04:00 16 Luglio 2020
Interviste
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Lo ha sostenuto in un'intervista esclusiva all'edizione ceca di Sputnik il giornalista Petr Žantovský, membro del Consiglio di vigilanza dell'agenzia di stampa ceca (ČTK) ed ex vicepresidente dell'Unione dei giornalisti cechi.

Perché la Ue è così interessata a ricercare la disinformazione? Qual è la differenza tra la catalogazione di un media come fonte di disinformazione e il tentativo di limitare la libertà di espressione?  Esiste nella Commissione Europea una lista di media con cui i funzionari di Bruxelles non parlano?

"Indubbiamente si tratta di un segno di lotta ideologica, una forma tecnologicamente più complessa di guerra fredda. Circa cinque anni fa a Bruxelles è stato notato che i media online hanno spesso un impatto maggiore sul pubblico rispetto ai media tradizionali, aumentano il volume e la varietà di informazioni, pertanto non è più così semplice imporre idee su qualcuno come con la televisione. Internet ha portato l'ipertesto, l'uso costante del contesto e delle relazioni e, soprattutto, l'interattività. Tutti sono lettori e autori. Questo è un grande passo per la democrazia.

Ma quelli che vogliono interpretare la parola "democrazia" solo come un'opportunità per rimanere al potere non sono contenti di questa situazione e cercano di impedirlo in tutti i modi possibili.

Pertanto i vari gruppi di censura come il Centro per il terrorismo e le minacce ibride sono stati creati a livello della Ue e nei singoli Stati membri con l'idea di certificare la verità ufficiale e, soprattutto marchiare chi ha il coraggio di fare domande.

Alcuni siti web vengono bollati come nemici della democrazia liberale, senza dimenticare di aggiungere che le persone che vi scrivono sono contemporaneamente al servizio del Cremlino. Molti dei miei amici finiti in questi elenchi affermano ironicamente che se fossero stati al servizio del Cremlino, avrebbero probabilmente ricevuto qualche remunerazione, ma non hanno ricevuto nemmeno un rublo. Può sembrare ridicolo, ma questa situazione non mi rende felice. È davvero pericoloso.

Non appena si iniziano a compilare gli elenchi, il secondo passo è estromettere queste persone dallo spazio pubblico, ostracizzarle e licenziarle, tutto ciò sta già accadendo. Ho paura di prevedere quale sia il prossimo passo. Tutto questo accade solo perché qualcuno cerca di pensare con la propria testa e non accetta alla cieca il primo materiale propagandistico con cui si imbatte. La ricerca di legami è non è benvenuta. Come in una famosa fiaba, si potrebbe scoprire che il re è nudo."

I punti di vista e le opinioni espressi nell'articolo non necessariamente coincidono con quelli di Sputnik.

Tags:
euroscetticismo, Unione Europea
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