01:12 02 Ottobre 2020
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Il giorno del lavoro quest’anno passa all’insegna delle incertezze e delle paure per il futuro.

I lavoratori guardano con apprensione il domani. Sono tante le attività chiuse per la crisi Coronavirus che non riapriranno mai, molti i lavoratori che vogliono delle risposte. Fra i tanti dossier di grande portata tuttora aperti spicca quello dell’Alitalia.

La partenza della nuova Alitalia, divisa in due newco, è prevista per il primo giugno. Flotta ridotta con conseguenti esuberi. I sindacati, che supporteranno un piano industriale in grado di mantenere i relativi livelli occupazionali, rispondono in coro all’audizione del Commissario di Alitalia Giuseppe Leogrande: “Un'operazione di semplice taglio dei costi non è sufficiente per far restare in piedi la compagnia, queste operazioni sono già state fatte dalla gestione dei cosiddetti capitani coraggiosi prima e da Etihad successivamente ma hanno portato solo alla situazione odierna”.

È la reazione di Filt-Cgil, Uiltrasporti e Ugl trasporto aereo, che così proseguono: “La decisione dell’attuale amministrazione di voler procedere nell'elaborazione del piano Industriale senza coinvolgerci, pensando di presentare un pacchetto preconfezionato con azioni che di fatto produrrebbero uno spezzatino inaccettabile delle attività, non solo non ci vedrebbe disponibili, ma sarebbe osteggiato duramente e con ogni possibile iniziativa”. Sputnik Italia per fare il punto della situazione ha raggiunto Fabrizio Cuscito, segretario nazionale Filt-Cgil.

– Fabrizio Cuscito,qual è la situazione in cui versano i lavoratori di Alitalia?

– Oggi a causa del crollo di tutte le attività di trasporto aereo la maggior parte dei lavoratori non sta lavorando, perché Alitalia fa circa 50 voli al giorno rispetto ai 600 che faceva prima dell’emergenza. Oggi molti lavoratori sono in cassa integrazione con molta preoccupazione perché non si sa quando l’attività potrà essere ripresa.

– Qual è il futuro dell’azienda? Che cosa è stato detto ai lavoratori?

– Il ministro dello sviluppo economico Patuanelli ha annunciato che la compagnia ripartirà dopo la fine dell’emergenza, entro la prima metà di giugno con circa 92 aeroplani. Consideriamo che oggi Alitalia ne ha 113, sarebbe quindi un’Alitalia più piccola. Noi vorremmo che la compagnia fosse più grande e che i 92 aeroplani fossero solo il punto di inizio.

– Che cosa chiedete concretamente al governo?

– Per noi è importante che tutti i lavoratori lavorino nella nuova azienda. Nessuno deve essere escluso dal circuito produttivo. Chiediamo che come per tutte le altre compagnie europee si facciano degli investimenti di una certa consistenza. Consideriamo che sia per Lufthansa sia per AirFrance sono stati stanziati quasi 10 miliardi per ognuna delle due aziende.

Chiediamo che per Alitalia vengano presi provvedimenti idonei con investimenti per il futuro. Questo settore è stato massacrato dall’emergenza Coronavirus, se non ci sono investimenti consistenti, abbiamo il timore che non si vada da nessuna parte. Oltretutto chiederemo che l’azienda nasca unica, quindi con all’interno le attività di volo, manutenzioni e servizio a terra, cioè handling, e con l’Alitalia CityLiner. Noi siamo contrari allo spezzatino aziendale.

I punti di vista e le opinioni espressi nell'articolo non necessariamente coincidono con quelli di Sputnik.

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