15:32 28 Settembre 2020
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Dal 3 giugno si torna a viaggiare dall’Europa all’Italia senza obbligo di quarantena per le persone provenienti dai Paesi dell’area Schengen e dalla Gran Bretagna. Però alcuni stati del Vecchio Continente, tra cui la Grecia e la Germania, non ricambiano la cortesia ai turisti italiani.

Intanto, il ministro degli Esteri Luigi Di Maio annuncia su Facebook le sue visite in Germania il 5 giugno, in Slovenia il 6 e in Grecia il 9: "In questi incontri spiegherò ai miei colleghi che l'Italia dal 15 giugno è pronta a ricevere turisti stranieri e che agiremo con la massima trasparenza. La situazione interna, tutti i dati sui contagi, saranno sempre pubblici. Non accettiamo blacklist e non abbiamo nulla da nascondere, anzi. Abbiamo sempre agito con responsabilità e trasparenza e continueremo a farlo".

Per fare il punto della situazione Sputnik Italia ha intervistato in esclusiva l’On. Marta Grande, la presidente della Commissione Esteri della Camera.

– On. Grande, il 3 giugno l’Italia apre ai paesi Schengen e alla Gran Bretagna senza obbligo di quarantena, ma il Vecchio Continente non ricambia la cortesia. Alcuni Paesi come, per esempio, l’Austria continuano addirittura a chiamare l’Italia “il focolaio”. Cosa vorrebbe rispondere a queste accuse infondate?

– L'Italia non è un focolaio ed i numeri dei contagi delle ultime settimane lo dimostrano chiaramente. Dispiace che si utilizzi questo linguaggio e questa politica nei nostri confronti visto che il nostro paese ha dovuto affrontare per prima, in Europa, la gestione del Covid. Spero che si capisca il prima possibile che serve una cooperazione sia durante che dopo la crisi; l'UE sembra stia andando verso questa direzione e ritengo che sia assolutamente necessaria una collaborazione per uscire da questo momento di difficoltà.

– A Suo avviso, si troverà a breve una soluzione per il confine tra l’Austria e l’Italia dopo le dichiarazioni rigide del cancelliere austriaco Kurz?

– Ho detto pubblicamente che questo tipo di approccio non aiuta le relazioni tra i nostri paesi, al contrario deprime i rapporti di fiducia dei cittadini che vorrebbero spostarsi tra l'Austria e l'Italia. Spero che si possa cambiare atteggiamento e tornare ad una libertà di spostamento pre Covid.

– Germania ha deciso di riaprire progressivamente le frontiere ad alcuni Paesi vicini ma non per chi arriva da Italia e Spagna. Grecia fa la stessa cosa e poi ci ripensa con una condizione: chi arriva dalle regioni a rischio dovrà fare test e quarantena. Perché tutte queste mosse che non hanno nulla a che fare con la famosa solidarietà europea? Cosa sta succedendo con il sacro intoccabile dell’Ue, il Schengen?

– Comprendo le difficoltà dei Governi di identificare un modello di riapertura che tuteli nella maniera più ampia possibile i propri cittadini; allo stesso tempo però ci tengo a precisare che gli italiani non sono un popolo di appestati. Spero che Schengen possa tornare in vigore il prima possibile visto che è uno dei capisaldi della nostra Unione e che la libertà di spostamento è parte integrante del nostro essere europei.

– Forse tutto in realtà è dovuto alla guerra per i turisti… Non pensa che quest’estate i Paesi europei sono diventati “egoisti” solamente perché vogliono arrestare in questo modo la recessione?

– Non credo, l'Italia è da sempre tra i primi paesi al mondo nella lista dei desideri dei turisti e questa pandemia non deprimerà troppo la richiesta di Italia. Temo, piuttosto, che con la crisi economica generata dal Coronavirus meno persone potranno permettersi di andare in vacanza. Il turismo rappresenta l'11% del nostro PIL ed il Covid ha già danneggiato le vacanze del periodo pasquale, spero che i tanti che sognano l'Italia e che potranno permetterselo verranno in vacanza nel nostro meraviglioso paese”.

– Cosa farà il governo? Chiuderà le frontiere a chi non fa entrare i cittadini italiani?

– Ho letto le dichiarazioni del Ministro Di Maio sulla necessità di una reciprocità tra le relazioni tra Stati e la condivido. Sono altresì sicura che i tavoli di negoziati sui quali si confronterà il nostro Ministro degli Esteri possano portare a risultati concreti e spero, infine, che non si giunga ad un redde rationem. Il nostro è un paese sicuro e sappiamo che una volta confutati i dati e le teorie che ci dipingono come un lazzaretto torneremo ad essere una delle mete più ambite, chi vorrà sarà sempre il benvenuto”.

– Il 5 giugno c’è un Consiglio Affari interni nel quale i ministri Ue avranno un’ulteriore occasione per confrontarsi tra loro e con la Commissione. Secondo Lei, i Paesi dell’Ue troveranno compromesso e il 15 giugno diventerà un vero e proprio d-day della ripartenza per il turismo europeo?

– Lo spero. l'Unione Europea funziona se ogni nazione è solida, sono sicura che in ambito europeo troveremo un accordo per identificare un d-day di ripartenza.

– E quando, a Suo avviso, l’Italia e l’intera Europa potrà invece ospitare i cittadini extracomunitari?

– Credo che man mano che avremo dati sempre più rassicuranti sarà più facile identificare una data. Purtroppo, questo virus si è propagato a macchia d'olio in tutto il mondo e le emergenze si susseguono in ogni parte del globo, ragion per cui è difficile stabilire una data unica di riapertura. Questa pandemia ci ha dimostrato quanto è fragile l'equilibrio sul quale si basano i nostri stili di vita; dobbiamo tenerlo a mente nella ripartenza.

I punti di vista e le opinioni espressi nell'articolo non necessariamente coincidono con quelli di Sputnik.

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