08:23 29 Maggio 2020
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Andare in spiaggia quest'estate sarà una "vera rivoluzione". Ne è convinta Marina Lalli, vice presidente di Federturismo-Confindustria, intervistata da Sputnik

 

La stagione estiva alle porte sarà incentrata unicamente sul turismo domestico, tanto in Italia quanto negli altri paesi. Nella Penisola il turismo è un comparto che nel 2019 è valso il 13% del PIL.

Nell'anno in corso il turismo interno non sarà sufficiente a coprire le perdite causate dall'emergenza coronavirus, ma occorre organizzarsi al più presto per far si che la stagione parta comunque, tutelando l'incolumità dei turisti ed i servizi offerti dagli addetti ai lavori.

Ne parla a Sputnik Marina Lalli, Vice Presidente di Federturismo Confindustria.

In questa stagione, si conta solo sul turismo domestico? Quanto questo turismo può compensare le perdite dell'industria turistica italiana quest'anno?

© Sputnik . Константин Михальчевский
Il virus, la paura individuale, le limitazioni alle quali si dovrà ancora sottostare non invogliano a fare le valigie. Nei mesi estivi non potremo contare sull’arrivo dei turisti internazionali, anche se il Ministero sta lavorando a protocolli bilaterali con Germania, Svizzera e Austria, ma si punterà sulla clientela italiana per tornare, mobilità permettendo e compatibilmente con le norme in vigore, ad essere turisti a casa nostra facendo affidamento solo su quel poco di domanda italiana legata ai mesi di luglio ed agosto.

In ogni caso anche nella migliore delle ipotesi in cui si preveda l’allungamento della stagione, offerte promozionali e massima flessibilità i numeri non saranno sufficienti a compensare il crollo di prenotazioni che oscilla tra il 70 e il 90% .

Qual è la vostra stima delle perdite finanziarie dell'industria turistica italiana nel 2020? Le isole italiane soffriranno di più?

Per il turismo il 2020 sarà ricordato come l'annus horribilis. Già a marzo, all’inizio dell’emergenza, le perdite complessive si stimavano attorno ai 30 miliardi di euro, ma adesso si teme possano arrivare a 66 miliardi di euro. Crollano gli arrivi internazionali, crollano le presenze e il fatturato e per parlare di un possibile ritorno alla crescita bisognerà aspettare almeno il 2023.

Nessuna destinazione sarà risparmiata dagli effetti del coronovirus, ma sicuramene quelle località legate ad una maggiore stagionalità saranno le più colpite. 

La Bulgaria ha deciso di posizionare gli ombrelloni sulla spiaggia a una distanza di 2 metri e di introdurre servizi di sanificazione delle docce ogni ora. Si era parlato dell'uso del plexiglass e di bracciali elettronici per controllare la distanza tra i bagnantiQuali misure ritenete ragionevoli e cosa potete consigliare per le spiagge?

Andare in spiaggia quest’estate sarà una vera “rivoluzione”. App, termoscanner, distanziameno tra gli ombrelloni, pianificazione degli accessi, dispenser con igienizzanti per le mani,  kit con guanti, mascherine e gel per i clienti: le proposte sono tante, ma  dalle istituzioni mancano ancora indicazioni precise sulle date di riapertura e sui protocolli sanitari da adottare.

Occorrono protocolli seri anche in merito alle distanze tra gli ombrelloni  che però non devono  essere  eccessive  ( l’ultima voce in circolazione  parla di 10 metri) altrimenti rischiano di diventare  una misura inapplicabile alla maggior parte degli stabilimenti. Un’alternativa potrebbe essere la collocazione di nastri segnalatori degli spazi a disposizione di singoli nuclei familiari dove verranno disposti lettini ed ombrelloni. In ogni caso occorre fare presto perché  i  tempi se si vogliono riaprire gli stabilimenti il primo giugno sono ormai stretti .

Quali misure di supporto vorreste vedere dal governo? 

Nel decreto di maggio ci aspettiamo misure serie, un aiuto forte alla fiscalità, soldi veri e non solo prestiti.

  • Servono finanziamenti immediati a fondo perduto così come è necessario lo stralcio totale delle imposte dirette per tutto il 2020.
  • Servono interventi mirati, dedicati alle specifiche esigenze delle imprese turistiche che sono e saranno per chissà quanto tempo ancora, le più colpite dalla pandemia. 
  • Le  nostre imprese per poter ripartire hanno  bisogno ora più che mai di sburocratizzazione e semplificazione, regole chiare e lineari.

Il turismo sta vivendo una crisi senza precedenti e l’Europa deve adottare rapidamente misure  straordinarie da affiancare a quelle nazionali che da sole non bastano. E’ quindi necessario che una quota significativa del Recovery Fund sia destinata al settore.

Vi aspettate che lo "slow tourism", che coinvolge meno spostamenti, guadagnerà popolarità quest'anno tra gli italiani?

Sarà un turismo che privilegerà l'Italia meno nota, le attività open air e il turismo lento con una maggiore richiesta di destinazioni dove il rischio di assembramenti è inferiore. Destinazioni minori ma ugualmente belle e ricche di storia, natura e cultura. Sarà un’occasione per valorizzare un turismo che sappia apprezzare non solo le grandi città ma anche il ricco patrimonio dell’intero territorio nazionale fatto di piccoli borghi e parchi naturali.

I punti di vista e le opinioni espressi nell'articolo non necessariamente coincidono con quelli di Sputnik.