00:00 04 Luglio 2020
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Coronavirus, situazione in Italia (21 gennaio - 20 marzo) (447)
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L'Italia in meno di un mese è salita al secondo posto nel mondo per il numero dei morti dal Covid-19. I casi di infezione nel paese hanno superato i 30 mila, i test positivi al coronavirus sono stati rivelati sia tra i cittadini ordinari che tra atleti, attori e politici.

Lo scorso fine settimana l'infezione è stata confermata dal Vice Ministro della Salute italiano Pierpaolo Sileri. In un'intervista con il corrispondente RIA Novosti a Roma, Alexander Logunov, Pierpaolo Sileri ha parlato di come lui personalmente stia vivendo la malattia e di come l'intero paese stia lottando contro la diffusione dell'epidemia.

— Egregio Viceministro, intanto comincio con gli auguri di pronta guarigione. Come si sente adesso? Come prosegue la cura? Ha avuto qualche sintomo?

— Grazie mille per gli auguri. Raccolgo i vostri auguri e li rivolgo anche a tutti coloro che sono ammalati in Italia, ai medici e agli infermieri italiani che stanno facendo un lavoro straordinario. Sono in auto-isolamento e attendo l'evoluzione di questa forma virale. 

— Quando ha deciso di fare il tampone? Che emozioni ha avuto quando hai capito che il test e’ positivo?

— L'ho fatto nel momento in cui ho sentito alcuni sintomi: prima ancora di fare il tampone mi sono auto-isolato in casa, per proteggere i miei collaboratori, la mia famiglia e tutti coloro con cui sarei potuto venire a contatto. Quando il test è stato positivo ovviamente mi sono preoccupato, ma ho riposto immediatamente la mia piena fiducia nel nostro Sistema Sanitario Nazionale, un sistema di eccellenza nel mondo. 

— Se parliamo del paese - in che punto dell’epidemia siamo? Il presidente Conte ha detto che secondo i scienziati “non abbiamo ancora raggiunto il picco". A Suo parere quanto tempo ci vuole affinché le misura intraprese mostrino i risultati positivi?

— Il Presidente Conte ha ragione, non abbiamo ancora raggiunto il picco e per questo dobbiamo continuare a seguire strettamente le misure di contenimento. Una previsione precisa non possiamo farla ma attendere almeno due settimane può darci maggiori indicazioni su come procedere, chiaramente le misure intraprese sono funzionali ai dati in nostro possesso sull'evoluzione del contagio. È importante che anche altri Paesi europei abbiano intrapreso la stessa strada: questo ci aiuterà a contenere il contagio.

— Non ritiene come il governatore Zaia che le restrizioni non bastino e il governo debba ancora inasprirle?

— Allo stato attuale non abbiamo dati per poter inasprire le misure, dai dati delle ultime 24 ore abbiamo visto un lieve declino dei casi in Lombardia, la regione fino ad oggi più colpita, per crescono ancora i numeri in Veneto e ora anche in Sicilia, quindi occorre essere attenti: non abbassare la guardia ed agire solo dopo attenta analisi e consulto con il comitato tecnico-scientifico a supporto del governo.

— Se guardiamo la statistica il tasso della mortalità dal Covid è più alto nel mondo. Quali sono le ragioni di questo secondo lei? É vero che si può legarlo con la età media dei deceduti che avevano più di 80 anni?

— Sì, si può legarlo con l'età media della popolazione italiana. Una popolazione anziana che rappresenta il 7 percento del totale, quindi un numero alto dovuto al fatto che si vive a lungo in Italia. Il nostro servizio sanitario nazionale si prende cura degli anziani e garantisce una vita lunga, ma ovviamente l'età comporta delle fragilità, e le complicazioni del coronavirus diventano letali.

— Negli ultimi giorni si parla della mancanza dei posti negli ospedali al Nord e delle attrezzature nelle terapie intensive. Quali misure si intraprendono per affrontare proprio questa emergenza?

— Abbiamo dato il via alle assunzioni di personale sanitario per potenziare la rete di medici ed infermieri; stiamo creando nuovi posti in terapia intensiva, acquistando e distribuendo ulteriori ventilatori polmonari, materiali per la terapia intensiva, materiale di protezione individuale, incluse mascherine, tute e guanti appositi. Non risparmieremo alcun tentativo di fare meglio, ascoltando i territori ma soprattutto prevenendo le esigenze che potranno insorgere: via via che abbiamo nuovi dati siamo in grado anche di anticipare i bisogni delle altre strutture. Siamo nel cuore di un'emergenza che va affrontata minuto per minuto, con capacità di analisi e lucidità che terremo saldi e forti.

Per combattere questa pandemia è necessario la responsabilità e la solidarietà, tra le persone e tra i Paesi. È una lotta comune che deve vedere le migliori risorse scientifiche collaborare tutte insieme. La collaborazione, la trasparenza e la condivisione sono le migliori armi che abbiamo in questa battaglia.

I punti di vista e le opinioni espressi nell'articolo non necessariamente coincidono con quelli di Sputnik.

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