10:10 29 Maggio 2020
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Emergenza coronavirus: situazione in Italia (21 aprile - 2 maggio) (148)
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Oltre la metà, erano assunti in nero e adesso sono senza reddito, senza ammortizzatori sociali e senza bonus. Gli altri lavoratori a rischio per riduzione di posti e salari.

Il settore turistico è una delle grandi vittime della pandemia. A pagarne le spese sono regioni, come la Sicilia, che hanno strategicamente legato il proprio sviluppo economico al turismo.

Il Cerved, istituto di riferimento per la regione, limitatamente al periodo febbraio- luglio, ai primi di marzo ha stimato una perdita economica sul valore aggiunto di oltre 700 milioni di euro, pari all'11,4% rispetto al 2019, e 13.600 posti di lavoro in meno.

La segretaria regionale di Filcams Cgil, Monja Caiolo, intervistata da Sputnik Italia, lancia l'allarme: la sofferenza di strutture ricettive alberghiere ed extra-alberghiere, di ristorazione e intrattenimento come bar, ristoranti, pub e stabilimenti balneari, costituisce un problema occupazionale per circa 35 mila lavoratori stagionali impiegati nel settore, che rischiano di restare senza lavoro o una riduzione del reddito.

– Domenica sera il premier Conte ha annunciato le misure di alleggerimento che caratterizzeranno la fase 2, come li valuta?

– Noi avevamo già messo in conto che la ripartenza nel settore del turismo sarebbe stata più lenta  e posticipata rispetto alle aperture previste negli altri settori. Queste nostre perplessità hanno trovato conferma nel decreto di domenica, perché rispetto alle date individuare - 4, 11 e 18 - la ripartenza nel turismo è prevista dal primo giugno.

Il vero punto, però, non sono le date di partenza, ma come ci si attrezza per la riapertura. Da sempre il turismo in Sicilia, pur essendo una leva fondamentale della nostra economia si è  retto su singole iniziative imprenditoriali, non c'è mai stata una vera strategia di insieme.

L'altra gamba debole del turismo è stato il ricorso in maniera sfrenata al lavoro nero o grigio.

Tutto questo incide adesso ancora di più, perché abbiamo tantissime lavoratrici e lavoratori chei n questo periodo  sono rimasti scoperti e completamente senza reddito, perché non avendo un regolare contratto di lavoro, non hanno potuto accedere né agli ammortizzatori sociali né al bonus.

– Qual è stato l'impatto delle misure di lockdown nel settore turistico siciliano?

– L'impatto è stato fortissimo, perché il settore ha iniziato a risentire della crisi sanitaria prima ancora che le restrizioni venissero imposte. Prima ancora del decreto del 4 marzo, che ha iniziato ad imporre restrizioni, sono arrivate le prime disdette per le strutture ricettive.  La stagione turistica normalmente inizia i primi di aprile, a fine marzo ci sono le assunzioni degli stagionali e il 15 maggio l'attività è già a regime.

Il settore turistico si è fermato poco prima dell'inizio della stagione estiva. Gli stagionali non sono stati richiamati a lavoro. Stiamo parlando di una platea che in tutta la Sicilia sfiora i 35 mila lavoratori e lavoratrici.

– Che sono rimasti senza lavoro?

– Che sono rimasti senza lavoro, esatto. Alcuni di questi erano ancora sotto copertura della Naspi e hanno potuto fare la richiesta del bonus. Altri invece sono completamente scoperti, perché assunti in nero.

– Quali lavoratori che hanno potuto beneficiare del bonus delle 600 euro?

– Il bonus è riservato a quei lavoratori provenienti da rapporti di lavoro conclusi entro il 2019, ed è nella fase finale della Naspi. Chi ha lavorato nel periodo gennaio/febbraio adesso si trova scoperto, Inoltre la Naspi, la vecchia indennità di disoccupazione, nel turismo funziona diversamente, è legata proporzionalmente al numero delle settimane lavorative. Quindi meno si lavora, meno si riceve.

Quest'anno la stagione inizierà il primo giugno, con circa due mesi di ritardo, quindi quanti saranno richiamati a lavoro, non solo lavoreranno per pochissimo tempo, ma poi avranno nuovamente un problema serio di reddito, poiché riceveranno una Naspi nettamente inferiore.

– Per quanto riguarda il sommerso, invece, quanti sono all'incirca i lavoratori in nero del settore, adesso rimasti senza copertura di reddito e di bonus?

– Da una campagna sul fenomeno del lavoro nero, lanciata lo scorso agosto dalla Filcams assieme alla Cgil Sicilia e Cgil Palermo, relativamente al fenomeno del lavoro nero, è emerso che più della metà dei lavoratori del settore sono assunti in nero.

Per ogni lavoratore contrattualizzato, due sono lavoratori in nero. E' una platea molto vasta che adesso, più che in passato, rischia di tradursi in un disagio sociale anche abbastanza forte. Perché una fetta importante di popolazione siciliana, oltre 20 mila lavoratori del settore, è rimasta fuori da qualsiasi forma di reddito.

– Le imprese riapriranno a regime ridotto, quale sarà la capacità di riassorbimento dei lavoratori stagionali?

– Sicuramente i numeri saranno dimezzati rispetto all'anno precedente. Per questo insieme alle politiche per la ripartenza, le cosiddette politiche attive, bisogna continuare a guardare alle politiche di sostegno al reddito.

Gli ammortizzatori che sono stati previsti per gestire l'emergenza Covid-19, non si possono fermare alle 9 settimane individuate con il decreto del 17 marzo. E' necessario che questi ammortizzatori proseguano, anche perché la ripresa delle attività sarà graduale.

Bisogna accompagnare chi riprende a lavorare, vigilando anche da parte nostra al rispetto di tutte le disposizioni sulla sicurezza sul lavoro, dall'altro bisogna continuare a dare delle tutele anche a chi non può ricominciare subito e quindi ha bisogno di una copertura attraverso gli ammortizzatori sociali.

– Voi avete già in mente qualche strumento da presentare come proposta?

– Considerato che la Regione Sicilia sta discutendo la legge finanziaria, presentata la scorsa settimana, insieme alla Uiltucs Sicilia, abbiamo elaborato degli emendamenti proprio sul turismo.

Abbiamo chiesto alla Regione di istituire una sorta di cabina di regia, cioé un tavolo tecnico per tutte le parti interessate, per definire:

  • tempi e modalità con cui ogni impresa si appresta a mettere le disposizioni di sicurezza sul lavoro per il Covid-19,
  • politiche mettere in atto per rilanciare il settore e farlo ripartire il prima possibile;
  • mettere in atto quelle azioni per contrastare il lavoro nero,
  • misure di sostegno al reddito per gli stagionali,  un altro bonus da erogare piuttosto che riconoscere alle imprese agevolazioni fiscali per tutti coloro che avrebbero richiamato a lavoro più lavoratori possibili contrattualizzandoli.

– Quando arriverà la decisione?

– Ci sono già stati dei primi incontri e la decisione dovrebbe arrivare entro questa settimana.

I punti di vista e le opinioni espressi nell'articolo non necessariamente coincidono con quelli di Sputnik.

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