23:19 02 Giugno 2020
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Intervista di Sputnik all'ex ministro della sanità Girolamo Sirchia sull'emergenza Coronavirus in Italia. Il picco non è ancora vicino, ma dopo anni di tagli alla sanità è ora che i governi si liberino delle corde fiscali per pensare alla salute dei cittadini.

Secondo i dati di ieri  in Italia nelle ultime 24 ore si sono contati 812 mortii e sono stati superati i 100 mila casi accertati in Italia. Significa che non abbiamo ancora raggiunto il picco? Cosa ne pensa delle dinamiche?

Penso che picco non è ancora stato raggiunto e che ci sono stati focolai successivi, quindi magari è stato raggiunto in qualche area ma non in altre. è ancora in sviluppo la malatia.

Secondo Lei, quanto durerà?

Io credo per i dati che ho che sono stati dei focolai iniziali in alcuni punti e questi focolai si stanno ripetendo in altre aree dell’Italia e anche all'estero. Quindi non è un fenomeno che è nato in un certo momento e che consente di dire che a un’altro certo momento sarà finito. È una situazione dinamica che si sta sviluppando e quindi continua a crescere e non possiamo dire quando questa cosa raggiungerà il picco e comincerà a scendere. Per il momento non vedo questa possibilità.

Intravede comunque dei segni di dinamica positiva? La settimana scorsa per tre giorni consecutivi il numero di contagi è stato minore del giorno prima.

Però questi sono numeri piccoli, sono però più oscillazioni e variazioni intorno alle medie e sono troppo soggetti a molte variabili, per cui è molto difficile dire, si rischia di sbagliare a dire in aumento o in diminuzione su piccoli numeri e su tempi molto brevi. Cioè da un giorno all'altro io non credo che siano vere variazioni.

Vista la Sua esperienza di ex-ministro che ha affrontato anche l'epidemia di SARS, come valuta la risposta del governo attuale all'emergenza legata al Covid-19? Le misure assunte sono state tempestive? Proporzionate?

Io credo che questo governo si è trovato improvvisamente di fronte a una pandemia, un'epidemia che era nata in Cina e si è spostata poi in Italia per motivi che non conosciamo dopo un mese circa, si è trovato improvvisamente nel mezzo di questo stormo e ha fatto tutto il possibile per affrontarlo e per risolverlo. Credo che c'è stato un grande sforzo da parte di tutti per fermare questa epidemia.

Ma il vero problema non è questo, il vero problema è che l'Italia come tutte le altre nazioni del mondo occidentale, non hanno seguito le raccomandazioni internazionali “to be prepared, to raise preparedness”.

È la voce che noi dovremmo sempre tenere in mente. Preparedness vuol dire che ci vuole un comitato scientifico continuanemente al lavoro che valuta i rischi che le epidemie che giornalmente si producono nel mondo possano estendersi anche ai nostri territori. Quindi è una Risk Analysis che vuol dire sapere quali epidemie ci sono. Il risk management, cioè come gestire questo rischio, questo non è stato fatto da nessuna parte, malgrado ci fosse una raccomandazione insistente di grandi autorità internazionali e anche organismi internazionali. Ripetutamente la preparedness è stata raccomandata, perche noi sapevamo che a un certo punto una influenza sarebbe esplosa e avrebbe ripercorso le strade della spagnola che all'epoca fece 50 milioni di morti.

Queste iniziative che nascono nei CDC americane (Centers for Disease Control and Prevention) non sono state considerate da nessuno.

  • Il primo motivo è culturale, cioè la salute pubblica non è in cima ai pensieri dei governi. E questo è un segno di non-cultura terribile. I governi pensano solo ai fatti economici e avere i CDC in funzione costa. E quando costa, si taglia. Perché la logica è tagliare la spesa. Allora la politica dei tagli della spesa su sulla salute pubblica è stata come vediamo un disastro, un errore gravissimo di cui dovrebbero chiedere scusa questi economisti nell’austerity perché dovrebbero far capire ai governi che bisogna cambiare strada, che non si può risparmiare sulla salute pubblica, ma si deve risparmiare su altri campi, soprattutto si deve spendere meglio.

Però questa lezione non l’ha capita nessuno. Noi abbiamo un CDC europeo il cui nemmeno si è sentita la voce. Esiste in Svezia un CDC europeo che dovrebbe coordinare i CDC nazionali.

  • Noi abbiamo fatto nel 2003 un CDC italiano al Ministero della Salute. Questo CDC è scomparso dalla scena, non è stato manco più rivitalizzato, manco più finanziato, manco più valorizzato perché la parola d'ordine era tagliare le spese. Allora quando il mondo capirà che seguire gli economisti su questa strada è la fine dell'umanità, forse noi ci riusciremo a trovarci preparati prima che l'epidemia ci sorprenda come ha fatto questa volta e travolga la nazione.

