17:54 28 Settembre 2020
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Come l'emergenza sanitaria un'occasione d'oro per la mafia, di riorganizzazione e riposizionamento nella struttura produttiva.

In un momento di crisi ed emergenza, se lo Stato si mostra debole lascia ampi margini di infiltrazione alla criminalità organizzata: mafia, 'ndrangheta e camorra sanno come fare affari in un momento di carenza di liquidità.

Sono ormai in molti a lanciare l'allarme del rischio riorganizzazione delle mafie per adattarsi al nuovo scenario pandemico. Sputnik Italia ne ha parla con il deputato regionale Nicola D'Agostino, Italia Viva, membro della commissione antimafia dell'Assemblea Regionale Siciliana.

– Non è solo la crisi economica a preoccupare gli imprenditori siciliani. Temono che le loro aziende finiscano negli obiettivi della mafia?

– Nei giorni scorsi nel corso di un'audizione in commissione antimafia sui beni confiscati alla mafia, con associazioni antimafia tra cui Addiopizzo, Libera Palermo, Moltivolti e Arci, assieme a imprenditori distinti per l'impegno contro il racket, che ci hanno scritto una lettera chiedendo di essere auditi, è emersa proprio questa preoccupazione.

A causa dell'insufficienza e dei ritardi nell'erogazione di aiuti, prestiti delle banche e cassa integrazione, famiglie e imprese vivono una crisi di liquidità e si rischiano di cadere nelle mani degli usurai, spesso legati alla mafia, che invece può avvalersi di ingenti somme liquide.

E se durante l'emergenza covid l'usura torna ad essere una realtà diffusa, in un'economia già fragile come quella siciliana, la mafia può approfittarne per infiltrarsi nei condomini e nell'attività imprenditoriale. E dopo che un'azienda si mette nelle mani di un usurai, facile che finisca con l'essere poi rilevata dalla Mafia SPA.  

– In che senso la Mafia entra dentro i condomini?

– Perché la mafia entra nelle famiglie. Se un padre di famiglia ha bisogno di mille euro o duemila euro per venire incontro ai bisogni della propri cari, li chiede ad usura al conoscente legato alla mafia. La possibilità di infiltrazione è dilagante: dai nuclei famigliari alle imprese, negozi, e così via.

– Quindi stiamo parlando non tanto di attività imprenditoriale ma di una sorta di welfare mafioso?

– Sì, ma il problema non è quello della spesa. Questa non è una nazione dove si muore di fame, salvo casi eccezionali. Il problema è quello di dover rinunciare a pezzi del proprio status: l'abbonamento a Sky, la bolletta della luce, il fumo, il gioco. Diventa poi complicato non rimanere attratti da chi il denaro te lo offre perché sa che poi lo può pretendere indietro con gli interessi. E quindi parliamo dei nuclei famigliari.

– In che modo l'emergenza covid può diventare un'occasione di riposizionamento economico per i clan?

– Se gli imprenditori si ritrovano sul lastrico saranno costretti a svendere la propria attività e questo permetterà alla mafia di effettuare delle vere e proprie scalate, acquisendo a prezzi di saldo imprese piccole e medie, danneggiate dalla crisi.

Ho rilasciato un comunicato stampa1 dopo l'audizione per lanciare l'allarme su questo aspetto che secondo me va attenzionato dalla prefettura, da tutte le forze politiche, lo dobbiamo considerare come un evento da scongiurare.

– Quali sono i settori più a rischio?

– Sicuramente tra i più esposti c'è il turismo, il settore turistico-alberghiero che quest'anno non fatturerà. Quello che fatturerà sarà poco, molto poco. Il settore della ristorazione è fragilissimo, e poi ci sono tantissime categorie di artigiani e commercianti. Ma non è una questione di settore, quanto un problema di tutte le imprese piccole e medie.

– Nei giorni scorsi c'è stata la polemica sulla scarcerazione dei boss e in Sicilia sono tornati alcuni capi che hanno fatto la storia della mafia. Questa presenza sul territorio può costituire un' accelerazione il riassetto delle cosche nel sistema produttivo?  

– E' una strana e sgradevole coincidenza. Perché secondo me la risposta a questa domanda è assolutamente sì.

– E in che modo?

– I capi famiglia, che poi non sono i capi assoluti ma di alcuni quartieri o territori, ritornano nelle loro abitazioni avendo la possibilità di comandare in maniera un po' più agevole rispetto a quello che riescono a fare dalla galera. Questa cosa non ci lascia sereni.

– Tornando a inizio epidemia e ricongiungendo alcuni punti, ad esempio la rivolta delle carceri, la scarcerazione dei boss adesso l'allarme di commercianti e imprenditori, emerge  una strategia della mafia?

– Chiamiamolo per il momento rilassamento, perché io non voglio pensare che ci sia un'altra trattativa stato mafia. Certo non possiamo dare il segnale che si scarcerano facilmente i boss. Non si deve dare, così come invece si deve dare subito un segnale di efficienza e concretezza da parte della politica nel venire incontro delle esigenze reali e di liquidità di tutti quei soggetti che possono cadere nella rete della mafia.

– Se la mafia dovesse riassorbire gran parte delle aziende siciliane, ma anche di altre regioni, che scenario avremmo davanti?

– Uno scenario in cui i processi economici e anche i passaggi di denaro di liquidità saranno tutti in mano alla mafia che non solo ci guadagna ma che ha tutte le caratteristiche per governare i processi economici in esclusività e anche ovviamente favorire l'azione del riciclaggio. Ma riciclaggio è una parte del problema, perché certamente avremmo un mercato del lavoro inquinato, avremo dei liberi cittadini che diventeranno dipendenti della Mafia Spa. 

E' un problema di concorrenza tra Stato e mafia. Possiamo dire che negli ultimi trent'anni lo Stato ha guadagnato tantissime posizioni lasciando alla mafia il terreno dell'illegalità e poche sacche di legalità, perché devo dire che negli ultimi trent'anni la lotta alla mafia ha ottenuto dei risultati brillanti. Adesso rischiamo uno Stato indebolito che non riesce a proteggere i cittadini, e la mafia lo conquista, si infiltra. Diventa una partita di Risiko tra istituzioni e mafia, dove insomma lo Stato in questo momento non sembra dare le giuste garanzie di difesa dei territori ai cittadini che ne hanno bisogno.

– Quali misure devono essere messe in campo per evitare che la mafia si sostituisca allo stato?

– C'è bisogno di immettere liquidità per le aziende, c'è bisogno di vigilanza da parte delle prefetture, da parte degli organi di polizia, attenzione da parte della magistratura che dovrebbe verificare se ci sono ipotesi di reato e intervenire subito, ma anche ci vuole prontezza di riflessi da parte della politica perché non si può consentire una cosa del genere.

I punti di vista e le opinioni espressi nell'articolo non necessariamente coincidono con quelli di Sputnik.

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