02:18 04 Luglio 2020
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Il 75° anniversario della fine della Seconda Guerra Mondiale (74)
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Si avvicina il 75° anniversario della Vittoria nella Grande Guerra Patriottica, una festa che purtroppo sottostimata nell’Occidente.

L’URSS mobilitò tutta la sua popolazione e con un costo umano enorme, vinse la Germania hitleriana, salvò sé stessa e l’intera umanità dal nazismo costringendo l’esercito germanico a firmare la resa alle ore 24.00 dell’8 maggio 1945. Ogni famiglia perse qualcuno durante la guerra, cosi come la famiglia Bumagin perse l’Eroe dell’Unione Sovietica Josef Bumagin, che ripetette l’atto eroico di Alexandr Matrosov e fu sepolto in città polacca di Breslavia. 

Sputnik Italia ha raggiunto Marco Moshe Bumagin che da anni custodisce la memoria del suo celebre parente.

— Marco, come ha scoperto il legame con l’Eroe dell’Unione Sovietica Josef Bumagin?

— Componenti della mia famiglia Bumagin son immigrati in Argentina nella città di Santa Fe nel 1920, e da allora la famiglia si è ulteriormente integrata ed allargata. Io sono nato in Argentina nell’agosto del 1959, da più di 40 anni vivo in Italia e sono diventato un pilota e comandante di Alitalia di lungo raggio.

Con l’evento dell’era dell’Internet, i giovani della famiglia Bumagin in Argentina hanno iniziato a fare una ricerca delle origini della famiglia, raccogliendo le varie testimonianze personali e facendo le ricerche su Internet, ciò permise nel 2016 di organizzare un evento dal nome “Incontro dei Bumagin di tutto il mondo” tenutosi a Santa Fe. Ci siamo riuniti, tutti Bumagin, circa una sessantina di persone di vari età e provenienza, incontro è durato per tre giorni, abbiamo portato le personali testimonianze di vita e racconti curiosi, siamo andati al cimitero per ricordare i numerosi parenti che non ci sono più ed ovviamente abbiamo celebrato la vita con nostro Ebraico LEHAIM.

Grazie a queste ricerche di network famigliare si è scoperto che parente stretto del mio nonno paterno, Josef Bumagin è conosciuto in Russia come Eroe della Patria Russa per le sue azioni durante la guerra 1941-1945. Leggendo documenti d’identità rilasciati dalle autorità Argentine ai familiari Bumagin, provenienti dalla Russia si ricava il luogo di nascita dichiarato dai Bumagin, città di Vitebsk, che è lo stesso di Josef Bumagin, un parente ritrovato dopo tanto tempo.

Marco Moshe Bumagin
© Foto : Marco Moshe Bumagin
Marco Moshe Bumagin

— Lei ha partecipato varie volte al corteo nazionale “Reggimento Immortale”. Che valore ha per Lei questa azione civile?

— La celebrazione Russa della memoria del “Reggimento Immortale” ha un importantissimo valore morale civile e storico, è molto più di una manifestazione, è un dono d’onore alla memoria di chi ha dato la propria vita per un Bene Supremo. Questo è importante ricordare perpetuamente. Il grande sacrificio dell’Armata Rossa e delle forze alleate, non si possano cancellare, grazie a loro oggi possiamo vivere liberamente nel mondo di pace, fuori dalla malvagità e tirannia nazista. La mia personale partecipazione è stata molto emozionante per me, devo essere sincero, per due specifici motivi. Il primo è per ricordare l’eliminazione del nazismo con la fine della Seconda guerra mondiale ed in secondo luogo per l’orgoglio di aver avuto un mio parente che con grande coraggio e personale sacrificio ha dato la possibilità di liberare la città polacca di Breslavia.

In Polonia a Josef veniva riconosciuto l’atto eroico per il bene della umanità ed io sono personalmente molto fiero di poter ricordare e celebrare assieme a tutti la giornata della memoria all’eroismo del “Reggimento Immortale”.

— Lei segue strettamente la storia di Josef Bumagin da alcuni anni e dal primo giorno voleva trovare i suoi parenti in Russia. Questa Sua missione è stata compiuta con successo?

