09:11 29 Maggio 2020
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La pandemia del coronavirus: superati i 3 milioni di casi nel mondo (27 aprile - 10 maggio) (106)
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La pandemia del coronavirus costringerà i cittadini di tutto il mondo a cambiare drammaticamente le proprie abitudini.

Secondo lo storico israeliano Yuval Noah Harari, le decisioni che prenderemo durante la pandemia determineranno anche i cambiamenti delle nostre società una volta che il Covid-19 sarà superato.

In questi giorni di crisi abbiamo scoperto la distanza sociale e l’importanza dello smartworking, dunque la possibilità di non recarsi in ufficio. Abbiamo testato la didattica a distanza, dunque Zoom, WeSchool e altre applicazioni, che hanno consentito alle scuole e alle università di andare avanti con i programmi. 

Questi strumenti faranno parte della nostra vita anche dopo il Covid-19? Saremmo davvero costretti a vivere nella società della distanza? Come sarà il nuovo mondo dal punto di vista economico e sociale, quando la tempesta passerà? Quali sono le azioni su cui dobbiamo puntare? Per parlarne Sputnik Italia ha raggiunto il Prof. Enzo Pennetta, saggista, studioso di dinamiche socioeconomiche.

– Nassim Nicholas Taleb, l'inventore del "cigno nero" sostiene che non si dovrebbe utilizzare questo termine per descrivere l'emergenza coronavirus, non essendo un evento rarissimo e imprevedibile. Pensa che lui abbia ragione, la pandemia era prevedibile? Se è così, perché non è stato fatto niente per prevenire questo disastro globale?

Attilio Fontana
© Foto : foto fornita da Attilio Fontana
– Concordo con Taleb, l’epidemia non si può considerare un “cigno nero”, così come non lo può essere ad esempio un terremoto in una zona sismica, restando nell’analogia il problema è che si sono costruite case di mattoni anziché antisismiche. La vera causa dell’emergenza non è stato il virus, seppur aggressivo, ma l’impreparazione dovuta allo smantellamento o all’inadeguatezza dei sistemi sanitari. L’attenzione di tutti è stata rivolta agli aspetti sanitari mentre la vera malattia era l’indebolimento delle strutture mediche dovuta alle politiche economiche di tagli alla sanità, il vero virus in questo senso è il neoliberismo.

– Parlando di coronavirus si ricorre spesso all’immagine della guerra, all’espressione «siamo in guerra». A Suo avviso, sia una definizione corretta?

– Parlare di guerra nel caso di un’epidemia è sbagliato, la guerra è un avvenimento che indica un conflitto tra stati, usarlo nella situazione attuale serve a compattare l’opinione pubblica contro un nemico personificato e distogliere l’attenzione dalle responsabilità del governo.

Se di guerra si può parlare nel senso vero del termine, si tratta di quella che si sta combattendo tra i paesi dell’Unione Europea dove alcuni stati come la Germania tentano di usare la crisi per impossessarsi del patrimonio industriale dei paesi in difficoltà, in questo senso oggi assistiamo alla prosecuzione della guerra iniziata con la devastazione e il saccheggio della Grecia.

– Secondo alcuni studiosi, Taleb incluso, dopo l’emergenza non ci serviranno più né università, né scuole tradizionali, gli alunni e studenti studieranno tutti online. Condivide questa osservazione? Che effetto potrebbe avere la diffusione di didattica a distanza sulla socializzazione dell’individuo?

– Qui devo dissentire da Taleb, il suo è un parere di chi non conosce le realtà di cui parla, io da insegnante ho un’esperienza diretta della didattica a distanza e sono attualmente in collegamento con numerose organizzazioni di docenti che danno un giudizio fortemente negativo su questa esperienza. Lo studio online è una soluzione di emergenza, è la ruota di scorta della presenza in classe e non potrà mai sostituirla, chi sostiene il contrario è come se dicesse ad un genitore che si può crescere un figlio online o che sia soddisfacente portare avanti una relazione sentimentale via Facebook.
La scuola ha nella socializzazione una delle componenti più importanti, chi promuove la didattica online vuole puntare all’indebolimento dell’individuo di fronte al sistema economico, cioè al compimento della società liquida di Baumann.

Leggi la seconda parte dell'intervista

I punti di vista e le opinioni espressi nell'articolo non necessariamente coincidono con quelli di Sputnik.

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La pandemia del coronavirus: superati i 3 milioni di casi nel mondo (27 aprile - 10 maggio) (106)
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