18:32 30 Marzo 2020
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Il 9 marzo a Badhoevedorp è iniziato il processo per l’abbattimento del volo MH17 della Malaysia Airlines, colpito da un missile mentre viaggiava da Amsterdam a Kuala Lumpur, sorvolando l’Ucraina. Era il 2014, a bordo c’erano 298 passeggeri, soprattutto olandesi.

I giudici hanno stabilito i quattro imputati per l'abbattimento del volo: i russi Igor Girkin, Sergey Dubinsky, Oleg Pulatov e l'ucraino Leonid Kharchenko. Nessuno dei due Paesi ha estradato i suoi cittadini, ma uno dei cittadini russi avrà una squadra di difesa in aula e il tribunale si è detto anche disposto ad accettare le loro testimonianze tramite collegamento video.

Gli investigatori affermano di avere la prova che il sistema missilistico Buk che ha abbattuto il Boeing 777 proveniva da una base militare in Russia. Mentre il ministero degli Esteri russo ha sottolineato che le accuse della squadra investigativa sul coinvolgimento di Mosca nello schianto del Boeing malese sono infondate e deplorevoli.

Tiberio Graziani, Chairman di Vision&Global Trends (The Platform for Future Issues and Challenges)
© Foto : fornita da Tiberio Graziani
Tiberio Graziani, Chairman di Vision&Global Trends (The Platform for Future Issues and Challenges)
Perché la Russia non è stata coinvolta nelle indagini sull’abbattimento del boeing malese? Sarà un processo imparziale? E quanto durerà? Per parlarne Sputnik Italia ha raggiunto Tiberio Graziani, Chairman di Vision&Global Trends.

– Dott.Graziani, è ben noto che le indagini sull’incidente aereo sono state condotte dal Gruppo investigativo congiunto (Jit) che comprende, oltre a rappresentanti olandesi, anche Australia, Malesia e Ucraina, però la Russia non ha avuto finora possibilità di partecipare a queste attività. Tenendo presente questo fatto, aspetta un processo imparziale?

– Tutto lascia presumere che il processo sarà imparziale, ma non soltanto perché alla Federazione russa è stato impedito di partecipare, soprattutto perché la “narrativa” degli ultimi anni diffusa, in particolare, nel cosiddetto sistema occidentale, ha già condannato la Russia e convinto di ciò gran parte delle élite europee. In un libro del prof, Kees van der Pijl ciò è ampiamente descritto. Il caso del volo MH17 non è un caso isolato, esso va compreso nel contesto dello scontro tra il vecchio sistema occidentale a guida statunitense e quello multipolare in arrivo. Tale scontro si è particolarmente acuito dal 2014, proprio a causa della questione Ucraina. In definitiva, per come è stato istruito e presentato all’opinione pubblica, questo sarà un processo politico, quindi un falso processo.

– Il giorno prima dell'avvio del processo per accertare le responsabilità della tragedia, i familiari delle vittime hanno organizzato la protesta simbolica davanti all'ambasciata russa dell'Aia. Sembra che queste persone hanno già “annunciato” il loro verdetto… Che fine ha fatto la presunzione di non colpevolezza, secondo la quale l’imputato non è considerato colpevole sino alla condanna definitiva?

– Infatti, il verdetto, in qualche modo è stato già annunciato e forse scritto…non mi meraviglierei se ciò in un non lontano futuro venisse fuori, magari in qualche ricostruzione operata da qualche giornalista investigativo o qualche magistrato non prevenuto. La Storia è piena di episodi del genere. Vogliamo parlare dei processi “internazionali” volti a demonizzare leader scomodi? Il caso del presidente Milosevic, tanto per citarne uno degli ultimi anni, Le ricorda qualcosa?

– Gli investigatori affermano di avere la prova che il sistema missilistico Buk che ha abbattuto il Boeing 777 proveniva da una base militare in Russia. Le sembra giusto dal punto di vista legale che il paese “accusato” non è stato coinvolto nelle indagini e non ha neanche potuto fornire la documentazione che potrebbe essere utile per lo svolgimento del processo?

– Ovviamente no! Ma, insisto su questo punto, i processi di questo tipo, vale a dire processi “internazionali”, sono essenzialmente dei processi politici e punitivi che non tengono conto delle normali e regolari consuetudini adottati nei tribunali nazionali. Sono processi che obbediscono ad altre regole, finalizzate alla punizione “esemplare” del presunto colpevole.

In questi processi il presunto colpevole viene trattato come una comparsa. Questo modo di procedere, oltre a essere “irregolare” è soprattutto offensivo verso le vittime.

– Il Cremino ha scelto di non commentare in alcun modo questo processo. Come valuta questa mossa del governo russo?

– Non dispongo degli elementi sufficienti per valutare il comportamento deciso dalle autorità russe. Posso congetturare che verosimilmente le autorità russe con tale decisione intendono mettere in campo una strategia difensiva volta a testare i componenti del Tribunale.

– Quanto tempo, secondo le Sue stime, potrebbe durare questo procedimento? Alcuni osservatori, sostengono che per attirare attenzione dell’opinione pubblica dell’Occidente, i tempi saranno inevitabilmente lunghi. E Lei cosa ne pensa?

– Penso che durerà a lungo, proprio per consolidare la narrativa antirussa di cui parlavamo prima. Tuttavia, l’allungamento dei tempi processuali – che sono, a mio parere, quasi certi – potrebbe, paradossalmente, permettere alle autorità russe di acquistare del tempo per meglio controbattere le tesi dell’accusa e affinare la strategia difensiva.

I punti di vista e le opinioni espressi nell'articolo non necessariamente coincidono con quelli di Sputnik.

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