04:55 02 Giugno 2020
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E’ difficile fare delle previsioni politiche, soprattutto in Italia. Probabilmente ancora più difficile nei tempi di emergenza coronavirus.

Roberto Biorcio, docente di Scienza politica presso il Dipartimento di Sociologia e ricerca sociale dell'Università di Milano Bicocca svolge attività di ricerca sulla partecipazione politica e sociale, i partiti, le associazioni e i movimenti sociali. Autore di numerose pubblicazioni fra le quali: "Il Movimento 5 Stelle: dalla protesta al governo" (scritto con Paolo Natale, 2018), "Italia civile. Associazionismo, partecipazione e politica" (scritto con Tommaso Vitale, 2016), "Il populismo nella politica italiana" (2015), "Gli attivisti del Movimento 5 Stelle" (a cura di, 2015), "Politica a 5 stelle" (con Paolo Natale, 2013), "La rivincita del Nord. La Lega dalla contestazione al governo" (2010).

Roberto Biorcio
© Foto : fornita da Roberto Biorcio
Roberto Biorcio
Sputnik Italia ha parlato con il prof. Biorcio di vincitori e vinti durante la crisi di emergenza Covid-19, dei consensi di governo, di possibili scenari futuri.

– Professore, inizia la fase due. Ma guardiamo un po’ fuori dall’emergenza coronavirus. Proviamo a vedere chi ha “sfruttato” al meglio situazione. Il Governo guidato da Giuseppe Conte viene rafforzato o indebolito?

– L’emergenza coronavirus ha modificato in modo significativo le opinioni e gli atteggiamenti dei cittadini. E’ perciò cambiato lo scenario politico che caratterizzava l’Italia negli anni precedenti. Era molto diffusa la sfiducia nei confronti dei governanti e in generale di tutto il ceto politici, accusati di gestire le istituzioni senza tenere conto delle domande e delle esigenze dei cittadini. In questo contesto il populismo aveva avuto più spazio e un peso maggiore rispetto ad altri paesi democratici. I partiti e la retorica populista hanno perciò condizionato per diversi anni la politica italiana.

Nella fase di diffusione del Covid-19 i cittadini si sono soprattutto affidati all’intervento delle istituzioni politiche: hanno approvato a grande maggioranza le decisioni del governo relative al lockdown e ne hanno seguito le indicazioni per contrastare l’epidemia.

Tutti i sondaggi hanno registrato una forte crescita della fiducia nel governo negli ultimi 3 mesi. Una fiducia che in alcune rilevazioni è espressa dalla larga maggioranza degli intervistati.

Il rallentamento della diffusione dei contagi da Covid-19 ha parzialmente modificato gli orientamenti dei cittadini. Resta però elevato anche oggi il giudizio positivo sulle politiche seguite dal governo per combattere la pandemia e per avviare la fase successiva.

I sondaggi hanno messo in evidenza differenze rilevanti di opinione fra le aree politiche. L’apprezzamento del governo è quasi unanime fra gli intervistati di sinistra e di centro-sinistra, e in generale tra i potenziali elettori del Pd o del M5s. Il consenso si ridimensiona fortemente nelle aree di destra e di centro-destra, in particolare nell’elettorato della Lega.

– E Conte?

– Sono cresciute in parallelo le valutazioni di Giuseppe Conte, che ottiene in generale una fiducia molto superiore rispetto a tutti gli altri leader politici. Gli interventi e le iniziative del Presidente del Consiglio sono percepite come finalizzati ad affrontare e risolvere i problemi della società italiana, mentre le critiche e le polemiche per le sue decisioni appaiono sempre più dettate da interessi di parte, politici o economici.

– Quale forza politica perde e quale avrà un vantaggio?

– Le intenzioni di voto cambiano più lentamente rispetto alle opinioni sulla situazione politica e sociale. Il voto si ricollega spesso ad orientamenti personali maturati negli anni precedenti, a sentimenti di identificazione e di appartenenza con le diverse aree politiche.

Nel paese bloccato dal virus, gli equilibri elettorali si sono mantenuti relativamente stabili rispetto alla fase precedente. I partiti di maggioranza per ora non capitalizzano la fiducia elevata nei confronti del governo e del premier. Le intenzioni di voto per il Pd e il M5s sono solo lievemente aumentate negli ultimi mesi. Si è ridotto invece in modo significativo il peso elettorale della Lega, che ha sempre cercato, nei mesi scorsi, di provocare la fine del governo Conte. Secondo quasi tutti i sondaggi, il partito di Matteo Salvini ha perso più di 7 punti percentuali rispetto alle elezioni europee dello scorso anno. Un trend inverso ha caratterizzato Fratelli d’Italia, che ha visto più che raddoppiate le intenzioni di voto, raggiungendo il livello del 14%. Mentre il gradimento della sua leader, Giorgia Meloni, ha superato nettamente quello per Salvini.

