13:37 14 Agosto 2020
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Via libera al mare, ma con una serie di accortezze. Mascherine e guanti per il personale in spiaggia, compresi i bagnini se entrano in contatto con i clienti. Distanziamento fra gli ombrelloni e in acqua, niente respirazione bocca a bocca durante il salvataggio. Vediamo come cambierà l’estate al mare nel post Covid.

Riparte la stagione balneare quasi in tutte le regioni italiane, ma ovviamente sarà un’estate al mare molto diversa rispetto agli altri anni a causa del Coronavirus. Distanziamento fra gli ombrelloni e in acqua, niente assembramenti, ma la vacanza al mare si può fare. Da giugno riaprono le frontiere, ma di turisti stranieri nel contesto dell’epidemia Covid non se ne attendono molti.

Sarà una vacanza più “domestica” con più clienti italiani. 

A pagare il prezzo più caro saranno gli stabilimenti, gli alberghi e le aziende a conduzione familiare: oltre al calo delle presenze, gli aiuti dal governo non si vedono ancora all’orizzonte.

Come funzionerà la spiaggia nella fase due? Come cambierà il lavoro dei bagnini? Sputnik Italia per fare il punto della situazione ha raggiunto Mauro Vanni, presidente Cooperativa Bagnini Rimini.

-Mauro Vanni, quale estate ci aspetta? 

-Secondo me ci aspetta un’estate migliore rispetto ad altre estati, nel senso che i servizi e la qualità per il turista miglioreranno: ci sarà un maggior distanziamento e quindi molto più spazio a disposizione per ogni cliente, i prezzi non cambieranno, saranno dei prezzi molto convenienti della Riviera Romagnola. La qualità del servizio sarà migliore.

Dovremo avere alcune accortezze: distanziamento fra le persone e la salvaguardia delle relazioni per fare in modo che questo Coronavirus non ci attacchi. Va detto che in questo momento in Italia la pericolosità del virus sta diminuendo di giorno in giorno.

Molto probabilmente per i primi mesi dell’estate avremo una maggior libertà di muoverci e potremo già pensare alla fase 3. 

-Come funzionerà la spiaggia?

Nel frattempo ci stiamo preparando con le spiagge per accogliere in piena sicurezza i nostri clienti, per dare loro la possibilità di godere in piena libertà la nostra spiaggia, il nostro mare. Essendo l’acqua molto bassa c’è la possibilità anche in mare di fare il bagno molto distanziati. Anche i bambini e gli anziani possono tranquillamente fare il bagno. La spiaggia ha di per sé tutti gli elementi per combattere il virus, perché lo iodio, la salinità, i raggi ultravioletti sono tutti fattori che contrastano il virus e sono stati scientificamente riconosciuti come elementi in cui il virus non sopravvive. Il mare sarà un luogo consigliato per fare le vacanze.

-Per i clienti sarà un’estate speciale, ma per gli stabilimenti e gli alberghi una stagione negativa, no?

-Ci aspettiamo di lavorare di meno rispetto agli altri anni per i vari blocchi che ci sono, perché molta gente ha perso il lavoro, altri hanno già utilizzato le ferie in questi due mesi di lockdown. Inoltre molte aziende, prima rimaste chiuse, apriranno d’estate. Anche per tutto il mercato estero ci saranno dei problemi e quindi lavoreremo meno e lavoreremo con difficoltà in più, perché la gestione di tutti i presidi sanitari e di tutte le normative ci creeranno costi maggiori. Anche il personale dovrà avere tutti i presidi sanitari per garantire la sicurezza.

-Mascherine, guanti, niente respirazione bocca a bocca…come cambierà il lavoro dei bagnini?

-I bagnini finché stanno sulle torrette o in mezzo al mare potranno togliere la mascherina pur mantenendo il distanziamento di sicurezza di un metro. È chiaro che quando entreranno in contatto con le persone dovranno indossare la mascherina e la respirazione bocca a bocca non si potrà fare.

Diciamo che questa pratica è già superata, da diversi anni la respirazione artificiale si esegue attraverso il pallone di Ambu, un respiratore meccanico che non necessita il contatto fisico.

Abbiamo inoltre i defibrillatori che automaticamente controllano lo stato cardiaco e decidono in maniera automatica se fare il messaggio oppure no. Il nostro personale è istruito già da adesso per poter salvare le persone pur mantenendo le distanze.

-Da giugno riaprono le frontiere, quindi i turisti stranieri teoricamente potrebbero già tornare in Italia. Che numeri vi aspettate?

-Speriamo che i turisti scelgano l’Italia per i parametri di qualità e di sicurezza che possiamo offrire, in modo particolare sulla Riviera Romagnola, dove siamo molto ligi a curare i particolari perché ognuno possa vivere la vacanza in modo sicuro.

Puntiamo molto su questo elemento, perché un turista, soprattutto quest’anno, sceglierà le località che potranno garantire uno standard di sicurezza molto alto. 

Ovviamente prevediamo un calo delle presenze. Calcoliamo che sia un anno difficile, ma che sia anche un investimento per il nostro lavoro perché se riusciamo a dimostrare al mondo intero che accogliamo i turisti in piena sicurezza poi sarà un elemento favorevole nei prossimi anni. Noi non vogliamo riempire, ma poter gestire la gente mantenendo i protocolli e la qualità dei servizi.

-Sarà una vacanza “in casa”, perché evidentemente ci saranno più clienti italiani della zona?

-Sì, pensiamo che andrà così, perché gli spostamenti non saranno facili. Il contrasto al virus in qualche modo si scontra con i trasporti e gli spostamenti di massa. Molte persone preferiranno fare le vacanze vicino a casa con spostamenti personali. Ci saranno limitazioni nel turismo straniero o di lunga distanza. Pensiamo e speriamo che il turismo di prossimità avrà un incremento.

-Il turismo è il petrolio dell’Italia. Secondo lei il governo sta facendo abbastanza per sostenere questo settore?

-Finora il governo ha fatto pochissimo per il turismo in generale, per il turismo balneare in modo particolare. Non è arrivato nessun aiuto. Finora abbiamo dovuto sostenerci da soli.

Speriamo che nelle prossime manovre economiche il governo prenda in considerazione il turismo in modo più specifico e ci aiuti, perché l’Italia è famosa per le piccole aziende a gestione famigliare. Non abbiamo la facoltà di sostenere dei grossi costi.

Sarà un anno difficile perché al di là del calo delle presenze ci sarà un aumento dei costi di gestione.

I punti di vista e le opinioni espressi nell'articolo non necessariamente coincidono con quelli di Sputnik.

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