Le strutture sanitarie del Sud Italia possono ritenersi adeguate a trattare i pazienti in caso di aumento del numero dei contagi, sopratutto per quanto attiene alla terapia intensiva? 

In alcuni punti sì, molti altri – no. Sappiamo che c'è una debolezza sempre dovuta a questa politica di tagliare la sanità, colpevole e delittuosa, che ha fatto sì che anche la sanità meridionale che era in difficoltà già da moltissimi anni continuasse ad essere in difficoltà perché non ci sono investimenti, perché non c'è preparazione del personale, perché non ci sono attrezzature e quindi perché si vuole tagliare la spesa.

Noi abbiamo avuto per 10 anni blocchi del turnover del personale. Nessuna spesa per l'aggiornamento del personale, nessuna motivazione del personale. Addirittura posti bloccati a numero chiuso per le specializzazioni, e quindi si è ridotto drammaticamente il numero di medici e il numero di infermieri che sono disponibili, per cui ci siamo trovati nella tempesta perfetta con un’epidemia in corso a cui non eravamo preparati, con mancanza di personale e con mancanza di strutture e attrezzature. Questo è l’imprevidenza delittuosa colpevole di questi governi. Non solo italiani ma c’è la stessa cosa con altri governi. L'imprevidenza che è il segno di non-cultura.

Cambierà la politica  d’austerità del governo italiano dopo questa epidemia?

Io penso proprio di sì, perché credo che la popolazione per prima ha capito che la colpa di questa situazione ovviamente non è solo di questo governo ma è anche dei precedenti, non è colpa solo del virus, è colpa degli uomini che non hanno capito che la salute pubblica è il bene primario, la cosa più importante che esiste al mondo.

Non è il denaro la cosa più importante, è la salute dei popoli, perche se viene meno la salute dei popoli crolla l'economia, come stiamo vedendo oggi. Il vero pericolo oggi non sono solo i morti, ma è che noi abbiamo un'economia che sta collassando, cioè sta andando a chiudere parecchie aziende e non sappiamo che fare per queste, o meglio sappiamo anche cosa si potrebbe fare ma non viene fatto.

Quindi forse l'umanità costringerà questi governi improvvidi, questi governi sconsiderati, questi governi al soldo della finanza a cambiare rotta.

Trump ha detto lunedì che presto inizierà uno studio clinico per un possibile trattamento del Covid-19 con un medicinale anti-malaria (clorochina). Tuttavia, un uomo è morto in Nigeria dopo essersi auto-medicato con la clorochina. Inoltre, sono giunte notizie dal Giappone in merito all'efficacia dell'Avigan. Cosa pensa di questi medicinali - hanno più potenzialità o rischi?

Penso che non si può tirare nessuna conclusione perche non abbiamo i dati. Ci sono delle suggestioni che alcuni farmaci possono migliorare la situazione, ma queste sono cose anedottiche, sono suggestioni che provengono da esperienze piccole, esperienze non controllate, e quindi nessuno può dire che funzionano. Si può dire che bisogna sperimentare.

La sperimentazione vuole i suoi modi e tempi, ma noi i questi tempi non li abbiamo, e allora vengono usati nella speranza che possano fare qualcosa. C’è questo monoclorale che è un antileuchina 6, che sembra che abbia dato in Cina qualche buon risultato e anche forse a Napoli dicono che può migliorare la situazione eprché la malattia è dovuta al fatto che si accumulano negli alveoli polmonari grandi quantità di macrofagi e questi inspessiscono le pareti e non consistono lo scambio dei gas...e questi macrofagi sarebbero richiamati lì da queste interleuchine, in questa tempesta delle interleuchine che il virus sa scatenare. Allora, se si blocca l’interleuchina 6, ma probabilmente bisogna bloccarne anche altre, come il tumor necrosis factor o altre ancora, forse può darsi che funzioni, che migliori.

Introssichedina?!?! È semplicemente un antinfiammatorio usato da moltissimi anni per la gotta e per altri. Può darsi che funzioni, non è un farmaco innocuo. Sicuramente avrà degli effetti collaterali. Dicono che funzionano alcuni antivirali, ma in realtà non sappiamo niente, non abbiamo dati se non impressioni. Un conto sono i dati, un conto sono le impressioni. ora ci riesce. Questo vale anche per macchine che sembra abbia dato in Cina qualche buon risultato e forse anche anche a Napoli dicono che lo scuola può migliorare la situazione perché la malattia è dovuta al fatto che si accumulano negli alveoli polmonari grandi quantità di macrofagi e questi pesci sono le pareti o lo scambio di gas perché ci sarebbero richiamati da qui senza riuscire in questa tempesta l'interleuchina che il virus lascia scatenare.

