09:40 30 Marzo 2020
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Coronavirus, situazione in Italia (21 gennaio - 20 marzo) (447)
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In base allo stato d’emergenza dovuto alla diffusione del coronavirus, il governo italiano ha messo in atto tutta una serie di misure, prime tra tutte la limitazione di movimento se non per comprovate necessità, oltre alla chiusura anticipata di bar e ristoranti.

Queste misure non possono non colpire pesantemente anche il turismo sia domestico che straniero, soprattutto nelle località italiane come Venezia che di fatto vivono di turismo.

Per avere un aggiornamento di com’è ora la situazione a Venezia Sputnik Italia ha contattato il professor Fabio Mozzatto, di Venezia, che da tempo si batte nell’arena mediatica e politica veneziana per cercare di denunciare gli effetti del turismo di massa sulla vita sociale e urbana dei veneziani.

– Professor Mozzatto, come si presenta ora Venezia? 

– Dopo esser arrivati al punto che persino molti turisti erano disgustati da folla e caos quotidiani che regnano a Venezia rimanendo con un pessimo ricordo della città, tanto da pensare di non tornarci più, improvvisamente ci ritroviamo in una città quasi vuota, surreale, con inusuale silenzio, aria pura, canali senza onde e acqua trasparente, calli semivuote.

Una situazione che da un lato ha un’origine angosciante, e dall’altro vede i veneziani godersi la città come forse sognavano, potendo finalmente: camminare nelle calli senza “slalom” tra masse di turisti, farsi una vogata senza rischiare di finire in acqua per le onde dei taxi, salire su un battello senza spintoni e zaini in faccia.Un clima di totale calma in cui si sentono solo i richiami dei gabbiani, i tuffi dei cormorani e i pesci che saltano nei canali.

Non bisognava certo arrivare a questo tramite un’epidemia, ma piuttosto con un minimo senso della misura e razionalità, concetti annebbiati nelle menti affaristiche di chi vedeva nel turismo il guadagno facile ed infinito, rimanendo ora nel panico.

Diminuzione del livello d’inquinamento

– Lei da anni si batte per liberare Venezia dall’inquinamento? Da questo punto di vista com’è ora la situazione?

– Finalmente buona, ma solo perché il turismo è sparito. Chi di dovere, infatti, non aveva fatto praticamente nulla, tanto che in seguito alla mia denuncia fatta in Procura, che ha fatto aprire un fascicolo giudiziario, la Guardia di Finanza è stata inviata in Comune ad indagare e sentire dirigenti!

Anche perché i provvedimenti del Comune, forse per non “toccare” note categorie, sono risultati, come avevo denunciato sin dall’inizio, talmente blandi, inidonei e inefficaci che la qualità dell’aria nel 2019 in centro storico è persino peggiorata: il biossido di azoto ha superato i limiti di legge, risultando molto più alto persino della terraferma e della Tangenziale. E anche le pericolose polveri, che nel 2018 erano rimaste nei limiti di legge, l’anno scorso li hanno superati.

Situazione inaccettabile, tra polemiche su chi inquina di più, tra taxi e mototopi. Ma alla fine si è visto che l’inquinamento, con la scomparsa dei turisti, è drasticamente diminuito, quasi sparito! Eppure i riscaldamenti domestici sono accesi...

Segno che almeno il 90% delle barche che transitano servono al turismo e non ai veneziani, ingiustamente costretti a subire rumori e smog, a volte peggio di Milano e a pagare un caro prezzo in salute per colpa della monocultura turistica.

Una soluzione parziale sarebbe adottare i motori elettrici, da me proposti ancora cinque anni fa, ma sono ancora nel nulla di fatto, solo promesse, studi, analisi, mentre qui si soffoca!

E nemmeno è stata soddisfatta la mia richiesta, sostenuta da molti altri veneziani, di controllare l’inquinamento a Rialto mettendo un’apposita centralina!

Sembra che qualcuno non voglia far sapere, alla vigilia delle elezioni, che nel cuore di Venezia la situazione è grave, per non “toccare” il turismo.

Ma la priorità andrebbe alla salute, e molti veneziani, viste le mie battaglie, si stanno rivolgendo a me perché sono seriamente preoccupati del livello di smog scoperto grazie a mie iniziative e articoli.

Anche le società di voga da me sollecitate, hanno manifestato il 17 novembre scorso in Bacino San Marco contro smog e moto ondoso boicottando il corteo di carnevale per protesta contro il Prefetto!

