09:33 30 Marzo 2020
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Coronavirus, situazione in Italia (20 marzo - 26 marzo) (101)
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Ma se il virus è letale quasi esclusivamente per anziani e determinate categorie a rischio, perché allora non concentrarsi sulla difesa di questi e lavorare tutti insieme per proteggerli invece di fermare tutta l’economia, con per altro il rischio di ritrovarsi da capo il prossimo autunno? Ipotesi realistica? Ne parliamo con l’ideatore del piano.

‘Bolle di sicurezza sanitaria’, si chiama così il piano di Max Bonelli, un farmacista consulente nelle farmacie ospedaliere nel Nord Europa, con alle spalle competenze specifiche anche in gestione farmacologica del paziente anziano in case di cura nonché un’esperienza come ufficiale istruttore di difesa nel battaglione di Difesa Nucleare Biologica e Chimica nell’esercito italiano. A collaborare con lui e lavorare per promuovere la sua idea c’è Andrea Puggioni, ingegnere civile e dottore in economia di Roma.

Bonelli ha inviato a Sputnik Italia la sua idea nella speranza che potesse venire per lo meno presentata o magari criticata, ma non cestinata a priori come già fatto da più parti, comprese le autorità sanitarie a cui si è già inutilmente rivolto. A una prima analisi l’idea sembra in effetti un po’ utopistica, ma ad una seconda nasce già il sospetto che tra qualche altra settimana di quarantena potrebbe iniziare ad apparire man mano, sempre più realistica. Tra l’altro, proprio dopo aver ricevuto il suo piano (versione in pdf), è uscita la notizia del Ministro della Difesa israeliano che proponeva un programma molto simile per uscire dalla crisi. Evidentemente già altri nel mondo stanno pian piano arrivando alle stesse conclusioni di Bonelli, quindi non si capisce per quale motivo proprio in Italia questo specialista in materia non debba essere neppure ascoltato.

Abbiamo quindi deciso di intervistarlo per farci spiegare da lui stesso in cosa consista il piano. Bonelli in questo momento è rimasto bloccato in Scandinavia dove gestisce parte delle sue attività e dove ha risieduto per molti anni, per fortuna i mezzi informatici ci permettono di comunicare online agevolmente.

Max, nell’introduzione al prospetto che ci hai mandato una cosa colpisce subito – la distinzione che fai tra i rilievi della letalità statistica dello stesso virus tra Paesi mediterranei, Germania e Scandinavia. Tu parli di ‘differente distanza sociale’ degli anziani tra nord e sud dell’Europa.

Come sicuramente avrai notato sembra che il virus si accanisca verso i paesi mediterranei e sia benevolo verso Germania e Nord Europa. Parliamo di differenze di letalità e di mortalità evidenti e consistenti. Il dato tedesco potrebbe essere stato manipolato dalla Germania almeno in fase iniziale ma i sistemi sanitari scandinavi non hanno operato manipolazioni dei dati. Gli scandinavi hanno la particolarità di una distanza sociale tra gli anziani e le generazioni successive. Distanza che si ripercuote favorevolmente nel caso del coronavirus, meno contatti ci sono e meno contagi ci sono. Non è un bel vivere per l´anziano nel Nord Europa che soffre di solitudine ma in questo caso aumenta la sopravvivenza. Da questa osservazione ho elaborato un progetto applicabile all´Italia non scevro da decisioni difficili.

Quindi se ho capito bene la tua osservazione, basata per altro su esperienza empirica dato che hai vissuto tanti anni nei paesi scandinavi – non solo gli anziani sono i più a rischio, ma da noi sarebbero anche i più esposti al contagio perché la distanza sociale con figli e nipoti praticamente non esiste e non si riesce ad isolarli.

Sì, come tanti italiani ho seguito la diffusione del CO VID19 sulla mappa dell’università di Hopkins e mi ha colpito la lentezza di diffusione in Scandinavia rispetto all’Italia. Ho capito che la chiave di volta era nella distanza nei rapporti sociali. Gli anziani vivono ancora più separati dal resto della società. Quando non sono in belle case di riposo con rare visite annuali dei figli, se hanno la fortuna di essere fisicamente autosufficienti, comunque hanno per cultura contatti molto più rarefatti con le generazioni successive rispetto a noi italiani o  spagnoli. Quindi ho pensato che la soluzione sarebbe temporaneamente di aumentare la distanza tra gli anziani e il resto della popolazione. Ho pensato che invece di fermare l’azienda Italia sarebbe più produttivo istituire case da riposo per gli anziani più a rischio, dove si controlli il personale che fa assistenza dal punto di vista dell’asetticità rispetto al virus. Strutture gestite dallo Stato che stabilirà qualità e standard del servizio. In parallelo si potrebbe permettere anche l’assistenza a casa dell’anziano messo praticamente in isolamento, anche se in questo caso potrebbe risultare più difficile garantire lo stesso livello di asetticità del personale rispetto ad un virus così persistente.

Allora in un certo senso Danimarca, Norvegia e Svezia stanno gestendo bene l’emergenza?

