10:30 21 Ottobre 2020
Interviste
URL abbreviato
Di
6174
Seguici su

Una tra le conseguenze economiche più pesanti legate alla crisi dovuta all’emergenza Covid-19 è stata l’interruzione dei flussi turistici a livello nazionale e internazionale.

I primi effetti già rilevabili a febbraio, all’inizio dell’epidemia, dal mese di marzo con i primi provvedimenti di distanziamento sociale hanno portato quasi all’azzeramento del settore turistico in Italia.

Secondo le stime elaborate dalla Confederazione Nazionale dell’Artigianato e della Piccola e Media Impresa, per il primo semestre del 2020 si prevede una contrazione del 73% dei ricavi del turismo a livello nazionale. Il consuntivo del primo trimestre 2020 mostra già una flessione del fatturato di ben 15,6 miliardi di euro. Fortemente compromessa anche la stagione estiva, con una stima di 25 milioni in meno di stranieri solo tra luglio e settembre. Se a questa diminuzione dei turisti stranieri si va a sommare anche l’inevitabile calo dei turisti italiani, le stime valutano circa 90 milioni di presenze in meno nelle strutture ricettive italiane.

Come se ciò non bastasse, a peggiorare le attuali proiezioni, la notizia, recente, del piano mitteleuropeo per l’approntamento di un “corridoio anti-cov”, in vista della vicina stagione estiva disposto a dirottare i turisti nord-europei verso le spiagge adriatiche della Croazia, invece che dell’Italia. 

Questa notizia non poteva non creare un certo disagio non solo agli addetti del settore, ma anche ai politici che hanno il compito di promuovere e sviluppare il turismo in Italia.

Federico Caner
© Foto : Federico Caner
Federico Caner

Per capire quali gli umori e le risposte a questa sfida, Sputnik-Italia ha raggiunto il dottor Federico Caner, politico di lungo corso del partito Lega, attualmente assessore al Turismo, Commercio estero, Programmazione dei fondi UE della Regione Veneto; regione, per la sua posizione geografica, in diretta competizione con la Croazia.

– La limitazione dei movimenti associata ai provvedimenti addottati per contenere la diffusione del Covid-19 ha causato il blocco del turismo. Assessore ha dei dati aggiornati sulle perdite in questo settore a livello della regione Veneto?

– La situazione che si è creata ha portato moltissimi danni economici alla Regione. Il Veneto è una regione che fa 70 milioni di presenze e 18 miliardi di euro di fatturato turistico, compreso l’indotto, all’anno. Noi oggi riteniamo di avere almeno 5 – 6 miliardi di euro di danni, con una perdita giornaliera di 19 milioni di euro a causa della mancata apertura al turismo nazionale ed internazionale.

Strategie di rilancio per il turismo

– Quali sono le strategie che la Regione sta valutando per rilanciare il settore turistico appena si attenuerà l’emergenza sanitaria?

– Noi abbiamo agito su tre fronti. Il primo: stiamo aiutando le aziende turistiche e non solo. Aiutiamo gli operatori a tenere in piedi le proprie aziende. A volte sono in grande difficoltà anche di liquidità. Abbiamo fatto interventi per dare garanzie nei confronti delle banche affinché diano loro i soldi quasi a tasso zero, sia per quanto riguarda gli investimenti, sia per tenere in vita quelle imprese che in questo momento hanno la necessità di pagare mutui, fornitori... È fondamentale salvarle.

Il secondo è il protocollo sanitario: un protocollo condiviso con le categorie e la Direzione Prevenzione Sanità della Regione Veneto, che mette in sicurezza i turisti, i lavoratori del settore e i proprietari delle strutture ricettive. La Regione Veneto si è distinta anche a livello internazionale come la regione che meglio ha gestito l’emergenza. Quindi oggi possiamo dire che siamo in grado d’accogliere tutti i turisti internazionali in tranquillità: possono e devono sentirsi al sicuro qui da noi.

Il terzo è la promozione: partirà a breve una promozione internazionale molto importante con influencer internazionali. Lo dico anche agli amici russi: siamo aperti alle personalità famose che desiderino venire in Veneto. In cambio della loro pubblicità gratuita sui loro canali, che siano social, o altro... Non solo offriamo vitto e alloggio, ma offriamo anche un pacchetto turistico per vivere un esperienza particolare in Veneto.

– Quindi un soggiorno gratuito per ospiti di prestigio qualora disposti a pubblicizzare nel loro paese il loro soggiorno in Veneto?

– Esattamente!

