09:58 30 Marzo 2020
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Nei giorni scorsi dalla Russia è arrivato un significativo aiuto all’Italia. Grazie Russia! Speriamo l’Italia non dimentichi!

Sui media russi, si fa inoltre riferimento all’azione dell’avvocato penalista Alexandro Maria Tirelli, presidente dell’Associazione “Camere Penali del diritto Europeo e Internazionale”, il quale, non solo già l’11 di marzo ha contattato il governo russo per chieder aiuto all’Italia, ma, davanti a questa epidemia che come effetto secondario sta distruggendo l’economia italiana, ha auspicato la fine delle sanzioni alla Russia, da sempre un elemento penalizzante dell’economia italiana.

Sputnik Italia ha raggiunto per un’intervista l’avvocato Tirelli.

L'avv. Tirelli con Luigi di Maio
© Foto : Alexandro Tirelli
L'avv. Tirelli con Luigi di Maio

– Avvocato, in questi giorni dopo l’arrivo degli Il-76 carichi di personale e di aiuto umanitario e` lecito ricordare che Lei ha fatto la sua richiesta al presidente Putin di aiutare l’Italia. Cosa ci può dire a riguardo?

– Noi come associazione ci siamo resi conto che l’atteggiamento del ministero degli esteri italiano era completamente paralizzato e che l’Italia stava scivolando in una situazione drammatica per quanto riguarda il contenimento, all’epoca in Lombardia, del coronavirus. Abbiamo capito subito quanto fosse necessario un aiuto internazionale. Da li si è profilata immediatamente l’attitudine dell’Europa ad un comportamento che potremmo definire “egoistico”, almeno in una prima fase. Ci venne perciò l’idea di contattare l’ambasciata russa e poi, di seguito, dar luogo a questo incredibile sforzo diplomatico; “incredibile” perché l’ambasciata ci chiese di scrivere al Presidente russo. La cosa rimbalzò sui media russi e, incredibilmente, si aprì una velocissima interlocuzione, che nel giro di 7–10 giorni ha portato la Russia all’approntamento di questo contingente. Non voglio sovradimensionare né il mio ruolo, né quello dell’associazione ma, in un certo senso, siamo stati come la miccia catalizzante. Quando il governo russo decise di approvare venni contattato immediatamente. A parte il ministro della difesa italiano penso di essere stato la seconda persona ad averne avuto notizia, se non quasi contestualmente. 

Sull’onda della collaborazione italo-russa la nostra associazione è stata contattata anche da un’associazione di Sebastopoli, un tal “centro della lingua e cultura italiana di Sebastopoli” che ha offerto un carico di un milione di mascherine. Ci aspettiamo concreti passi e ci auguriamo che la proposta sia effettuabile al di là dei buoni intenti.

Per ciò che concerne l’arrivo degli Ilyushin-76, secondo me l’evento in Italia è stato sottovalutato, nel senso che in un’ottica di contrapposizione militare, che volente o nolente esiste ancora a seguito della guerra fredda, far atterrare aerei delle Forze Aeree russe pieni di equipaggiamenti e di medici militari è stato sicuramente un evento storico, secondo il mio avviso importantissimo, che meritava una diversa visibilità.

– Ritiene, quindi, ci sia stata poca visibilità dell’evento in Italia da un punto di vista mediatico?

– Non c’è stata alcuna visibilità! Le televisioni e i media hanno occultato questa notizia, io mi permetto di dare la mia testimonianza personale: ho contattato la Barbara Palombelli, non mi ha risposto, volevo darle questo scoop giornalistico, addirittura quando gli aerei erano ancora in volo; ho contattato canale 5, hanno preso la notizia, l’hanno girata come una notizia secondaria. In sostanza c’è stato una sorta di silenzio di stato. La notizia è stata anche pubblicata dai giornali che sono andati in rete e ho notato che nei social network, invece, la gente veniva a conoscenza di questo corridoio umanitario e reagiva molto positivamente.

Fine delle sanzioni alla Russia

– Lei ha dichiarato che L’Italia dovrebbe abbandonare le sanzioni alla Russia. Quali le ragioni della sua posizione?

