10:43 13 Luglio 2020
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La settimana scorsa il presidente USA Donald Trump ha emesso un decreto finalizzato a sancire il diritto dei cittadini americani di approvvigionarsi delle risorse presenti nello spazio, quali quelle della superficie lunare.

In Russia non si parla ancora di questo aspetto, ma è in fase di discussione un programma pluriennale di ricerca del satellite e dei pianeti del Sistema solare. Di tutte le sonde interplanetarie di ricerca e dei lunochod si occupa la NPO Lavochkin che rientra nel consorzio di Roscosmos. Vladimir Kolmykov, direttore generale della NPO Lavochkin, ci spiegherà quando e quali mezzi russi lasceranno le proprie tracce su pianeti lontani.

— Nel 2021 la Russia prevede di inviare sulla Luna il suo primo mezzo della storia recente, il Luna-25, che rappresenterà una continuazione dei moduli sovietici dell’omonima serie. Con questa sonda gli esperti russi dovranno applicare nuovamente le competenze di allunaggio morbido. Come sta procedendo la fase di preparazione? In che misura stanno partecipando i colleghi europei?

— Al momento i lavori del progetto Luna-Glob, nell’ambito del quale è in fase di costruzione il rover Luna-25, si trovano in fase di sperimentazione. Si prevede che i lavori sul Luna-25 saranno terminati a marzo 2021. La data di inizio è fissata al primo ottobre dell’anno successivo. L’Agenzia spaziale europea partecipa attivamente al progetto sia mettendo a disposizione una centrale terrestre finalizzata alla creazione di un canale ulteriore per la ricezione di dati scientifici sia contribuendo all’elaborazione della telecamera Pilot-D (telecamera che garantisce un allunaggio di precisione, NdR) la quale rientra tra la strumentazione scientifica.

— Dopodiché la Russia prevede di inviare sulla Luna altri due rover: il Luna-26 per la mappatura della superficie lunare e il Luna-27 per lo studio del terreno circostante il punto di allunaggio. A che punto sono questi progetti?

— Il lancio del Luna-26 è previsto per il 2024. In ottica di collaborazione scientifica a livello internazionale i partner europei stanno mettendo a punto alcuni elementi della strumentazione scientifica. Al momento sono già stati ultimati i prototipi della strumentazione. I prototipi di volo sono invece in fase di elaborazione. Inoltre, gli europei ci mettono a disposizione una stazione terrestre finalizzata all’ampliamento della capacità di ricezione di dati scientifici raccolti dal rover.

I lavori e i test del progetto Luna-Resurs-1 nell’ambito del quale è prevista la produzione del rover Luna-27 si trovano alla fase documentale. I termini per il completamento di questa fase sono fissati per novembre 2021. Il lancio è previsto per agosto 2025. L’Agenzia spaziale europea partecipa in maniera parziale al progetto mettendo a disposizione una stazione terrestre finalizzata alla creazione di un canale ulteriore per la ricezione di dati scientifici, elaborando il sistema Pilot volto a garantire un allunaggio preciso e sicuro, contribuendo a mettere a punto il dispositivo di campionamento criogenico del suolo Prospekt-GZU e il relativo strumento di analisi Prospekt-AP i quali rientrano nel complesso della strumentazione scientifica.

— Nonostante le continue proroghe dei termini previsti per il lancio delle missioni russe i partner europei non intendono ritirare la partecipazione dai nostri programmi lunari?

— I costruttori e i ricercatori europei non stanno manifestando l’intenzione di interrompere la collaborazione sui programmi lunari.

— Nel 2019 tentando di effettuare allunaggi morbidi si sono schiantate la sonda israeliana Bereshit e quella indiana Chandrayaan-2. Nella elaborazione del piano di allunaggio russo si terranno in considerazione le esperienze fallimentari di queste due sonde?

— Le sonde russe destinate all’allunaggio sono progettate tenendo in conto l’esperienza acquisita nell’ambito della realizzazione del programma lunare sovietico. Al momento non viene effettuato alcuno scambio di informazioni con i colleghi indiani e israeliani.