– Riguardo al “corridoio turistico anti-Covid”, messo a punto da Germania, Austria, Repubblica Ceca, Slovenia e Croazia per convogliare i turisti dal nord Europa verso le località balneari adriatiche della Croazia, cosa ne pensa? Un esempio di mancanza di solidarietà tra i paesi europei davanti all’emergenza sanitaria, oppure semplice concorrenza turistica?

– Secondo me una sommatoria delle due cose. Da un lato c’è la Croazia che fa il proprio lavoro cercando di accaparrarsi il maggior numero di turisti e quindi si è offerta come alternativa all’Italia, contando un po’ sul fatto d’aver avuto pochi contagi.

Dall’altra parte, e ovviamente a noi non è piaciuto e siamo sobbalzati sulle sedie, quando abbiamo capito che sulla proposta croata c’è stato un vero e proprio tentativo da parte di Germania e Austria di creare questo corridoio turistico-sanitario. Questo ci ha subito preoccupati perché è un tradimento dei principi dell’Unione Europea, dato che la libera circolazione delle persone deve esserci ovunque, tanto più in un momento di difficoltà, come quello attuale, che vede molti paesi in difficoltà per l’epidemia del Covid-19. Abbiamo subito chiesto al ministero degli Esteri e al ministro del Turismo italiani di portare questa nostra interrogazione a livello europeo. Mi dicono che è stato fatto, ne hanno discusso e che su tale proposta è stato posto il veto da parte dell’Italia.

Non può accadere che dei paesi vengano privilegiati rispetto ad altri per gli accessi turistici, con la scusa del Covid, soprattutto come nel caso della regione Veneto che ha dimostrato d’aver gestito molto bene l’emergenza. Noi siamo pronti a ripartire in massima sicurezza. Non vogliamo che, magari, ai tedeschi dicano d’andare in Croazia, o peggio ancora, come è balenato, d’andare in Nord Africa piuttosto di recarsi in Italia. Questo fatto lo vediamo come un grandissimo danno economico e non corretto all’interno dei paesi europei.

L’Europa c’è, o non c’è? L’Europa, soprattutto in questo momento, dovrebbe essere vicina a tutti i suoi paesi membri. Se invece si permettono questi accordi di tipo bilaterale il rischio potrebbe essere che i tedeschi dicano ai loro turisti: andate dove volete, ma se andate in Croazia non ci sarà alcun problema, se invece andate in Italia quando tornate vi mettiamo in quarantena; è ovvio che se fanno discorsi di questo tipo ci fanno scappare tutti i turisti! Questo non deve avvenire! Secondo noi l’Europa deve dimostrarsi tale soprattutto in questi momenti di difficoltà, altrimenti ci chiediamo che senso ha farne parte.

– Quali misure, prevedete di adottare per contrastare questo attacco? Quali sono i vostri programmi per il rilancio delle città d’arte e delle splendide località venete?

– Abbiamo deciso di mettere insieme una campagna promozionale importante: in primis rivolta ai mercati turistici più vicini al nostro, non solo sul mercato interno, ma anche verso i paesi europei; in un secondo momento verso i paesi più lontani come America e Cina. Purtroppo ora c’è anche l’effetto del blocco dei voli delle compagnie aeree, mi auguro che a breve si ricominci a volare. Per questa campagna, come ho detto, ci avvaliamo della presenza di influencer internazionali. In questa campagna c’è anche il contributo di veneti come il maestro Cristian Ricci, che in maniera spontanea ha deciso di cantare “Nessun dorma” a Venezia.

Un successo incredibile, un video suggestivo, diventato subito virale, che è uscito anche dai confini nazionali. Chissà che da questo video non nasca il desiderio di conoscere il Veneto. Saremo felici di far conoscere il Veneto, una terra che ha molto da offrire sia come destinazioni turistiche a livello paesaggistico, sia come prodotti turistici: la nostra storia, la nostra cultura, la nostra arte, anche le nostre specialità eno-gastronomiche.

– Assessore chi vorrebbe invitare in Veneto?

– Se il presidente russo Vladimir Putin decidesse di fare un viaggio in Veneto, sarebbe straordinario! Potremmo organizzargli qualcosa di molto particolare per fargli conoscere la nostra bella regione. Lo accompagneremo dove vuole: a vedere i dipinti di Giotto nella Cappella degli Scrovegni, l’Arena di Verona, Venezia, le dolomiti venete, il lago di Garda. L’invito è rivolto non solo a Putin, o ad altri personaggi politici di primo piano, ma anche ad artisti, scrittori, musicisti, alle persone famose.

I punti di vista e le opinioni espressi nell'articolo non necessariamente coincidono con quelli di Sputnik.

RegolamentoDiscussione
Commenta via SputnikCommenta via Facebook