No, al contrario sono nel pallone anche loro, se si esclude la dirigenza svedese che all’inizio aveva  stabilito che la priorità dovesse essere la protezione degli anziani. Poi anche qui sono arrivate le ondate di critiche isteriche ed in maniera recalcitrante hanno incominciato ad incoraggiare la limitazione dei movimenti. Ma tutto su base volontaria e senza una razionalità d’intervento. Per esempio nelle farmacie il personale non ha mascherine e non se le mette nemmeno se sta dando le medicine a paramedici che le portano in una casa da riposo per anziani. E vuoi saperne una divertente? Neanche se lo spieghi con calma ed in maniera pedagocica lo capiscono. “Dall’alto l’ordine di mettersi le mascherine non è arrivato? Se succede una strage nel centro anziani la colpa è della dirigenza non mia”. Cosi mi rispose un responsabile di una catena farmaceutica.

L’altro presupposto alla base del tuo ragionamento è che l’economia non si può fermare completamente nella sola attesa che arrivi un vaccino. Spiegaci questo punto.

Quanto possiamo resistere abbassando la saracinesca all’azienda Italia? Probabilmente la persistenza del Coronavirus si abbrevia di molto con il caldo estivo e con essa i contagi ma nessuno può assicurare che non rifiorisce in autunno, magari dal Nord Europa dove le temperature raramente vanno fisse oltre i 25-26 gradi. In quel caso a ottobre avremmo un Paese ancora più fragile di quello odierno. Questa che propongo è l’unica soluzione per non morire di Coronavirus, non è una semplice soluzione ma è l’unica a meno di un farmaco miracoloso od un vaccino.

Tirando le somme quindi, a partire dai presupposti enunciati, e cioè che bisogna difendere le categorie più a rischio, attualmente per paradosso invece proprio le più esposte, e che non si può fermare l’economia, tu proponi questa soluzione temporanea delle ‘bolle di sicurezza sanitaria’. Spiegaci come dovrebbero funzionare.

Come anticipato, mettere le categorie a rischio in case di riposo gestite dallo Stato con la protezione civile che ne garantisce gli standard di sicurezza e con lo Stato che si fa carico del personale. Tutto questo almeno fino alla scoperta di un farmaco o di un vaccino che funzioni contro questo virus. Esistono già le case famiglie per anziani ma sono gestite da privati e non sempre il privato è in grado di garantire l’asetticità che il CO-VI 19 richiede. Per non parlare degli anziani assistiti dalle badanti in soluzioni casalinghe completamente inadeguata in tempi di Coronavirus

Avete fatto i calcoli di quanto verrebbe a costare un discorso del genere?

Rispondo con i calcoli che ha fatto Andrea Puggione mio socio nel propugnare questa idea. Abbiamo stimato in 8 milioni di persone la popolazione anziana a più alto rischio. Andrea ha stimato che 3 milioni aderiranno alla casa di riposo gratuita gestita dallo Stato e 5 milioni alla soluzione “bolla di sicurezza casalinga” con personale che porta viveri e medicinali a casa. 30 miliardi di euro per il costo complessivo delle 2 soluzioni a cui si devono aggiungere 3 miliardi di costi per controllare l’asetticità del personale in totale 33 miliardi di euro per un periodo di 90 giorni.

Per lo stesso periodo una serrata di azienda Italia così come la stiamo attuando, stimiamo costerà al Paese almeno 200 miliardi di euro.

Avete considerato il fatto che se anche riuscisse l’idea di ‘mettere gli anziani e i soggetti a rischio in sicurezza’ poi tutti gli altri fuori della quarantena finirebbero per contrarre il virus?

I dati statistici dicono che il pericolo di morte per il paziente giovane e non con altre patologie è sovrapponibile a quello di una influenza. Prendo atto che fino ad oggi nessuno ha chiuso interi sistemi economici per queste percentuali di rischio. Diverso è il discorso sugli anziani, da cui la reazione globale.

L’idea delle ‘bolle di sicurezza sanitaria’ specifiche per categorie a rischio per affrontare le emergenze, sicuramente è interessante e, dopo questa esperienza, in un futuro è probabile che molti Paesi industrializzati se ne vorranno dotare, ma adesso? Adesso pensi davvero che in Italia, in questa situazione che stiamo vivendo sia realisticamente realizzabile?

Si potrebbe iniziare nelle regioni meno contagiate, penso alle due isole Sicilia e Sardegna, ma anche il Molise. Lo stesso si potrebbe fare per macro aree delle regioni con un livello di contagio limitato, Lazio, Calabria, Abruzzo. Il momento delicato è quando si mettono parecchi anziani in una casa di riposo bisogna assicurarsi che nessuno sia contagiato, rendere asettica la struttura ed il personale medico e paramendico ed ausiliario che fornisce assistenza deve essere monitorato in maniera certosina. Questo è un virus subdulo e persistente, compito difficile ma meno rispetto al tentativo di rendere asettico l’intero Paese in eterno. Quella sì che è una “missione impossibile” almeno con gli standard occidentali. Ci sono paesi come l’Olanda che stanno puntando all’immunizzazione di gregge, in pratica non fanno niente per limitare la circolazione del virus. Erigeremo un muro intorno ai Paesi Bassi?

Ultima domanda – dopo tutti i tentativi che hai fatto di presentare questo progetto in Italia, e tutte le porte in faccia che ti sei preso, che effetto ti fa sapere che il Ministro della Difesa israeliano in persona ha appena proposto il piano che potremmo riassumere con lo slogan “isolare gli anziani, far lavorare i giovani”? In pratica quello che vai dicendo tu da mesi?

Amara soddisfazione.

I punti di vista e le opinioni espressi nell'articolo non necessariamente coincidono con quelli di Sputnik.

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