22:17 06 Agosto 2020
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Coronavirus, situazione in Italia (21 gennaio - 20 marzo) (447)
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Effetto coronavirus: in Italia da un giorno all’altro gli alberghi si sono svuotati. I turisti disdicono i propri viaggi nel Belpaese mettendo in crisi un settore fondamentale dell’economia italiana. Il turismo, motore del Paese, va in quarantena e anche i turisti russi dicono “net” alla vacanza in Italia.

Il coronavirus si è diffuso in tutta Europa, ma è proprio verso l’Italia che molti Paesi sconsigliano di andare, anche il governo russo per motivi di sicurezza sconsiglia ai propri cittadini di recarsi nel Belpaese. Articoli allarmanti sui giornali e costanti nuovi casi di contagio da Covid-19 hanno messo paura ai turisti di tutto il mondo che rimandano il proprio viaggio in Italia.

Anche il turismo è quindi una vittima del Coronavirus. La stagione primaverile oramai è saltata, quando si riprenderanno le attività turistiche? La psicosi attorno al virus arrivato dalla Cina quanti turisti ha tolto all’Italia? Gli albergatori sono soddisfatti del primo decreto emanato per fronteggiare la crisi legata all’epidemia? Sputnik Italia ha raggiunto per un’intervista in merito Vittorio Messina, presidente di Assoturismo Confesercenti.

– Vittorio Messina, ci parli degli effetti del Coronavirus sul turismo.

– Sono, soprattutto in questa prima settimana, devastanti: abbiamo registrato dall'oggi al domani delle disdette di circa il 50% delle prenotazioni che avevamo. È chiaro che si tratta di un effetto immediato, determinato da una sorta di psicosi che non è solo italiana, ma ha coinvolto mezza Europa ed ormai tutto il mondo. Si teme quindi di contrarre il virus venendo in Italia. Noi abbiamo un sistema sanitario all'avanguardia che può affrontare e gestire questa emergenza. All'estero c'è la sensazione di una situazione fuori controllo mentre in realtà non è così. I punti di maggiore intensità del virus sono localizzati solo in due regioni italiane, la Lombardia ed il Veneto, dove la situazione è sotto controllo. Per il resto il sistema sanitario si sta comportando molto bene per fronteggiare questa situazione.

– Com’è la situazione per quanto riguarda i flussi di turisti russi?

– Nel breve periodo, da quando è scoppiata questa emergenza le disdette le abbiamo ricevute da tutti i paesi europei ed anche dalla Russia. I flussi turistici hanno subito una diminuzione che si attesta intorno al 20%. Noi stiamo lavorando per arginare queste disdette ma anche per recuperare nella stagione estiva; per noi il turismo proveniente dalla Russia è molto importante.

– Cosa ne pensa del decreto del governo emanato per affrontare questa emergenza nel turismo?

– Il primo decreto a cui il governo ha messo mano riguarda essenzialmente degli aiuti per le aziende del turismo ricadenti nelle zone rosse. Per il turismo non c'è una zona rossa ed una non rossa, perché le disdette turistiche hanno coinvolto l'intero territorio nazionale, da nord a sud. Vanno quindi immediatamente assunti dei provvedimenti in favore di tutta la filiera del turismo e quindi non solo degli alberghi, ma anche di tutto il sistema extra alberghiero italiano. Mi riferisco soprattutto ad una moratoria sui mutui, ad uno scivolamento per quanto riguarda il pagamento delle imposte, delle tasse e dei tributi ed una maggiore facilità nell'accesso del credito per fare in modo che le aziende del settore turistico possano non soffrire della necessità di liquidità.

È una situazione di emergenza poiché dall'oggi al domani ci siamo trovati a non avere più le prenotazioni, quindi proprio in questa prima settimana abbiamo avuto dei centri dove si è assistito a delle disdette fino all'80% delle prenotazioni. Quindi dall'avere alberghi pieni siamo passati all'indomani ad averli vuoti.

– Come sappiamo il turismo è il motore dell'Italia, cosa vi aspettate dal governo?

– Ci aspettiamo degli aiuti. L'Italia è un'industria del turismo con le sue città d'arte, basti pensare a Firenze, Venezia, Milano e Roma. Sono città che fanno turismo 360 giorni all'anno, tutto il territorio nazionale di inverno con le stazioni sciistiche e d'estate coni siti balneari. Pensare l'Italia senza turismo non è possibile. Bisogna salvaguardare le imprese affinché possano non solo resistere e attraversare questo periodo di crisi, che noi ci auguriamo più breve possibile, ma che poi siano in grado di poter riprendere a fare turismo e fare accoglienza ai turisti che provengono da tutto il mondo. E farlo come sappiamo fare noi, nel modo migliore del mondo.

– Lei diceva "speriamo che questa crisi finisca al più presto", quando crede che avverrà una ripresa?

– La stagione primaverile a nostro avviso è saltata. Per questa psicosi e questa paura la Turkish Airlines ha sospeso i voli in Italia, che sono 120 al giorno; mentre l'American Airlines non vola più su Milano. Ripeto che all'interno dell'Italia questa situazione di estrema emergenza non c'è. Penso che l'Italia si trovi nella situazione di altri paesi europei come la Francia o la Germania.

Per cui la situazione primaverile è saltata e noi stiamo lavorando proprio perché la stagione estiva con l'arrivo del caldo cancelli tutte queste brutte situazioni e ci consenta di lavorare. Ovviamente ciò che abbiamo perso nella stagione primaverile difficilmente riusciremo a recuperarlo, però per noi sarebbe già un ottimo successo poter fare la stagione estiva così come negli ultimi anni siamo stati abituati a farla: lavorare bene e con le presenze che questo Paese merita.

– Come sappiamo i turisti russi partono molto meno verso il Belpaese visti gli avvertimenti del governo…Qual è l'importanza del turismo russo?

– È un peso notevole poiché è un turismo di livello medio – alto e che vive le nostre bellezze. Non si limita quindi solo al mare ed alla montagna, ma visita le città d'arte. È un turismo che negli ultimi cinque anni ha assunto una sempre maggiore importanza. Il turista russo, che si recava essenzialmente in Germania, adesso predilige il nostro Paese.

Al di là dell’emergenza sanitaria, che viene prima di ogni altra cosa, sembrerebbe quasi che ci sia una sorta di gioco di squadra perché l’Italia sia un Paese bandito dal punto di vista dei flussi turistici. Se è pericoloso venire in Italia, lo è altrettanto recarsi in altri Paesi europei. È importante lavorare non solo per eliminare questa emergenza sanitaria, ma anche per fare ripartire un sistema economico europeo. La paura non aiuta nessuno. La corretta informazione invece aiuta. Come operatori del turismo contestiamo una informazione che forse non è stata curata nella maniera giusta. Occorre informare correttamente, bisogna evitare la psicosi.

Vedere il governatore della regione Lombardia che mette la mascherina in diretta o il governatore della Sicilia che dice agli italiani del nord di non venire al sud: ecco, questo non dà un messaggio reale.

I punti di vista e le opinioni espressi nell'articolo non necessariamente coincidono con quelli di Sputnik.

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