– Io sono contrarissimo alle sanzioni alla Russia perché, ritengo, siano un tipo di atteggiamento politico non genuino, nel senso che rappresentano un posizione politica di ripiego rispetto a decisioni prese all’estero, sostanzialmente prese in America e in Germania. Noi non abbiamo alcuna motivazione geopolitica per infliggere una pena alla Russia, ma abbiamo solo svantaggi. Dal 2014, dall’imposizione delle sanzioni ad oggi gli economisti hanno valutato una perdita nell’ordine di circa 10 miliardi di euro in mancate vendite. Ritengo, quindi, sia una scelta assolutamente sciagurata in base a un quadro internazionale verso il quale l’Italia non ha alcun tipo di potere decisionale. Scelte politiche di altri per riceverne svantaggi e non conseguire nessun tipo di beneficio. È una scelta assolutamente folle sopratutto ora davanti alla grave crisi economica che si sta profilando a causa dell’epidemia di coronavirus. Al contrario io sono dell’idea che l’Italia dovrebbe acquisire e iniziare un percorso di orgoglio per ciò che attiene ad una strategia di politica estera individuale.

– Ha avuto delle ripercussioni come conseguenza delle sue posizioni?

– Si! Incredibile! C’è stata una ripercussione immediata: poche ore dopo la conferma del corridoio umanitario da parte russa, a parte chiamate strane con toni minatori, ho visto degli articoli fake, assurdi, che tendevano sostanzialmente a diffamare il mio nome nell’ambito di una questione di una mia presunta partecipazione alla politica russa, cosa non vera. Io sono un cittadino italiano d’impostazione liberale vengo dalla scuola Einaudi del liberalismo italiano.

Rifondare la costituzione

– La situazione in Italia è grave, non mi riferisco solo all’epidemia di coronavirus che ogni giorno sta falcidiando centinaia d’italiani, ma anche alle ripercussioni che questa epidemia avrà sulla nostra economica sulla nostra politica. Qual è la sua opinione?

– Pur credendo nell’economia liberale sono convinto che la globalizzazione dei mercati avrà uno shock negativo gravissimo per il semplice fatto che le persone, almeno per un anno o più, non circoleranno per l’Europa e per il mondo come facevano prima. Ci sarà un rallentamento su tutti i commerci, su tutte le attività imprenditoriali, sulle professioni che prevedevano lo scambio il passaggio di merci e persone.. Tuttavia ne verremo fuori, secondo me, attraverso due passaggi: il primo politico il secondo economico.

Per l’aspetto politico, oggi la costituzione italiana sta subendo degli stress enormi, non viene più applicata, ora siamo in una fase “extra-costituzionale” bisognerà fondare una nuova fase costituente quando usciremo da questa epidemia. In altre parole dovrà essere eletta un’assemblea costituente per rifondare la costituzione come alla fine della seconda guerra mondiale. Il coronavirus è molto simile alla “terza guerra mondiale”, ora, però, sta falcidiando un’Italia già devastata. Mentre parliamo i nostri parlamentari sono a casa in quarantena, mentre i giornalisti, i farmacisti, i medici lavorano.. Un paese nel quale il parlamento è chiuso è un paese dove la costituzione non sta funzionando. In questo momento le nostre camere stanno lanciando un messaggio agli italiani “adesso stiamo vivendo in regime extra-costituzionale”.

Per quanto riguarda l’aspetto economico, io, da liberale, ritengo che la positività vinca sempre. Sono convinto noi ci ricostruiremo, ci salveremo, ma ci arriveremo innanzitutto ricomponendo il mercato interno. L’Italia ha sempre venduto all’estero, è sempre stata un paese di forte esportazione, ma ciò è sempre stato possibile grazie al suo forte mercato interno. Il tessuto economico italiano, di fatto, è stato distrutto dall’effetto dell’euro sul suo mercato interno. Quindi, proprio perché prevedo sarà molto difficile un ristabilimento a breve termine dei commerci e dei movimenti a livello europeo, l’Italia dovrebbe ricostruirsi partendo da se stessa. In altre parole dando ancora la possibilità all’italiano di produrre e di spendere. Per far questo dovremmo adottare una politica monetaria sovrana: lo stato dovrà battere moneta e immettere denaro in circolazione facendo elevare la spesa pubblica. In senso generale: “se non circola denaro il coronavirus non lo distruggeremo mai, né da un punto di vista epidemiologico, né da un punto di vista economico”.

I punti di vista e le opinioni espressi nell'articolo non necessariamente coincidono con quelli di Sputnik.

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