vera della realtà, si pensa che possa arrivare in aiuto l’Europa. Si cerca di rimandare ancora la soluzione dei problemi. Per esempio con la proposta di creare gli Stati generali dell’economia. Dal governo mi aspetto che presenti il piano di rilancio dell’economia, non che crei gli Stati generali. Arriveranno ad una conclusione, se tutto va bene, fra 8 mesi.

Per unire la nazione attorno ad un progetto ci vuole una classe politica più credibile, sempre così è stato. Il default del Paese potrebbe essere una sciagura pure per l’Europa. Secondo me però questi aiuti l’Europa, sempre se arriveranno, ce li farà sospirare. La mentalità che vige nel Nord Europa è dell’italiano spendaccione. Nei nostri confronti continueranno ad avere questo atteggiamento.

– E l’opposizione in questo contesto che ruolo ha?

– Pure l’opposizione attuale non mi sembra all’altezza onestamente. Prima di tutto perché si fa imporre il tavolo di gioco dal governo. Ho l’impressione come se l’opposizione fosse rimasta schiacciata dal Coronavirus. Ovviamente l’epidemia ha spiazzato perché era un elemento imprevisto. Inoltre l’opposizione non è stata capace di riformularsi. Le forze della maggioranza si sono riformulate, magari solo da un punto di vista dell’immagine e a parole. L’opposizione non ha rinnovato il suo messaggio, non fa quello che dovrebbe fare un’opposizione: creare cioè un governo ombra, un piano di rilancio completamente diverso. La situazione del Paese è tragica.

I punti di vista e le opinioni espressi nell'articolo non necessariamente coincidono con quelli di Sputnik.

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