13:56 04 Giugno 2020
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La verità sugli aiuti russi all'Italia, le stime - nerissime - del costo del blocco per famiglie ed imprese, e poi la domanda che tutti ci chiediamo. Quando finirà, come faremo a ripartire?

In questa intervista a Sputnik Italia Ernesto Ferlenghi, presidente di Confindustria Russia e copresidente del Forum di dialogo Italo-Russo ci aiuta a fare il punto della difficile settimana appena trascorsa.

L'emergenza coronavirus si ripercuote sull'economia. Previsioni – certe - sulla fine della pandemia non ce ne sono. Al contrario, è già possibile quantificare le perdite economiche?

Il prezzo del petrolio Brent è sceso sotto i 25 dollari al barile, l’Ural è sceso a 19 dollari. A livello mondiale si prevede che il PIL mondiale scenderà ancora più in basso di quanto successe dopo la crisi del 2008-2009, quando il PIL Mondiale si contrasse dello 0,1%. La stessa banca centrale cinese, con i dati rivelati venerdì ha fissato un calo del PIL nel primo trimestre dell' 11%. Il FMI prevede una contrazione a livello mondiale dell'economia del 3,3%. Ad aprile è prevista una nuova riunione dell'OPEC + a cui saranno presenti sia la Russia, sia l'Arabia Saudita che potrebbe essere un'occasione per un chiarimento od un nuovo accordo.

In Italia siamo alla terza settimana di quarantena. La gente sta in casa, ma i soldi finiscono. Perchè il grido d'aiuto viene sottostimato da chi governa?

La riunione del G20 di questa settimana ha sottoscritto un'aperta dichiarazione di sostegno per creare un fondo di 5 000 mild di di dollari a sostegno di tutti i paesi del mondo. In ambito europeo la proposta sostenuta da Italia e Spagna, quella dei «Coronabond» con una forte immissione di liquidità, ha trovato invece forte resistenza nell'Unione Europea a 27, in particolare da parte di Austria, Germania, Finlandia, Olanda.

Se i paesi più a sofferenza avevano chiesto unità decisionale e velocità, non hanno portato a casa nulla, tant'è vero che sono state prese due settimane per elaborare una nuova proposta. Tutto questo mentre i contagi aumentano ed anche l'inquietudine sociale.

La sensazione è che il tempo passa, le persone muiono, e se l'Unione Europea non è in grado di mettere misure a sostegno di famiglie e imprenditori, c'è il rischio che si aprano nei singoli paesi tensioni sociali e derive nazionaliste.

Di questo passo quale scenario si apre per l'Italia?

Se questa crisi in Italia durasse anche solo per un altro mese e mezzo il PIL sarebbe sotto del 5% come contrazione. In Italia la ristorazione copre 350 mila imprese, con un fatturato di 40 miliardi di euro, un impatto estremamente importante. A causa di questo distacco il tradizionale canale di legame tra domanda e offerta si è interrotto. Il consumatore è fermo, le imprese anche. Questo apre scenari nuovi e riguarda soprattutto le imprese italiane.

L' export italiano vale 500 miliardi all'anno, allora la liquidità serve per garantire la sopravvivenza del sistema produttivo italiano. Oggi il 60% è fermo, ogni settimana di fermata vuol dire 12/15 miliardi di euro persi. Lo stesso Draghi, ex presidente della BCE ha sostenuto autorevolmente che il mercato ha necessità di liquidità. La BCE deve essere il vero scudo e aiutare a superare le difficoltà di famiglie e imprese.

Quali ripercussioni sui contratti in essere con aziende russe ha l'attuale blocco in Italia?

Registriamo una certa preoccupazione anche da parte delle aziende russe che avevano sottoscritto contratti per fornitura di servizi e materiali per cui la decisione di investimento era già stata assolta. Parliamo di progetti fatti in partenariato con compagnie di vari paesi. Si interrompe quindi il canale di chi produce in Italia e doveva rifornire clienti in Russia, le joint ventures interrompono la produzione perchè viene a mancare un anello importante della fornitura e così anche si interrompe la fornitura ai clienti terzi.

Gli aiuti russi in Italia

Facciamo chiarezza: il 13 marzo lei era stato uno dei primi a richiedere dalle colonne del giornale russo Izvestiya, un aiuto all'Italia anche da parte della Russia. L'aiuto è arrivato ed il personale russo è già attivo.

