18:10 30 Marzo 2020
Interviste
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Coronavirus - 2020 (fine gennaio - 20 marzo) (374)
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Per rispondere alla domanda del titolo abbiamo intervistato l’architetto capo di Modern House, Alex Vyzhevsky. Ecco cosa ci ha detto in merito.

— Le case che progettate sono davvero in grado di proteggere dai coronavirus?

— Lo sono davvero. L’offerta è sestuplicata da quando abbiamo ideato questo progetto. All'inizio ricevevamo solo una o due richieste. Abbiamo registrato una crescita lenta e ora abbiamo all’attivo 15 progetti in questo ambito.

— Come ha capito che l'epidemia di coronavirus ha portato a un aumento delle richieste?

— Abbiamo inventato questa storia (e questo stile di case), ispirandoci al Cybertruck. Da lì è nata anche l’architettura vera e propria. Inizialmente la domanda era esigua. Noi francamente contavamo sul nostro pubblico, ma dai nostri fedeli consumatori abbiamo ricevuto poche risposte. Solamente due persone erano interessate. La maggioranza degli interessati proviene da altre parti del mondo: Australia, USA, Regno Unito, Asia. E da quando il coronavirus si è diffuso a macchia d’olio, la richiesta è aumentata in maniera esponenziale. A piacere è questo stile architettonico di case confortevoli e sicure. Al momento i progetti non sono comunque tanti, saranno una quindicina. E qualcuno di questi fallirà perché il committente non vorrà pagare. 

— Quanto costano queste case. Ci sa fare una stima?

— Il prezzo può variare molto a seconda dell’area, del numero di piani. Tutto dipende dalla superficie su cui si estenderà la casa e dalle sue funzionalità. Uno degli ultimi progetti l’abbiamo realizzato in Italia. Il committente è un tipo solitario che ha subito apprezzato questo nostro stile insolito. Ha deciso che avrebbe voluto costruire una casa in questo stile. Poi all’improvviso è scoppiata l’epidemia di coronavirus e ci ha chiesto di integrare un sistema in grado di proteggere dai virus e dai batteri. E al momento stiamo riflettendo su come procedere a questa integrazione su un progetto già esistente.

— Ci dica di più sul sistema in grado di proteggere dal coronavirus. In cosa consiste?

— È un sistema che replica le condizioni di laboratorio: tramite una camera d’equilibrio sul soggetto cominciano ad agire delle sostanze che disinfettano ed eliminano ogni possibile residuo potenzialmente latore di radiazioni (se c’è stata un’esplosione nucleare nelle vicinanze). In sostanza, come in qualsiasi laboratorio disinfettiamo il soggetto prima che entri nei locali.

— Alla creazione di questo sistema prendono parte anche esperti, quali medici o scienziati?

— Assolutamente sì. Al momento siamo in trattative con gli ingegneri specializzati in questo ambito. Se ne occupano interamente loro. Chiaramente collaboriamo a stretto giro con i colleghi per affrontare la questione: in particolare, cerchiamo di capire come integrare il sistema in un progetto già ultimato. Se il committente avesse espresso prima questo suo desiderio, non ci sarebbe stato alcun problema. Il luogo in questione è Venezia che è stata interessata dall’epidemia. In qualche modo siamo riusciti a prevedere la situazione.

È un progetto individuale, le case si vendono bene. Poiché si tratta di un design individuale, abbiamo richieste specifiche per ogni progetto. Per ogni cliente progettiamo una casa che abbia le funzionalità che gli interessano. A voi interessa sapere quanto costi una casa del genere perché sono in molti a chiedermelo. Potremmo dire che al metro quadro può costare tra i 150 e i 500$. Tutto dipende da quanti servizi aggiungiamo: alcuni possono voler difendersi da un virus, altri no. Alcuni possono voler difendersi dagli zombie. Ognuno può integrare tutte le funzionalità in termini di sicurezza che ritenga importanti per se stesso.

— Ha elencato i Paesi da cui provengono richieste per le vostre case. Quale Paese è all'avanguardia nelle richieste legate al coronavirus?

Tutti ci chiedono se è possibile difendersi. In realtà, la prima richiesta è arrivata dall’Italia. Ma è difficile a dirsi perché il virus è un evento recente: è circa un mese che c’è dell’hype in questo senso. Per questo, hanno insistito a che integrassimo questo sistema nella loro casa. Gli altri, invece, chiedono semplicemente se c’è questa possibilità. Chiaramente, è possibile. Bisogna chiedersi però se valga la pena mantenere rendere igienizzata l’intera casa o solo qualche locale. Tutto sta ne prezzo. Stiamo lavorando individualmente con ogni cliente. Non abbiamo case pronte che vendiamo e basta. Siamo uno studio che tiene all’approccio individuale. Il prezzo dipende anche dal luogo: negli USA il costo di materiali e manodopera è uno, in Nuova Zelanda un altro, in Italia un altro ancora. Il prezzo cambia anche in base al luogo di costruzione: se si costruisce in piano è un conto, se si costruire su un’altura un altro. La differenza la fanno anche le correzioni e le integrazioni al progetto iniziale. Alcuni vogliono un bunker, alcuni no ma vogliono comunque difendersi come i nostri amici italiani.

I punti di vista e le opinioni espressi nell'articolo non necessariamente coincidono con quelli di Sputnik.

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Coronavirus - 2020 (fine gennaio - 20 marzo) (374)

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