 — In questo periodo sto preparando la logistica per andare a rendere omaggio alla tomba di Josef Bumagin in Polonia, con la speranza di non dover mai avere le notizie che le spoglie di questo valoroso ebreo sovietico, come di tanti altri militari sovietici vengono disturbati con uno spostamento da quel Campo Sacro al Valore Militare o quant’altro. Poi a maggio vorrei andare a Mosca e da lì fare una visita a Birobidžan, dove vive ancora la figlia di Josef Bumagin, Liyba con marito, sono molto anziani. A Birobidžan ci tengo particolarmente di fare la Lezione di Memoria per i ragazzi delle scuole.

Vorrei parlare con la gioventù del mio credo personale nella vita, spiegarli che le radici non si dimenticano mai, sono quelli che ci fanno stare con i piedi per terra. Voglio raccontare ai ragazzi come mi ha influenzato personalmente l’esempio di un loro concittadino, quale partì per il fronte da Birobidžan e a costo della propria vita reso possibile la piena vincita sul nazifascismo. Mi piace il contatto con la gioventù, ci credo molto nei giovani. Ci tenevo di andare a trovare la sorella maggiore di Liyba Bumagin in Israele, conto di avere anche questo privilegio appena possibile.

Tutta la mia famiglia in Argentina stanno aspettano ulteriori notizie dalle mie visite, e spero di poter realizzarli quest’anno.

Marco Moshe Bumagin partecipa al corteo nazionale “Reggimento Immortale”
© Foto : Marco Moshe Bumagin
Marco Moshe Bumagin partecipa al corteo nazionale “Reggimento Immortale”

— Il Suo parente ha ripetuto l’atto eroico di Alexandr Matrosov ed è stato sepolto in città polacca di Breslavia. E adesso mentre si avvicina il 75° anniversario della Vittoria nella Grande Guerra Patriottica e di liberazione dalla piaga nazifascista, proprio in Polonia, ha iniziato la campagna di falsificazione della storia. Come sostengono i diplomatici russi, le autorità polacche hanno dimenticato le date della liberazione delle loro città dai nazisti. Perché, a Suo avviso, in Polonia, che è stata liberata dall’Armata Rossa, si continua di distorcere la storia della Seconda guerra mondiale?

La campagna di falsificazione della storia è un fenomeno storico che possiamo riscontrare nelle centinaia di esempi in tutto il mondo, sia nel passato che nel presente, secondo me, questo serve a giustificare la politica o ideologia del paese e governo in atto. Tutto questo è soltanto per coprire le difficoltà del governo.
Modificando la realtà degli eventi storici accaduti con queste nuove false teorie si costruisce una grave ingiustizia morale e storica con ripercussioni negative.

Infatti, polacchi si sono rifiutati di partecipare alla commemorazione della giornata della Shoa a Gerusalemme, per ricordare le vittime e la liberazione del campo di concentramento di Aushwitz da parte dell’Armata Rossa. A questo storico evento era presente anche il Presidente Putin e tantissimi altri presidenti e primi ministri di moltissime nazioni. Le personalità degli Stati si sono riuniti per ricordare il genocidio Ebraico e onorare i caduti ed i combattenti, grazie a loro oggi possiamo godere della libertà. Le autorità polacche hanno dimenticato le date della liberazione delle loro città dai nazisti. Un altro esempio per cancellare i fatti storici, questo è molto triste.

Ed è preoccupante un altro atteggiamento politico che non ha una spiegazione logica. Parlo di oppressione della lingua russa nei Paesi baltici, io personalmente ho assistito nel mese di dicembre scorso il Forum a Bruxelles che ha organizzato Tatjana Zdanoka Onorevole Eurodeputata di Lettonia, la quale stimo molto per il suo coraggio e capacità del politico. Per me era stata una rivelazione, della quale in Europa noi non conosciamo i connotati, parlo del fatto che nei molti paesi dell’ex Unione Sovietica alle persone autoctone di minoranza russa viene negato il diritto di parlare, studiare e vivere la loro lingua.

Il mio futuro viaggio in Polonia serve ad onorare il mio parente Josef Bumagin e tutti i suoi commilitoni che hanno lasciato la vita per liberare la Polonia dal nazismo. Tutto questo prima che le autorità polacche distruggano i cimiteri dei soldati russi per rendere la storia più “comoda”.

