02:17 04 Luglio 2020
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Il 6 maggio ricorre il 25° anniversario della prima prestazione effettuata dal gruppo acrobatico Strizhi dell'Aeronautica Militare Russa (Aeronautica Militare, dal 1° agosto 2015 fanno parte delle Forze aree e speciali, VKS).

A partire dal 1967 il reggimento aereo si specializzò in dimostrazioni e acrobazie aeronautiche. Nel 1983 i piloti del reggimento furono i primi nell'aviazione militare dell'URSS ad iniziare a padroneggiare il caccia leggero di prima linea MiG-29.

Il nome Strizhi (Rondoni) fu proposto dai piloti del gruppo e poi approvato dal comando.

In diversi anni il gruppo era composto da più di 25 piloti militari. Attualmente il gruppo (2° squadrone dell’aviazione presso il 237° CPAT, Centro di esposizione dell’ingegneria aeronautica Kozheduba) utilizza 6 caccia MiG-29 e MiG-29UB (da addestramento e combattimento, modello a due posti). I programmi di volo includono acrobazie di gruppo in formazione stretta di quattro o sei velivoli, acrobazie in coppia sincrona, acrobazie singole.

Intervista a Sputnik di Maggiore Sinkevic, pilota della pattuglia acrobatica Strizhi

– Cosa rende gli Strizhi diversi dagli altri gruppi acrobatici russi e stranieri?

– Prima di tutto, ciò che ci distingue da altri gruppi acrobatici stranieri è che noi effettuiamo voli su normali veicoli da combattimento i quali si distinguono solo per la peculiare colorazione. Voliamo cioè sugli stessi aerei che, di fatto, oggi sono operativi e dotati di sistemi per l’attacco di obiettivi terrestri e aerei. Noi effettuiamo invece voli dimostrativi. 

Anche la pattuglia acrobatica de I Cavalieri russi effettua voli su velivoli da combattimento ordinari, ma noi effettuiamo acrobazie anche su caccia Mikoyan, quali il MiG-29. Di recente I Cavalieri russi hanno cominciato a impiegare anche velivoli più pesanti come Su-27, Su-30SM e Su-35S.

Disponiamo di un velivolo di vecchia data che però è ancora molto affidabile. Non ha pretese. E per le sue capacità di combattimento rimane in servizio. Penso che ci rimarrà per molti altri anni.

Non appena sarà introdotto il MiG-35, cominceremo a volare con quello.

– Siamo abituati a vedere gli Strizhi effettuare acrobazie perfette. Vi sono però state cause di forza maggiore sia durante le esibizioni sia in fase di addestramento che vi hanno ostacolato?

– In qualsiasi gruppo acrobatico con una certa storia alle spalle ci sono ovviamente pagine nere, momenti spiacevoli e guasti alle apparecchiature dell'aviazione. Casi simili ci sono stati anche nella nostra squadra acrobatica. Successe anche alle prime formazioni quando avevano appena iniziato a mettere a punto le tecniche acrobatiche. Vi furono scontri in altri e fu necessario abbandonare i velivoli mediante un seggiolino eiettabile.

Si verificano regolarmente anche guasti alle apparecchiature aeronautiche, ma solitamente è possibile porvi rimedio. Grazie a Dio, ad oggi speriamo di non dover più sopportare perdite in termini di capitale umano o di attrezzature.

– Dati gli elevati carichi durante le acrobazie, che tipo di allenamento fisico segue? Come si allena?

– In primo luogo, noi, come militari, siamo tenuti a mantenere la nostra forma fisica secondo standard a cui ci è richiesto di attenerci a cadenza regolare.

In secondo luogo, ogni pilota sa quali sono le sue debolezze fisiche. Si tratta di prepararsi in termini di tolleranza ai sovraccarichi che un pilota deve sostenere durante l'esecuzione di date figure acrobatiche.

Ecco perché tutti si allenano individualmente. Durante la giornata di lavoro, quando non effettuiamo voli, andiamo in palestra. Qualcuno gioca a calcio, qualcuno allena l'apparato vestibolare. Disponiamo di una nostra squadra di hockey nella quale giocano molti piloti. Ognuno sceglie l’attività che preferisce, ma lo sport è necessario. Infatti, il carico fisico è tale da costringerci ad essere sempre in forma.

– Quali sono le figure acrobatiche più difficili da eseguire? Quali sono le più pesanti in termini fisici?

– Effettuiamo sia acrobazie di gruppo sia acrobazie in solitaria. Chiaramente se il pilota è singolo si troverà a sostenere un carico fisico maggiore. Mentre quanto alle acrobazie di gruppo, non riesco a definirlo più o meno difficile. Tutti i componenti si identificano come pilota principale anche se sono solamente elementi coadiuvanti. Questi soggetti non effettuano le acrobazie in quanto tali, ma sono comunque tenuti a mantenere la formazione, mentre le acrobazie sono eseguite dal solista. Il 98% dell’attenzione del pilota è riservato al velivolo solista. Dunque, il soggetto in questione non avrà il tempo di guardare cosa accade in cabina e controllare i parametri della strumentazione. Il volo viene eseguito completamente in modalità visiva.

Ognuno può volare sia da solo sia in gruppo. Entrambe le modalità hanno le proprie difficoltà: psicologiche nel volo di gruppo e fisiche in quello singolo.

La figura acrobatica che trovo più complessa da eseguire è la virata con post-bruciatore a 6, una manovra che nessun altro al mondo esegue. In particolare è complesso il collegamento tra la virata con post-bruciatore in gruppo e il looping. È difficile dal punto di vista fisico, il carico è elevato e non è facile mantenere la posizione.

