09:22 27 Maggio 2020
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Contestualmente al progressivo allentamento delle misure di quarantena in Francia a partire dall’11 marzo vengono adottati rigidi provvedimenti in materia di sicurezza.

In alcuni luoghi pubblici i cittadini sono tenuti a indossare obbligatoriamente le mascherine. Ma questo non sarà forse fonte di nuovi problemi per le forze dell’ordine? Il corrispondente di Sputnik France ha discusso di questo tema con Stanislas Gaudon, portavoce del sindacato dei poliziotti Alliance.

“Questo chiaramente è un problema così come lo sono coloro i quali si coprono il viso con una sciarpa o un velo per non essere riconosciuti”, osserva preoccupato Stanislas Gaudon.

In Francia a partire dall’11 maggio è nuovamente vietato allontanarsi senza autorizzazione a una distanza superiore a 100 km dalla propria residenza. Riaprono negozi e alcune scuole.

Tuttavia, la Fase 2 prevede ancora alcune restrizioni. Come ha sottolineato il primo ministro francese nel suo intervento del 28 aprile innanzi all’Assemblea nazionale “dovremo convivere con il virus. Questa prospettiva non è delle più rosee, ma è un dato di fatto. Dobbiamo imparare a difenderci dal virus”.

Indossare la mascherina nei luoghi pubblici è una delle misure da adottare. Sebbene inizialmente fossero state dichiarate inutili, oggi il governo ne raccomanda l’uso e lo impone persino in specifiche situazioni quali i viaggi sui mezzi di trasporto pubblici e in alcuni negozi. Questo provvedimento complicherà il lavoro della polizia?

“Poiché tutti cominceranno a indossare mascherine, per le forze dell’ordine diventerà molto più complicato riconoscere un soggetto sospettato di aver infranto una legge o di aver commesso un crimine”, spiega Gaudon.

“La criminalità potrebbe dilagare? Difficile dirlo perché solitamente un criminale nasconde comunque il viso per non essere riconosciuto. E di questo ne abbiamo avuto la riprova durante le recenti contestazioni antigovernative. I protestanti si coprivano il viso con uno scialle o un velo mentre scagliavano bombe Molotov contro i poliziotti. I miei colleghi sono ora impegnati nelle indagini su quei fatti”.

Stando a quanto osserva Gaudon, l’importanza capitale in questo frangente è data alla salute dei francesi: “In questa guerra sanitaria la priorità è data all’osservanza delle norme sanitarie. Non è possibile rivedere le regole per facilitare il lavoro delle forze dell’ordine se questo vuol dire al contempo favorire la diffusione del virus nel Paese”. È difficile trovare un giusto mezzo.

“È possibile riconoscere un soggetto non solo in base a segnali visivi. È possibile ricorrere ai tabulati telefonici, verificare i dati mediante confronto, studiare le prove testimoniali. Inoltre, vi sono telecamere di videosorveglianza installate in molte città, non solo nella regione parigina, ma anche in provincia. I dati così ottenuti ci permettono di condurre delle indagini e di arrestare soggetti che abbiano commesso crimini di grave entità”.

In determinate circostanze è obbligatorio indossare la mascherina. Inoltre, il graduale allentamento delle norme di quarantena è accompagnato dall’adozione di due importanti provvedimenti: il possesso di un’autorizzazione rilasciata dal datore di lavoro per la circolazione nella regione parigina sui mezzi di trasporto pubblico all’ora di punta e il divieto di intraprendere viaggi a una distanza superiore a 100 km dalla propria residenza.

Secondo Gaudon, anche i poliziotti si adegueranno alle nuove condizioni di lavoro:

“Le regole cambiano. In particolare, i rappresentanti delle forze dell’ordine verificheranno che i cittadini indossino le mascherine in quei luoghi in cui è necessario farlo, come sui mezzi di trasporto pubblico. Nella regione parigina all’ora di punta le forze dell’ordine controlleranno che i passeggeri siano effettivamente in possesso delle autorizzazioni. Dovranno anche verificare che sia rispettato il divieto a intraprendere viaggi a distanze superiori a 100 km dalla residenza in modo da evitare che potenziali vettori del coronavirus provenienti da una zona rossa lo trasportino in una zona verde”.

Gaudon comunica con soddisfazione che durante la quarantena è stato registrato un “calo significativo della criminalità”. Questi risultati positivi sono dovuti, in particolare, al fatto che “nelle strade non vi erano potenziali vittime” ed era dunque più difficile commettere furti. Nel breve termine le forze dell’ordine saranno impegnate a verificare “che vengano osservate le norme di allentamento della quarantena”:

“Al momento stiamo definendo le nostre priorità. In primo luogo, ci stiamo occupando dei trasgressori più evidenti, ossia quei soggetti che hanno commesso atti di violenza all’interno della famiglia, o ancora chi ha commesso aggressioni e furti in luogo pubblico”.

Secondo il poliziotto, vi sarebbe una criticità ancora maggiore di quella rappresentata dalle mascherine. Si tratta della situazione esplosiva in cui versano alcuni quartieri problematici. In molte di queste aree sono vi sono stati disordini dopo che il 18 aprile a Villeneuve-la-Garenne un padre di famiglia disoccupato, che guidava senza casco su una moto non immatricolata, si è scontrato contro un’auto della polizia ed è rimasto gravemente ferito.

Nei giorni successivi all’evento i disordini si sono diffusi a macchia d’olio in molti quartieri poveri in tutto il Paese. Il 9 maggio a Nanterre è stato appiccato un incendio al supermercato Carrefour Market dopo che i controlli sull’osservanza delle norme di quarantena sono sfuggiti al controllo delle forze dell’ordine.

Gaudon definisce critica la situazione: “Nella Fase 2 abbiamo gli stessi timori che avevamo durante la Fase 1 in quei quartieri più in difficoltà dove al momento non sono da escludersi disordini e insurrezioni. Vi sono situazioni critiche praticamente ogni weekend nella periferia parigina e nelle città di provincia”.

Il poliziotto ritiene che i “responsabili della situazione non siano tutti i cittadini di queste aree, bensì una minoranza che genera i disordini”. Tuttavia, lancia un segnale d’allarme:

“È estremamente complicato garantire l’osservanza delle norme in quartieri in cui già prima dell’inizio di questa crisi sanitaria verso i poliziotti non vi era un atteggiamento molto rispettoso. Alcuni cittadini di questi quartieri lasciano intendere che i territori in cui vivono si trovano al di fuori dell’ambito di competenza dello Stato e della polizia nazionale. Dobbiamo porre fine all’illegalità e ripristinare lo stato di diritto soprattutto per i cittadini di questi quartieri che non riescono più a sopportare la situazione venutasi a creare”.

I punti di vista e le opinioni espressi nell'articolo non necessariamente coincidono con quelli di Sputnik.

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