Canale grande di Venezia
© Foto : Fabio Mozzatto
Canale grande di Venezia

Segno che la mia campagna informativa ha avuto effetto, ed ora politici e amministrazioni sembrano con l’acqua alla gola: sanno che all’appuntamento elettorale daremo battaglia.

Ricadute sul settore turistico

– Non teme però che le conseguenze di questo “stop” anche se da un lato migliorano la qualità di vita dei residenti dall’altro col suo perdurare possano incidere negativamente sull’occupazione, sul commercio, sulla vita economica dei veneziani?

– Nonostante la ricchezza che dovrebbero portare milioni di turisti, il lavoro che ne deriva spesso è assai precario, frequentemente “in nero” grazie all’elevata offerta di manodopera straniera disposta a tutto per pochi euro. Vi sembra possibile che ora molti dipendenti siano lasciati a casa senza cassa integrazione perché nel settore turistico spesso questa non è prevista?

Vedere che alberghi quattro stelle hanno personale pagato una miseria attinto da cooperative o agenzie interinali è un paradosso e uno scandalo. Spesso è più tutelato chi lavora in un supermercato in terraferma che in un negozio di vetri o in un bar a Venezia.

Allora non vale la pena soffocarsi di turisti e smog se il beneficio per chi lavora è questo: stavano meglio gli operai dell’Arsenale, che col turismo nulla avevano a che fare.

Ecco perché credo sia ora di cambiare economia: il turismo fa arricchire pochi e soliti noti, certi affittacamere più o meno ufficiali, e certi abusivi.

Qualche lavoratore “se la cava” soprattutto con entrate “non ufficiali” come mance, percentuali su vetrerie, taxi, negozi ecc., tutte entrate sottratte al fisco che danneggiano i bilanci di Comune e Regione, e che, quando chiude tutto, spariscono senza indennità sostitutive.

– Tutti certamente auspichiamo che questo stato emergenziale possa finire al più presto; secondo Lei, il fatto che Venezia abbia sperimentato questo momento di minor pressione turistica potrà influenzare eventuali future scelte politiche di governo della città?

– Quanto accaduto non so se farà perdere il vizio, nemmeno agli amministratori, di puntare tutto sul turismo danneggiando i residenti e creando esodo, ma quantomeno dovrebbe far riflettere. Un segnale della fragilità del settore lo si era già avuto in centro Italia col terremoto, ma non pare qui abbia insegnato.

Da anni si contestava la monocultura turistica, ma nulla si è fatto e ora, come chi aveva investito tutto in azioni di titoli tecnologi dai facili guadagni iniziali e poi ha perso all’improvviso il 90%, la stessa cosa è accaduta con chi aveva costretto Venezia e veneziani a dipendere per il 90 % dal turismo.
  • Moto ondoso svanito a Venezia
    Moto ondoso svanito
    © Foto : Fabio Mozzatto
  • Un canale a Venezia
    Un canale a Venezia
    © Foto : Fabio Mozzatto
  • Campo S. Angelo di Venezia
    Campo S. Angelo di Venezia
    © Foto : Fabio Mozzatto
  • Mercato pescheria a Rialto, Venezia
    Mercato pescheria a Rialto, Venezia
    © Foto : Fabio Mozzatto
  • Campo San Rocco a Venezia
    Campo San Rocco a Venezia
    © Foto : Fabio Mozzatto
  • Rio del Gaffaro
    Rio del Gaffaro a Venezia
    © Foto : Fabio Mozzatto
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© Foto : Fabio Mozzatto
Moto ondoso svanito

Spero che il saggio concetto che vale in borsa e in economia, ovvero diversificare, prenda il sopravvento e si investa nel ripopolamento della città, in modo che sia autonoma ed abbia, come tante altre, una propria florida economia interna indipendente dal turismo.

Anche negli anni sessanta i turisti erano presenti, ma non prevalenti, ed amavano la città perché era vera, autentica, con la sua vita, attività e abitanti. Ora è diventata una vetrina, una Disneyland che di sera chiude i cancelli. Desolante! Per questo ho da poco inviato tre ulteriori rapporti all’Unesco e alla Commissione Europea in merito.

Indubbiamente Venezia va riempita: mancano almeno 100 mila abitanti, che sono stati sostituiti da presenze turistiche. Serve invertire totalmente la situazione, riavviare le attività tradizionali, i negozi di vicinato, l’economia immateriale, puntare su una città verde di studio, ricerca e tecnologia, selezionando un turismo moderato e compatibile con le sue dimensioni e fragilità.

– Professore, cosa auspica?

– Spero che ora la lezione sia servita!

I punti di vista e le opinioni espressi nell'articolo non necessariamente coincidono con quelli di Sputnik.

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