09:31 29 Maggio 2020
Interviste
URL abbreviato
1281
Seguici su

Lunedì Haftar ha annunciato il ritiro dall’accordo politico in esito al quale si costituì il Governo di accordo nazionale (Gna). Il generale ha annunciato che il Paese sarà guidato dall’esercito. A sua volta il Gna ha invitato i deputati del parlamento dell’area orientale a passare dalla sua parte.

Quali sono i possibili scenari di sviluppo degli eventi? La Libia tornerà ad essere uno Stato militare? Come reagiranno gli attori stranieri a questa mossa di Haftar? E cosa farà Ankara in particolare? Sputnik ha intervistato per voi gli esperti libici per rispondere a queste domande.

Sostegno del parlamento

Talal al-Mihoub, capo della Commissione per la sicurezza nazionale e la difesa del parlamento libico, ha annunciato di sostenere in toto la decisione di Haftar.

“Sostengo pienamente il rifiuto dell’Accordo di Skhirat. L’esercito è in grado di espellere i terroristi dal Paese in maniera assai più rapida ed efficiente e di riportare l’ordine nella vita politica. Il Gna infatti non è riuscito a farlo. Il parlamento dovrebbe rinunciare ai propri poteri e sostenere quest’iniziativa. Dobbiamo cambiare le cose il prima possibile altrimenti continuerà a regnare l’anarchia”, ha dichiarato.

Ottima decisione

A sua volta, Usma Barakah, leader del Fronte nazionale di liberazione libica, sostiene che la mossa di Haftar abbia colpito nel senso: alla fine permetterà di tenere elezioni costituzionali sotto l’egida dell’ONU.

“Il congelamento dell’Accordo di Skhirat contribuirà allo scioglimento del governo di accordo nazionale. Dunque, finalmente si giungerà alla risoluzione della principale criticità esistente: sotto il controllo dell’ONU sarà possibile tenere elezioni parlamentari panlibiche. Il problema è che il governo oggi non riesce nemmeno a trovare un accordo al proprio interno. Quindi, Haftar ha agito in maniera corretta”, ha affermato.

Tuttavia, secondo Barakah, vi è il rischio che la situazione possa complicarsi anche gravemente.

“Anzitutto nella contingenza attuale potrebbero rientrare nel parlamento di Tripoli determinate forze politiche che contribuiranno solamente a favorire i processi di dissoluzione del Paese. In secondo luogo, l’esercito non sarà in grado di tenere sotto controllo l’area occidentale del Paese e questo mette a dura prova gli sforzi profusi per evitare il crollo del Paese”, osserva il politico.

Una posizione apicale

Mohammed Moazeeb, membro dell’Alto consiglio di Stato libico, ritiene che le dichiarazioni di Haftar circa il trasferimento di potere all’esercito non sorprendono.

“Tutti sanno che Haftar bramava il potere ancora ai tempi della caduta di Gheddafi. Dopotutto ha detto più volte che la differenza “tra me e Gheddafi è solo che io sono meglio di lui”. Pertanto, il suo operato non mi sorprende”, ha affermato.

Il maresciallo libico Khalifa Haftar ha reso noto che l'Esercito Nazionale Libico (LNA) avrebbe preso il controllo del Paese
© Sputnik . Vitaly Podvitsky
Moazeeb ha altresì osservato che Haftar “è irrimediabilmente bloccato negli anni ’70 quando effettivamente ci si poteva impossessare del potere in questo modo. Oggi, però, nell’era dei social network non funziona”.

L’esperto continua osservando: “Inoltre, con il suo operato il maresciallo Haftar sta solo perdendo popolarità tra i libici. Tuttavia, a mio avviso, in questo modo le Forze armate libiche stanno tentando di distogliere l’attenzione dai propri fallimenti. L’illusione della supremazia totale di Haftar rende però tutto peggiore e farà precipitare il Paese in una situazione di disordine ancora più grave”.

A sua volta, Mohammad al-Kiblawi, portavoce del Ministero degli Esteri del Gna, ha annunciato che in linea teorica è impossibile ritirarsi dall’Accordo di Skhirat in quando su quest’ultimo si basa l’intero sistema di risoluzione della crisi libica.

“Le disposizioni dell’Accordo di Skhirat erano incluse nella dichiarazione costituzionale che è stata supportata dalla maggioranza assoluta dei libici. Congelare l’accordo unilateralmente e dichiarare la supremazia dell’esercito è un atto criminale. Dopotutto, noi abbiamo garantito al nostro popolo di evitare derive militariste e totalitarie per sempre”, ha affermato il diplomatico.

A proposito della legittimità di tale decisione di Haftar, al-Kiblawi ha altresì osservato che “Haftar si è contrapposto persino alle istituzioni politiche che lo sostenevano. Dopotutto, sono queste che un tempo lo nominarono. Questo è sintomo della totale illiceità del suo operato”.

I punti di vista e le opinioni espressi nell'articolo non necessariamente coincidono con quelli di Sputnik.

RegolamentoDiscussione
Commenta via SputnikCommenta via Facebook