Figure altrettanto complesse sono i tonneaux di gruppo, cioè quando l’intero gruppo effettua un giro attorno al solista. Per i non solisti è una figura alquanto complessa.

Non vi sono figure acrobatiche semplici, ma figure con cui è più facile o più difficile allenarsi.

Ad ogni modo il sovraccarico generalmente dura fino a un minuto, ossia si protrae per lungo tempo. Inoltre, si consideri che la formazione va mantenuta a beneficio degli spettatori.

– Sono gli Strizhi stessi a trovare nuovi piloti oppure questi vengono selezionati tra le candidature ricevute?

– Fino al 2009 venivano concesse condizioni più interessanti per la squadra di volo. Infatti, il pilota assunto presso il Centro di Kubinka poteva ricevere un grado militare straordinario e un compenso più elevato. Poi questi privilegi sono stati eliminati. 

Ora ci distinguiamo solo per il fatto che siamo impegnati in un'attività interessante, ma i consueti compiti di base non sono stati tolti. Mi riferisco, ad esempio, all’addestramento dei piloti in erba. In sostanza, l’aerobatica è un’attività facoltativa.

Come selezioniamo le nuove reclute? Ognuno deve anzitutto volerlo. Di regola, cerchiamo un pilota che ha già prestato servizio nelle divisioni di combattimento e che ora desidera entrare a far parte del gruppo. Viene da noi, fa un colloquio e capiamo se è adatto o meno.

Da alcune generazioni ormai vengono da noi i diplomati delle accademie. I luogotenenti entrano nel gruppo per prestare servizio ulteriore. In fase di servizio valutiamo se sono in grado di eseguire queste manovre o meno. Li inseriamo nella formazione se non vi sono criticità.

L’anno scorso sono arrivati due giovani luogotenenti che non sono ancora passati alla fase di volo.

– Quali sono i criteri di selezione per gli Strizhi? Come vengono testate le conoscenze, le competenze e la formazione fisica dei candidati?

– Naturalmente disponiamo di test già collaudati. Il Centro di Kubinka è famoso per gli elevati requisiti imposti agli equipaggi di volo, sia in termini di conoscenze teoriche sia di idoneità fisica e di capacità dei piloti. Un normale pilota riuscirebbe a volare qui da noi. Deve essere un appassionato di aviazione, che lo vuole davvero e si impegna continuamente per raggiungere l’obiettivo.

– Quanto dura la formazione di un nuovo pilota e di cosa si tratta?

– Almeno 2 anni da quando si comincia a prepararlo per i voli di gruppo fino al suo ingresso in formazione. Fino a quel momento deve completare un corso completo di addestramento ed essere pilota almeno di seconda classe. Si tratta di piloti addestrati ad eseguire operazioni militari, giorno e notte, in qualsiasi condizione meteorologica all'interno di un gruppo. Solo una volta verificati questi requisiti, cominciamo a prepararlo per l’inserimento nel gruppo.

– Con quale frequenza si svolgono i voli di addestramento?

– 3-4 turni a settimana di 8 ore ciascuno. Comunque, la maggior parte delle attività vengono eseguite nell’ambito del consueto addestramento. La settimana scorsa, ad esempio, si sono tenute le esercitazioni di volo tattico di uno squadrone aeronautico. Abbiamo condotto le esercitazioni con il nostro gruppo aerobatico. Una volta eseguite tutte le attività di addestramento alle operazioni militari, è possibile passare ai voli di gruppo. Di norma, in un turno effettuiamo 1-2 voli, ma non tutte le volte. Dipende dal tempo.

La sessione aerobatica dura 25 minuti se decolliamo dall’aeroporto e restiamo in zona. Se ci allontiamo di 100 km verso Zhukovsky, allora dobbiamo considerare anche il tempo dello spostamento. E ci restano solo 17 minuti. Le acrobazie da solista consumano tutto il carburante in 7 minuti.

– Quando vanno in pensione i piloti degli Strizhi per anzianità o per motivi di salute?

– Dipende. Si può andare in pensione perché è stata raggiunta l’anzianità massima oppure alla scadenza del rapporto di lavoro. I medici sconsigliano di effettuare queste acrobazie dopo i 35 anni. Cerchiamo di scegliere soggetti di età inferiore ai 30 anni per riescano a garantire un gruppo non solo sano, ma anche dotato di energia creativa.

Poi è possibile dedicarsi al lavoro di amministrazione oppure diventare istruttori. Perlomeno è quello che cerchiamo di fare. Non sempre è possibile. Ci sono comunque piloti che volano in formazione fino alla pensione.

La concorrenza esercitata dall’aviazione civile in termini di compensi è molto elevata. I piloti possono decidere di non avere prospettive di carriera e che devono pensare alla famiglia. Quindi, sono tentati a passare dall’altro lato dato che vengono pagati 6-7 volte di più. Ma se un soggetto ama l’aviazione lo aiutiamo sempre. Le nostre porte sono aperte. Siamo in grado di addestrare qualsiasi pilota con capacità al di sopra della media.

Al momento l’età limite è 50 anni. Ma non tutti riescono a resistere tanto. Si tratta di casi più unici che rari.

Molti piloti passano all’aviazione civili che impone altri standard. Ma l’esperienza del volo in gruppo sicuramente aiuta. Riescono a interagire con i velivoli come nessun altro.

I punti di vista e le opinioni espressi nell'articolo non necessariamente coincidono con quelli di Sputnik.

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