I cambiamenti rilevati degli ultimi mesi riguardano soprattutto gli elettori di centro-destra. In quest’area sono emerse significative divergenze di opinione di alcuni elettori rispetto alle posizioni dei partiti di riferimento. In generale, peraltro, in questi mesi, è caduta la fiducia nell’azione del centro-destra rispetto a questa fase di emergenza.

– Si vociferava che al posto di Conte potrebbe arrivare un nuovo Premier, come Mario Draghi o Vittorio Colao. Quale possibilità hanno questi “candidati” o c’è qualcuno in ombra che le viene in mente?

– Le voci su una possibile sostituzione del Presidente del Consiglio sono state diffuse da una parte dei media e del ceto politico. Più che un’analisi critica di possibili scenari futuri, le ipotesi di improbabili “governi tecnici” o di “unità nazionale” sono finalizzate a indebolire il governo Conte e a provocare fratture nella maggioranza che lo sostiene.

Le critiche e gli attacchi personali a Conte definito come “inadeguato” hanno l’obiettivo di sostituire l’attuale governo e la maggioranza che lo sostiene, per riuscire a controllare le cospicue risorse destinate alla ripresa.

E’ difficile immaginare una maggioranza parlamentare per un nuovo governo, di cui non si intravede neppure vagamente il possibile programma. Questa possibilità è stata esplicitamente esclusa sia dal Pd che dal M5s.

– Nel periodo di emergenza Covid-19 si possono fare le elezioni? O il governo cercherà di fare tutto il possibile per restare almeno fino a fine legislatura? Se ci fossero state le elezioni, chi avrebbe vinto?

– Nella fase di emergenza Covid esistono indubbiamente molti problemi e difficoltà per lo svolgimento delle elezioni. Sono già state sospese e rinviate a dopo l’estate le elezioni locali e regionali. Tute le forze politiche che sostengono il governo Conte non vogliono per ora anticipare le elezioni nazionali prima della fine legislatura. L’attuale maggioranza è stata formata proprio per evitare le elezioni anticipate, che avrebbero probabilmente permesso la vittoria alla coalizione di centrodestra guidata da Salvini. I partiti che oggi sono all’opposizione chiedono con insistenza la convocazione delle elezioni anticipate perché temono che tra due anni potrebbero ridimensionarsi in modo significativo i loro consensi elettorali.

– La situazione economica è difficile senza precedenti. Cosa potrebbe fare un governo “ideale” e quello reale?

– E’ difficile immaginare il comportamento di un governo “ideale” in una fase di pandemia che ha provocato gravi effetti sulla società.

Le scelte di politica economica devono misurarsi con esigenze e interessi diversi, spesso contrapposti. Si deve dare maggiore peso alle richieste e agli interessi delle imprese? Oppure tutelare soprattutto la salute dei cittadini e proteggere i lavoratori e i settori sociali più in difficolta?

Le scelte di politica economica del governo hanno cercato di rispondere alle diverse esigenze in modo equilibrato, con un compromesso fra le diverse domande. Le decisioni assunte hanno provocato forti critiche da parte di Confindustria, mentre i sindacati dei lavoratori, e in generale la maggioranza dei cittadini, hanno sostanzialmente riconosciuto la validità delle scelte.

– Sulla scena politica, quali cambiamenti porterà l’emergenza Covid-19 in Italia?

– L’emergenza Covid-19 provocherà certamente importanti cambiamenti della società e della politica italiana.

Potranno essere ridimensionati i consumi di beni ritenuti non necessari e potenzialmente dannosi per la tutela dell’ambiente. In generale, saranno più spesso messo in discussione i comportamenti individualistici in contrasto con le esigenze e i bisogni della collettività.

Sul piano politico ha acquistato, e assumerà sempre maggiore importanza, il ruolo dello Stato per tutelare il benessere della comunità nazionale. Verranno perciò posti vincoli più severi per contrastare la globalizzazione neoliberista.

Lo Stato dovrà dedicare maggiore attenzione e più risorse per migliorare e potenziare tutti i servizi pubblici, dalla sanità alla scuola. Sarà perciò rivista e almeno in parte cambiata la tendenza a privatizzare i servizi sociali che si era sempre più diffusa negli ultimi decenni.

– E nel mondo?

– La pandemia del Covid-19 ha posto gravi problemi a tutti i paesi del mondo.

In generale, tutti i governi hanno dato maggiore importanza alla tutela degli interessi nazionali, ridimensionando o lasciando completamente cadere misure di solidarietà rispetto ai paesi più in difficoltà. Con queste politiche, non pochi leader politici hanno cercato e ottenuto il sostegno di ampi settori della popolazione.

Le politiche attutate nei confronti della pandemia hanno d’altra parte intaccato il consenso di molti capi di governo che si erano affermati con successo negli anni precedenti. La ostentata sottovalutazione degli effetti del coronavirus attuata da Trump, Bolsonaro e Johnson ha creato gravi problemi agli Stati Uniti, al Brasile e al Regno Unito. I tre paesi hanno raggiunto livelli più elevati di diffusione del contagio che ha provocato un aumento crescente dei decessi.

I punti di vista e le opinioni espressi nell'articolo non necessariamente coincidono con quelli di Sputnik.

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