08:25 26 Maggio 2020
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Mettere la mascherina ci aiuterà a riprendere una vita normale, ma nel futuro se il virus tornerà non potremo richiudere tutto.

Quella del coronavirus è un emergenza che ha messo tutto il mondo, o buona parte di esso, nelle stesse condizioni. I comuni cittadini in isolamento nelle proprie case per prevenire il diffondersi dell'infezione e la comunità scientifica per indagare questa infezione ed arrivare a un punto di svolta.

Ora che l'evoluzione della malattia varia da paese a paese, bisogna fare tesoro di ogni esperienza per pianificare i mesi futuri. Il professor Aldo Spallone spiega a Sputnik Italia qual è la situazione a Mosca e che cosa ha da dire al resto del mondo l'esperienza della Capitale Russa. 

Professore, a che punto è la Russia nell'emergenza coronavirus?

La statistica ci dice che a Mosca la curva di crescita ha raggiunto il plateau e che a fine maggio è prevista la discesa. In generale i dati riferiti alla Russia presentano delle disomogeinità, ad esempio  Mosca ha cifre molto importanti, mentre San Pietroburgo no. Addirittura San Pietroburgo ha un terzo dei casi di contagio rispetto alla regione di Mosca (8050 contro 22070).

Se guardiamo il tasso di mortalità, in Russia è inferiore all'1% (0,97 per la precisione), mentre per fare un confronto con l'Italia, in Lombardia ha toccato il 14%.
Il grafico dei nuovi casi di contagio COVID-19 a Mosca
© Foto :
Il grafico dei nuovi casi di contagio COVID-19 a Mosca

C'è una spiegazione a questo scostamento?

La pandemia è ancora in corso. Una delle spiegazioni probabili in questa fase è la vaccinazione alla tubercolosi fatta alla nascita Lo stesso si osserva tra Portogallo e Spagna, o tra i tedeschi dell'est e dell'ovest.

Lei è medico delegato dell'ambasciata italiana a Mosca per l'emergenza Covid-19. In che modo è stata organizzata l'assistenza dei cittadini italiani a Mosca in caso di contagio?

Aldo Spallone
© Foto : RUDN
Aldo Spallone

Si tratta di un programma nato su base volontaristica da parte mia, con una fase ufficiale di richiesta della possibilità di realizzare un servizio di assistenza riservato a cittadini italiani contagiati da Covid, ed una fase pratica, in cui ho visitato diversi ospedali. Alla fine la scelta è ricaduta sull'Ospedale Clinico Centrale delle Ferrovie Russe, che era stato originariamente selezionato dal Ministero della Sanità russo come ospedale Covid. Di questa struttura conoscevo la validità del reparto di terapia intensiva e quando il direttore sanitario ha dato la disponibilità abbiamo delineato il protocollo operativo.

Finora sono stati ricoverati sei connazionali. Quattro già dimessi, due in fase di dimissione e 3 seguiti a distanza in autoisolamento.

La malattia ha un decorso importante, perciò occorrono ospedali attrezzati. Su 100 pazienti che finiscono in terapia intensiva, 82 vanno incontro al decesso.

In Italia è già iniziata la Fase-2, alla quale in Russia si prevede di passare da inizio giugno. Come faremo a convivere con il virus?

La soluzione non è la mascherina a vita, ma la ricerca.

La ricerca sul genoma del virus per individuare determinate chiavi che rivelino quali categorie della popolazione sono a rischio e prevedere per queste ultime le misure di sicurezza adeguate. L'economia mondiale non può far fronte ad una seconda ondata come questa e chiudere tutti in casa non sarà di nuovo la soluzione.

  • Mosca, mezzi di disinfezione nelle strade
    © Sputnik . Vladimir Astapkovich
  • Una mamma in un parco di Mosca con suo figlio
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  • Una famiglia durante l'autoisolamento a Mosca
    Una famiglia durante l'autoisolamento a Mosca
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  • Un'infermiera durante una pausa nel Centro di Ricerca nazionale russo di Endocrinologia a Mosca
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  • Mosca, aeroporto di Sheremyetevo: la fila al check-in di un volo straordinario per New York
    © Sputnik . Alexey Filippov
  • Mosca, vendita di mascherine e guanti monouso nelle stazioni metro
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  • Mosca, passanti in coda per un caffè d'asporto
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Mosca, mezzi di disinfezione nelle strade

Aldo Spallone, professore del Dipartimento di Neurologia e Neurochirurgia della Facoltà di Medicina all'Università RUDN di Mosca. Membro della American Association of Neurosurgeon della Società Europea di Neurochirurgia e della Società Italiana di Neurochirurgia. Autore di più di 150 articoli scientifici, H-Index 23 su Scopus, 30 su Google Scholar. Casistica personale: 4600 interventi neurochirurgici come primo operatore.

I punti di vista e le opinioni espressi nell'articolo non necessariamente coincidono con quelli di Sputnik.

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