Allora se si blocca l'interleuchina 6 ma probabilmente bisogna bloccarle anche altre come il tumore croci scarso o altre ancora. Forse curarsi la funzione che migliori sincerarsi che è semplicemente un antinfiammatorio usato da pochissimi anni per la lotta per i nostri. Lo so può darsi che funzioni non è un farmaco no. Sicuramente avrà degli effetti collaterali.

Ci sono adesso anche antivirali, alcuni dicono che funzionano alcuni antivirali ma in realtà non sappiamo niente, non abbiamo dati se non impressioni.

Si spera che funzionino ma non c’è ancora una sperimentazione. È molto facile illudersi. Le illusioni sono molto facili. Uno vuole che funzionino e si illude che funzionino. Quella non è una scienza, questa è illusione.

Quanto tempo richiede la sperimentazione?

Quantomeno 6 - 8 mesi, se si fa molto velocemente. La speranza più vicina secondo me oltre questa è che si possa moòto rapidamente fare un vaccino. Ma ci vuole un anno anche lì. È difficile che pensiamo di avere una terapia prima di un anno.

I fumatori corrono attualmente un rischio maggiore?

Sì, naturalmente. Perché nel fumatore si produce una bronchite cronica con un'infiammazione cronica che produce muco molto denso che non viene espulso normalmente se non con la tosse ma solo in parte. Allora in questo muco si intrappola il virus e quindi non viene espulso e quindi rimane lì, è dannoso. In pratica crea un'infiammazione su un'altra infiammazione, questo aumenta il rischio per i fumatori.

Ma se smettono di fumare adesso sarebbe qualche effetto positivo o è già tardi?

Se si smette di fumare rapidamente si recuperano dei tessuti, tessuti migliorano, l'ossigenazione migliora perché il tabacco è un veleno e quindi fa male tessuti. Allora se non c’è il veleno i tessuti si rigenerano ovviamente più nei giovani che nei vecchi. Allora smetter bisogna perché è assurdo continuare a fumare avendo già in atto una polmonite o una bronchite, ma anche se non è in atto c'è un rischio solo. Smettere comunque consente di recuperare il trofismo dei tessuti è quindi di affrontare la malattia meglio.

È chiaro che se la malattia arriva due giorni dopo che uno smette a fumare, questo non è sufficiente. Se arriva tre mesi dopo, già c'è un vantaggio, quindi il vantaggio c'è comunque, bisogna decidere subito sperando che la malattia non ti colpisca troppo presto.

Quanto è grave il problema del contagio del personale medico in Italia?

È molto grave anche perché non c'è stata chiarezza tra gli scienziati che davano i suggerimenti al ministro e al governo. Ad esempio si è detto che le mascherine non servivano. Ma non è vero, le mascherine servono moltissimo le protezioni individuali, sono fondamentali. Uno si chiede perché è stato detto che non servivano. Il dubbio è che venisse detto perché non c'erano. L’imprevidenza e la non gestione dei rischi ha fatto sì che noi non abbiamo più le aziende che producono questo perché le abbiamo fatte fare in Cina perchè costava di meno. A questo punto siamo dipendenti dalla Cina o da altri paesi e non abbiamo più industrie strategiche in Italia. Questo è un errore gravissimo. Un governo che fa questo errore nel nome del piccolo risparmio è un governo da condannare e da colpevolizzare e da denunciare. Perche vuol dire non aver capito niente di come si governa ed di come si difende una nazione.

Questa è una gravissima colpa ma è sempre nella logica economicistica di risparmiare i soldi per poi buttarli nelle armi o buttarli nelle cose assurde. Noi continuiamo a pagare le cifre immense per mantenere l'esercito all'estero per fare gli F-35, per mantenere l'industria bellica, per pagare la Nato. Tutte queste cose si pagano con la salute dei popoli.

Quando il contagio è così diffuso come ora noi abbiamo tantissima gente che probabilmente è contagiosa. Allora quando vai al supermercato, sul tram o su una metropolitana questa gente è vicino a te, e se tu non hai una interruzione tra il fianco al suo fianco tuo, cioè la mascherina, la visiera, gli occhiali, i guanti, è molto più facile che si infetti. Dire che queste mascherine non dovevano essere portate è stato un errore e una colpa grave di chi l'ha detto.

I punti di vista e le opinioni espressi nell'articolo non necessariamente coincidono con quelli di Sputnik.

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