13:31 31 Maggio 2020
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Coronavirus in Italia: prosegue la fase 2 (10-20 maggio) (105)
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Dal 18 maggio le Chiese in Italia ricominceranno a celebrare le messe con il popolo. L’accordo è stato recentemente raggiunto fra la CEI e il governo con la firma di un protocollo, che riporta di fatto la religione sullo stesso rango di altre attività già avviate dopo l’emergenza Covid. Che cosa cambierà durante le messe?

Dopo due mesi di pausa dovuti alla diffusione dell’epidemia, la Chiesa riaprirà le porte ai propri fedeli. Dal 18 maggio ripartono le messe con il popolo, grazie ad un protocollo siglato a Palazzo Chigi fra la CEI, il presidente del Consiglio e il Ministro dell’Interno.

Quanto sono importanti la fede e le preghiere in comunità in periodi di crisi? Quali sono le norme di sicurezza previste per la ripartenza delle celebrazioni? Sputnik Italia ha intervistato in merito Vincenzo Corrado, direttore dell’Ufficio nazionale per le comunicazioni sociali della Conferenza Episcopale Italiana.

— Dottor Corrado, potreste commentarci questa notizia?

— Il testo giunge al termine di un’interlocuzione continua e proficua, dopo un percorso di collaborazione tra la Conferenza Episcopale Italiana, il Presidente del Consiglio, il Ministro dell’Interno e il Comitato Tecnico-Scientifico. Come ha sottolineato il cardinale Gualtiero Bassetti, presidente della Cei, “ciascuno ha fatto la sua parte con responsabilità”. Il Protocollo infatti tiene insieme le esigenze di tutela della salute pubblica con indicazioni accessibili e fruibili da ogni comunità ecclesiale.

— Come cambieranno le funzioni e quali saranno le misure di sicurezza principali?

— In questa fase, è fondamentale evitare gli assembramenti e mantenere sempre la distanza di almeno un metro tra le persone. L’accesso alle Chiese resta infatti contingentato e regolato da volontari e/ o collaboratori che, muniti di dispositivi di protezione individuale, guanti monouso e un evidente segno di riconoscimento, favoriranno l’entrata e l'uscita vigilando sul numero massimo di presenze consentite. Tutti i fedeli dovranno indossare la mascherina. Si continuerà ad omettere il segno della pace e per la distribuzione della Comunione il celebrante o il ministro straordinario dovranno igienizzare le mani, indossare i guanti monouso e la mascherina, offrendo l'ostia solo sulle mani dei fedeli, senza venirne a contatto.

Le acquasantiere continueranno a rimanere vuote, mentre è raccomandato agli ingressi l’uso di dispenser di liquidi igienizzanti. Quanto invece alle offerte, non saranno raccolte durante la celebrazione, ma attraverso appositi contenitori. Può essere presente un organista, ma non il coro.

— Quanto è importante poter frequentare in comunità la chiesa in un momento difficile come quello che stiamo vivendo?

— Quella comunitaria è certamente una dimensione fondamentale della fede. Lo ha ricordato recentemente Papa Francesco sottolineando che “siamo Popolo di Dio, invitati a vivere la fede, non in modo individuale e isolato, ma nella comunità, come popolo amato e caro a Dio”. “Non siamo un raggruppamento qualsiasi, e neppure una Ong, ma – ha evidenziato nel Messaggio inviato al Congresso dei Laici della Spagna - la famiglia di Dio convocata attorno a uno stesso Signore. Ricordarlo ci porta ad approfondire ogni giorno la nostra fede: un dono che si vive nell’azione liturgica, nella preghiera comune di tutta la Chiesa, e che deve essere annunciato. È il popolo convocato da Dio, che cammina sentendo l’impulso dello Spirito, che lo rinnova e lo fa tornare a Lui, volta dopo volta, per sentirci una cosa sua”.

In questa fase di emergenza, come Chiesa abbiamo condiviso, con sofferenza, le limitazioni imposte a tutela della salute, muovendoci in un’ottica di responsabilità, soprattutto verso i più esposti.

— Chi controllerà se le regole di sicurezza verranno rispettate?

— Ogni Vescovo dovrà rendere noto i contenuti del Protocollo. All'ingresso di ogni chiesa sarà affisso un manifesto con le indicazioni essenziali, tra le quali ad esempio il numero massimo di partecipanti consentito in relazione alla capienza dell'edificio; il divieto per chi presenta sintomi influenzali e respiratori, una temperatura corporea uguale o superiore ai 37,5° o sia stato in contatto con persone positive al Covid-19; l’uso della mascherina e l’osservanza del distanziamento sociale.

I punti di vista e le opinioni espressi nell'articolo non necessariamente coincidono con quelli di Sputnik.

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Coronavirus in Italia: prosegue la fase 2 (10-20 maggio) (105)
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