Siamo stati colpiti da questa epidemia inaspettata, nessun paese era pronto e nemmeno l'Italia ad un'emergenza del genere. L'Italia si è rivolta a tutti i paesi del mondo chiedendo un sostegno, un aiuto ed al di là dell'aspetto materiale, questa richiesta riguarda anche la componente umana. Medici. Noi abbiamo una grande percentuale di medici e paramedici in Italia che sono stati infettati perchè probabilmente non avevano le protezioni adeguate, svolgendo turni massacranti. L'Italia ha richiesto anche apparecchiature mediche, anche offrendosi di pagarle, ma nel frattempo molti dei paesi si sono dotati di sistemi legislativi che ne impedivano la vendita a paesi terzi. E' naturale che nel corso della telefonata tra Conte e Putin è stata vista con grande disponibilità l'ipotesi di un coinvolgimento da parte della Russia che ha portato apparecchiature, mascherine, ventilatori e soprattutto medici. Militari che sanno fare questo mestiere. A Bergamo sono presenti, stanno lavorando in sintonia con i nostri.

Secondo lei perchè proprio dalla Russia è arrivato questo aiuto e perchè questo ha destato reazioni non sempre positive?

E' naturale che i paesi che si sentano più vicini si aiutino. L'Italia e la Russia e prima l'Unione Sovietica sono legati da 60 anni di storie che sono umane, prima ancora che imprenditoriali o culturali. Mi riferisco agli accordi fatti negli ultimi 50 anni dalle grandi imprese italiane in Russia. L'italiano è la terza lingua più studiata in Russia, abbiamo centinaia di studenti italiani nelle migliori università russe. Poche settimane fa, prima che scoppiasse l'emergenza, abbiamo avuto la messa in funzione di un nuovo impianto di produzione della Barilla vicino a Mosca. Gli imprenditori italiani anche in questi anni difficili sono rimasti qui in Russia perchè credono nel valore di questo paese e pensano anche al bacino di 200 milioni di abitanti che unisce l'Unione Economica Euroasiatica.

Non mi sorprendeva il fatto che la Russia si sia dimostrata subito vicina all'Italia. Lo ha già fatto in passato, dal terremoto di Messina, alla ricostruzione dell'Aquila. Ho letto con grande rammarico, da italiano, certi articoli. Esprimo stupore rispetto a coloro che richiamano al timore di avere una presenza russa in territorio italiano.

Una presenza amica, fatta da medici. Non riesco a capire come possa infastidire qualcuno.

La zona più colpita dalla pandemia in Italia è la Lombardia, cuore produttivo del Paese. Confindustria Russia contra diversi membri nella Bergamasca. Che cosa vi dicono gli imprenditori?

Esatto, noi abbiamo moltissimi nostri soci nelle province di Bergamo e Brescia. Per questo ho sentito il bisogno di scrivere una lettera al sindaco di Bergamo, Giorgio Gori, un atto di vicinanza alla popolazione che ha sofferto e sta soffrendo, a chi ha perso un caro. Ed un tentativo di spiegare quanto abbiamo fatto insieme.

Come Confindustria Russia fummo i primi a lanciare l'idea di voli diretti Mosca-Bergamo con la linea Pobeda. Qui si concentra più del 60% della produzione mondiale di valvole per il sistema oil and gas. Le aziende bergamasche hanno un rapporto storico particolarmente virtuoso con l'imprenditoria russa. La nostra è una testimonianza per farci portavoce delle istanze delle imprese italiane, per ripartire subito appena possibile, rifacendo delle nuove missioni di sistema con imprenditori russi in Italia, visitare queste imprese.

Ho ricevuto anche molti messaggi di solidarietà da parte italiana. Molti imprenditori mi hanno scritto chiedendo come Confindustria e Forum di Dialogo di farmi portatore del ringraziamento verso i russi.

  • Operazione Dalla Russia con amore, intervento dei militari russi a Gandino - BG
    Operazione "Dalla Russia con amore", intervento dei militari russi a Gandino - BG
    © Foto :
  • Operazione Dalla Russia con amore, intervento dei militari russi in Val Seriana - BG
    Operazione "Dalla Russia con amore", intervento dei militari russi in Val Seriana - BG
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    Operazione "Dalla Russia con amore", intervento dei militari russi in Val Seriana - BG
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Operazione "Dalla Russia con amore", intervento dei militari russi a Gandino - BG

Quando non lo sappiamo, ma dovremo farlo. Secondo lei come ripartiremo?

Ci sarà una fase complicata sul piano sociale ed economico, dobbiamo eliminare le frammentazioni interne, andare avanti con un molto governo solido forte. Siamo chiamati ad un patto sociale per creare una nuova Italia.

Mi ha scritto l'alpinista Simone Moro che è stato il primo qualche mese fa a scalare il monte Pobeda nell'Estremo Oriente russo, a -73°. Un record di livello assoluto. Mi ha detto «Voglio tornare quando prima dai miei amici russi» e mi ha mandato le fotografie dei medici italiani e russi che lavorano a Bergamo.

In una parola, ci vuole attivismo, unità d'intenti, prendiamo esempio dalla capacità di interazione con cui lavorano i due team, piuttosto che creare polemiche.

I punti di vista e le opinioni espressi nell'articolo non necessariamente coincidono con quelli di Sputnik.

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