01:35 31 Maggio 2020
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Il sindaco di Messina è finito sotto i riflettori con l'occupazione del porto in diretta facebook. Ma un sindaco può chiudere una regione? E fermare il passaggio fa bene ai siciliani o può causare "effetti collaterali" come una crisi di approvvigionamenti?

Cateno De Luca, sindaco di Messina, porta al petto come una medaglia la denuncia per vilipendio inoltrata dal ministro degli Interni Lamorgese. Lo Stato non ha risolto il problema, spetta a me proteggere il mio territorio e la salute dei miei cittadini. Questo il senso del suo intervento di domenica sera da Barbara D'Urso.

Dinnanzi alle cifre dei rientri dei siciliani dal nord in tempo di quarantena, oltre 40 mila autodenunciati alle Asl secondo quanto riferisce la Regione, De Luca ha emanato un'ordinanza che di fatto sigilla lo stretto.

Chi vorrà passare dovrà  ricevere il nulla osta rilasciato dal sindaco di Messina. La rischiesta dovrà essere inoltrata attraverso un apposito sito 48 ore prima dell'attraversamento. Il sindaco si attribuisce la competenza di stabilire chi può entrare in Sicilia e chi no.

La Sicilia sarà anche un'isola ma non basta a se stessa. I pendolari che ogni giorno vanno e vengono per e da Messina sono soprattutto medici, infermieri, operatori sanitari e uomini delle forze dell'ordine, impiegati nel controllo del territorio durante la quarantena.

Poi ci sono i camion che riforniscono la regione di prodotti essenziali, come alimenti, farmaci, dispositivi sanitari, e che esportano le merci dei produttori locali, agricoli e manufatturieri. Il taglio delle corse giornaliere ha causato malumori e enormi disagi fra i medici pendolari – inclusi quelli che operano nel Covid hospital della città dello stretto. E sui social sono in tanti ad aver notato un aumento dei prezzi dei prodotti al consumo, su cui non possono non aver influito la maggiori difficoltà nei trasporti.

Sputnik Italia ha approfondito l'aspetto giuridico di questa vicenda con il professore Antonio Saitta, ordinario di Diritto Costituzionale all'Università di Messina.

De Luca ha dichiarato che Messina è il suo territorio e si è attribuito la competenza di chiudere lo stretto. La sua ordinanza ha una fondatezza costituzionale o legale?

Non ha questo potere, né dal punto di vista costituzionale né da quello legale. Il transito tra due regioni non può essere limitato da un sindaco. Questo è evidente.

Sono provvedimenti giuridicamente inefficaci. Tuttavia servono a creare eventi mediatici, tutto qua.

E quindi quale sarà l'effetto concreto? Lo stretto verrà chiuso o no?

A mia opinione, da un punto di vista giuridico sono atti inefficaci. Tutto poi dipenderà da come si comporteranno le autorità preposte, se hanno intenzione di tollerare o meno.

De Luca ha detto che schiererà il proprio esercito. A cosa si riferisce?

Queste sono frasi incommentabili. Io mi auguro che De Luca si concentri a esercitare le sue funzioni che sono tante e che risolva i disagi dei cittadini, facendo avere, ad esempio, i contributi alle famiglie bisognose.

Dallo stretto non passano solo i siciliani in rientro, passano soprattutto i camion che riforniscono la Sicilia, passano i pendolari, per lo più medici, infermieri e forze dell'ordine. Questo tipo di restrizioni al passaggio può causare altri disagi in tutta la Sicilia, un ulteriore rincaro dei prezzi dei beni essenziali sul banco dei supermercati o ritardi nell'esecuzione di servizi primari?

Questi sono temi di stretta competenza del governo. Ed è il governo che deve disciplinare questa materia, lo dice la costituzione e lo dice anche il buon senso. Non è possibile che in Italia per ogni comune cambino le regole di transito delle merci o delle persone. E' necessario che ci sia una disciplina nazionale uniforme, perché il Paese è già in difficoltà per via dello stop delle filiere.

E' chiaro che se ogni sindaco decidesse di dare le proprie regole sul transito di persone e merci il Paese sarebbe ancora più bloccato di quanto non lo sia.

I sindaci non possono sostituirsi allo stato, devono esercitare le proprie competenze che peraltro sono importantissime, perché riguardano direttamente la vita dei cittadini.

In questa precisa occasione, secondo lei, il governo ha agito in maniera puntuale o avrebbe dovuto fare di più?

Io credo che il governo abbia fatto quello che è ragionevolmente nelle sue possibilità di fare. Perché ci sono in gioco una serie di interessi rilevantissimi che devono essere bilanciati. Innanzi tutto c'è il diritto alla salute, ma c'è anche la necessità che il Paese non sia totalmente bloccato.

Altrimenti la filiera alimentare crollerebbe e i cittadini non avrebbero come sfamarsi. Analogamente crollerebbe anche la filiera sanitaria, perché c'è bisogno che circolino le scorte per gli ospedali, i pezzi di ricambio per le manutenzioni e così via.

Si tratta di una serie di esigenze che vanno bilanciate per trovare un equilibrio generale ed è quello che il governo ha fatto. Col senno del poi si potrà discutere degli eventuali errori, ma nel complesso il governo ha fatto quello che doveva fare, tant'è che tutti gli altri paesi europei si stanno adeguando alle iniziative intraprese per la prima volta dal governo italiano.

Invece le competenze di un sindaco nell'attuale situazione quali dovrebbero essere?

De Luca dovrebbe pensare al benessere dei cittadini, a far osservare i provvedimenti del governo nazionale, a non aggravare di paura e di odio  lo stato d'animo dei cittadini e poi esercitare al più presto tutte le attribuzioni che la legge e le ordinanze del governo gli hanno dato, per far arrivare gli aiuti ai cittadini.

Dal telegiornale vediamo che ci sono comuni che hanno già stanziato i vaucher per i buoni spesa. Lo faccia anche Messina.

I punti di vista e le opinioni espressi nell'articolo non necessariamente coincidono con quelli di Sputnik.

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