00:17 25 Ottobre 2020
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In Argentina d’ora in avanti ogni 3 giugno verrà celebrata la Giornata del migrante italiano. Un secolo fa gli italiani attraversavano l’Oceano in cerca di una vita migliore. Oggi, viaggiando in aereo, gli italiani continuano ad emigrare per trovare un lavoro. Com’è cambiata nel corso del tempo l’emigrazione italiana?

La storia dell’emigrazione italiana in Argentina è stata riconosciuta ai massimi livelli istituzionali e attraverso una mozione il Parlamento della città di Buenos Aires ha stabilito che il 3 giugno verrà celebrata la Giornata del migrante italiano. Il cosiddetto “viaggio della speranza” non è un fenomeno sepolto nel passato, gli italiani continuano a cercare all’estero una vita migliore e un lavoro a condizioni più vantaggiose.

Quali sono le destinazioni più gettonate dagli emigrati italiani oggi? La crisi economica post-Covid cambierà le rotte dell’emigrazione italiana? Sputnik Italia ha raggiunto per un’intervista Stefano Piergiovanni, ideatore e amministratore della piattaforma on-line “viviallestero.com”, che offre consulenze per andare a vivere e lavorare all’estero.

- In Argentina il 3 giugno è la giornata del migrante italiano. Anche oggi, come allora, molti italiani emigrano. Stefano Piergiovanni, com’è cambiata l’emigrazione italiana nel corso degli anni?

- L’emigrazione italiana è cambiata con il mutamento dei tempi. L’Argentina, gli Stati Uniti e l’Australia erano lemete del secondo dopo guerra. Se arriviamo agli ultimi decenni con le nuove tecnologie, i voli low cost e la libertà di viaggiare in Europa abbiamo avuto una spinta per muoverci, rimanendo in Europa, più vicini a casa. L’Australia è rimasta una destinazione attraente, per il resto molti si sono trasferiti in Germania, in Regno Unito e in Belgio. È una cosa che possono tentare tutti, mentre una volta il viaggio in Argentina era un cambiamento totale della vita e anche molto costoso.

Adesso una persona si può trasferire a Londra con 50 pound di volo e dopo un mese, male che vada, può tornare a casa. Nel frattempo continua a sentirsi con i propri famigliari attraverso skype. Il trasferimento oggi è molto più semplice rispetto a quello che fecero all’epoca i nostri parenti in Argentina.

- Chi parte oggi principalmente dall’Italia?

- Generalmente possiamo distinguere due categorie: la categoria che non riesce a trovare lavoro in Italia e si vede le porte chiuse, e questo è in comune con i migranti italiani che andavano in Argentina; l’altra categoria sono persone qualificate che vedono all’estero molte più opportunità economiche e contrattuali. Un ricercatore invece che lavorare in Italia preferisce farlo in Svezia dove viene pagato meglio e dove ha più possibilità di crescita. Queste sono le due macro categorie che più si trasferiscono in questo momento.

- Qual è l’età media dell’immigrato italiano?

- La fascia totale è quella dai 18 ai 45 anni. Si è alzata la media perché la crisi italiana ha reso quasi obbligatorio trasferirsi per qualche padre di famiglia o per chi per forza doveva portare a casa lo stipendio.

In Italia c’è uno scoglio dell’età, se superi un certo limite cominci a essere considerato vecchio per il mondo del lavoro. Dopo i 40 anni se non hai un lavoro sei costretto a partire per l’estero se vuoi lavorare.

- Quali sono le mete più gettonate dagli italiani?

- Fino a 10 anni fa, quando ho aperto la piattaforma “viviallestero.com”, le mete più richieste erano Londra e l’Australia. Ora l’Australia è un po’ calata, Londra pure per i dubbi sul Brexit, non si capisce bene come verranno trattati gli italiani.

La destinazione più richiesta è assolutamente la Spagna.

- Secondo te la crisi economica provocata dal Coronavirus come influenzerà l’emigrazione italiana? Dove andranno gli italiani?

- I risultati non sono ancora tangibili, si intravede qualche tendenza, ma non possiamo ancora parlare definitivamente. Dovremo vedere come evolverà la pandemia. Se dovesse rimanere stabile la situazione credo che gli italiani si muoveranno di più perché il prossimo autunno in Italia sarà a mio avviso molto difficile. Probabilmente cambieranno le mete. Forse la Spagna soffrirà la crisi, si sceglieranno nazioni più forti come la Germania, l’Irlanda e i Paesi Scandinavi. Nonostante la pandemia sono Paesi che hanno un’economia più stabile e sicuramente supereranno la crisi in tempi più brevi.

- Destinazioni alternative come la Cina possono attrarre gli italiani?

- La Cina interessa anche adesso, non è una nazione facile però. Innanzitutto c’è lo scoglio linguistico enorme, quindi è avvantaggiato chi è laureato in cinese, sennò si potrà optare per lavori dove si parla solo inglese. Ottenere il visto lavorativo non è assolutamente facile. La Cina è molto interessante, ma è una meta da consigliare solo a chi ha una qualifica specifica e molto alta.

I punti di vista e le opinioni espressi nell'articolo non necessariamente coincidono con quelli di Sputnik.

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