— In progetto vi è anche la creazione di una ulteriore sonda di allunaggio, Luna-28, finalizzata alla spedizione sulla Terra di campioni congelati di suolo lunare. All’interno della sonda si è pensato di collocare un mini-lunochod, vero?

— Riguardo al Luna-28 nell’ambito dell’appalto statale con il consorzio Roscosmos è stata ultimata la bozza di progetto nella quale è previsto effettivamente un mini-lunochod.

— A che punto sono le ricerche “Luna-Lunochod” per la creazione del nuovo lunochod russo pesante (la sonda Luna-29)? È vero che, come annunciato in passato, i cosmonauti riusciranno a utilizzarlo per spostarsi sulla Luna?

— L’attuazione del programma Luna-Lunochod sarà possibile in base agli obiettivi tecnici prefissati dal committente, ossia dall’Ufficio di ricerca NII-88. Il prototipo e la descrizione delle caratteristiche tecniche del lunochod pesante saranno definiti una volta ultimate le ricerche. Il lancio della sonda sarà stabilito dal Programma spaziale federale della Federazione russa.

— Di recente è stato prorogato di 2 anni (dal 2020 al 2022) il lancio della missione russo-europea ExoMars. Quali elementi devono ancora essere ultimati nel tempo rimasto a disposizione?

— Al momento la sonda ExoMars si trova in Francia presso la società Thales Alenia Space dove sono in corso test e verifiche di vario genere a completamento del progetto.

Purtroppo, per via della difficile contingenza sanitaria, la fase conclusiva dei test (test sulla compatibilità elettromagnetica, misurazione della massa inerziale e bilanciamento dinamico) non è stata ultimata completamente per via delle restrizioni alla circolazione di persone lungo la frontiera franco-italiana. Tuttavia, considerati i risultati dei test condotti tra il 2019 e il 2020, vi è la possibilità che si rendano necessari correttivi sia al software sia alla strumentazione di bordo al fine di garantire il successo della missione con lancio previsto al 2022.

Ad ogni modo, per garantire il lancio al 2022 non sono previste variazioni significative dei parametri della sonda. Anzi, la traiettoria e i parametri relativi all’ingresso nell’atmosfera durante il lancio vengono determinati cercando di minimizzare qualsivoglia variazione ai software e alla strumentazione di bordo.

— Per proseguire le ricerche su Marte sarà necessaria una missione finalizzata a portare sulla Terra campioni del suolo di Phobos, il satellite di Marte. Mi riferisco al progetto Boomerang. Di recente il Giappone ha dichiarato che invierà una propria sonda per la raccolta di campioni di suolo da Phobos. Farà lo stesso la Russia?

— A febbraio 2020 la NPO Lavochkin ha ultimato con successo la bozza del progetto Boomerang. Le caratteristiche emerse in questa fase consentirebbero di condurre una spedizione in qualsiasi momento nell’intervallo di tempo compreso tra il 2026 e il 2035.

Sappiamo che l’Agenzia spaziale giapponese (JAXA) prevede di inviare su Phobos una sonda per raccoglierne campioni di suolo. Nell’ambito della bozza del progetto Boomerang sono state analizzate le eventualità di reazione al progetto giapponese.

Il progetto Boomerang, oltre alla raccolta di campioni di suolo, prevede anche una serie di ricerca ad ampio spettro. Infatti, se non si conoscono le condizioni in cui si vennero a creare le sostanze presenti su Phobos, è impossibile interpretare correttamente l’analisi dei campioni, indipendentemente da chi riuscirà a portarli sulla Terra.

— Oltre a Marte, si prevede anche una ulteriore esplorazione di Venere mediante l’invio sul pianeta della sonda russo-americana Venera-D. Sono stati avviati i lavori in tal senso.

— Al momento Roscosmos sta lavorando per ultimare la bozza di progetto per la realizzazione della sonda Venera-D.

I punti di vista e le opinioni espressi nell'articolo non necessariamente coincidono con quelli di Sputnik.

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