  • I giovani della famiglia Bumagin in Argentina hanno iniziato a fare una ricerca delle origini della famiglia
    I giovani della famiglia Bumagin in Argentina hanno iniziato a fare una ricerca delle origini della famiglia
    © Foto : Marco Moshe Bumagin
  • I giovani della famiglia Bumagin in Argentina hanno iniziato a fare una ricerca delle origini della famiglia
    I giovani della famiglia Bumagin in Argentina hanno iniziato a fare una ricerca delle origini della famiglia
    © Foto : Marco Moshe Bumagin
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    © Foto : Marco Moshe Bumagin
  • I giovani della famiglia Bumagin in Argentina hanno iniziato a fare una ricerca delle origini della famiglia
    I giovani della famiglia Bumagin in Argentina hanno iniziato a fare una ricerca delle origini della famiglia
    © Foto : Marco Moshe Bumagin
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© Foto : Marco Moshe Bumagin
I giovani della famiglia Bumagin in Argentina hanno iniziato a fare una ricerca delle origini della famiglia

— Il Parlamento europeo sempre a proposito della Polonia l’anno scorso nella sua risoluzione ha attribuito al patto Molotov-Ribbentrop la causa scatenante del conflitto. Cosa ne pensa?

 — Il regime nazista, a Monaco nel 1939 ha ingannato e mentito consapevolmente a tutto il mondo, il patto Molotov - Ribbentrop era un patto ingannevole, “taqyiano” da parte dei nazisti, per conquistare del tempo prezioso affinché si possano raggiungere gli obbiettivi preposti per una conquista velocissima nella guerra per la quale erano pronti.

Leggendo il libro di Hitler “Main kampf” ho appurato che lì la ideologia e gli obiettivi del nazismo sono perfettamente ben descritti. Molotov e tutta la Russia sono caduti nella trappola nazista, le conseguenze della quale si sono viste nell’invasione dell’Unione Sovietica. Qui non dimentichiamo 900 giorni di fame di Leningrad e il fiume di sangue a Stalingrad… Al giorno d’oggi negare questi fatti è veramente una palese dimostrazione di ignoranza storica e totale malafede, ma ovviamente oggi conviene ancora “modificare” per la storia per ragioni politiche.

— Settantacinque anni fa le forze alleate liberavano il campo di concentramento nazista di Auschwitz-Birkenau. Secondo l’ultimo Rapporto Italia 2020, il 15% degli italiani nega la Shoah. Come commenterebbe questa statistica preoccupante?

Il negazionismo della Shoah è un fenomeno che si diffonde in tutto il mondo. Tale fenomeno ha una stretta connessione proporzionata alla islamizzazione radicale dell’Europa. il negazionismo della Shoah nei paesi islamici è pressoché totale, per la vostra informazione. Il negazionismo della Shoah in Italia è la conseguenza proporzionale della islamizzazione dell’Italia stessa. Islam radicale ha un suo sacro principio dell’inganno e menzogna che si chiama “Taqiya”, già sperimentato da Hitler grazie alla collaborazione con Amin al-Husseini politico palestinese e Gran Mufti di Gerusalemme, islamista radicale che ha facilitato la formazione di Waffen-SS, suggerendo lo sterminio degli Ebrei nei campi di concentramento come la soluzione finale. Al giorno d’oggi per compiacere a tale ideologia si addotta l’ignoranza ed il negazionismo come se fosse una virtù etica.

— È vero che quest’anno potrebbe partecipare alla grande parata del 9 maggio. Che emozione sta provando, oramai mancano pochi mesi?

— Sarò onorato di ricevere l’invito per assistere la parata in Piazza Rossa, l’esperienza che sicuramente mi rimarrà per tutta la vita. La potrò condividere poi coi miei figli, coi miei numerosi parenti ed amici. La racconterò ai giovani di Birobidžan. Per me vedere coi propri occhi la Capitale della Grande Russia, la quale l’ho vista nell’epoca dell’URSS da pilota Alitalia medio raggio, oggi come oggi vedere la Russia, la città di Mosca in tutta la sua bellezza mi emoziona molto, lo confesso. E nello stesso tempo mi farà rivivere con orgoglio il momento storico legato alla mia famiglia. Mio nonno Moses Bumagin, nativo di Vitebsk, lasciarono la Russia portando via la famiglia verso Argentina esattamente un secolo fa. Per me questo anno 2020 è importante per tanti versi, soprattutto nel poter onorare e commemorare 75° anniversario della Grande Vittoria contro i nazisti.

I punti di vista e le opinioni espressi nell'articolo non necessariamente coincidono con quelli di Sputnik.

Tema:
Il 75° anniversario della fine della Seconda Guerra Mondiale (74)

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Storia, Storia, Nazisti, URSS, URSS, Seconda Guerra Mondiale
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