08:17 10 Agosto 2020
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Sono 330 i comuni siciliani non conformi alla normativa Ue o sotto infrazione, con oltre 3 milioni di abitanti senza o con parziale depurazione delle acque reflue, che finiscono per riversarsi in mare.

La regione Sicilia è ultima in Italia per la depurazione di acque reflue e tra le ultime in Europa. Le città siciliane sono in fondo alla classifica dei i 104 capoluoghi d'Italia, nel rapporto Ecosistema Urbanodi Legambiente, che tra i vari parametri prende in considerazione la depurazione delle reti idriche. Ragusa, Palermo, Catania e Siracusa occupano gli ultimi posti, precedendo solo Vibo Valenzia, in ultima posizione.

Sono quattro le procedure di infrazione mosse dall'Europa, di cui una già passata a condanna con multe milionarie, mentre una quinta è in arrivo. Una situazione allarmante che compromette non solo la salute dei 5 milioni di siciliani, ma anche attività economiche strettamente legate alla tutela dell'ambiente, come il turismo e la produzione ittica, settori fondamentali che trainano l'intera isola.

Sputnik Italia ne ha discusso con il Commissario Straordinario Unico per la Depurazione, il professore Enrico Rolle. Per far fronte alla situazione ed evitare ulteriori condanne, nel 2017 è entrato in attività un commissario nazionale, il cui compito è quello di individuare le risorse necessarie, farsele assegnare e realizzare le opere.

"Io so che il commissario viene percepito come un estraneo che toglie competenze al territorio, ma credo che dobbiamo intepretrare il commissario come un provveditore alle opere pubbliche. È un salto di mentalità, perché è una cosa a cui dovremmo abituarci per un tempo non breve, perché la situazione infrastrutturale è critica", spiega Rolle.

— Professor Rolle, come mai è stato necessario nominare un commissario nazionale per la depurazione delle acque reflue?

— Il problema dell'inadeguatezza delle infrastrutture fognarie e depurative della Sicilia viene da lontano. È un tema che stava nell'agenda politica ma rimaneva in secondo piano. Poi siamo stati condannati dall'Europa per una procedura di infrazione accesa nel 2010 e quindi per accelerare la realizzazione di queste opere in cui siamo in infrazione si è deciso di nominare un commissario nazionale, che si facesse carico di realizzare le opere mancanti.

— Qual è esattamente la situazione della Sicilia?

— È una situazione molto difficile. Se consideriamo solo la popolazione non conforme ci sono tre milioni di abitanti che attualmente hanno un sistema di fognature e depurazione non efficiente. Si tratta di almeno il 50% di quello per cui siamo in infrazione in Italia. Quindi il problema della Sicilia è grosso.

Con le due nuove procedure di infrazione che sono partite da poco e con quella che partirà a breve, arriveremo a 330 comuni in Sicilia in procedura di infrazione su un totale di 390 comuni. Quindi più dell'80%.

— In precedenza sono stati stanziati dei fondi destinati agli adeguamenti?

— Sono stati stanziati e per quelli nuovi io ho chiesto già al ministero dell'Ambiente, di cercare di mettere da parte queste risorse necessarie per fare gli interventi.

— Nonostante lo stanziamento delle risorse non si è riuscito ad evitare la procedura di infrazione?
— Le somme erano state stanziate nel 2012. Il commissario è stato nominato nel 2017. In questi anni non erano stati fatti avanzamenti importanti nella realizzazione delle opere. Quindi erano state poco o male utilizzati.

— Quali sono stati gli intoppi nella gestione dei fondi per gli adeguamenti?

— Gli intoppi che hanno causato i ritardi sono stati dovuti, per lo più, alle difficoltà degli enti locali, che non hanno le strutture tecniche adeguate ad avviare interventi in questo settore, oltre a difficoltà di carattere economico e finanziario.

  • Le acque di uno dei depuratori multati
    Le acque di uno dei depuratori multati
    © Sputnik . Clara Statello
  • Le acque di uno dei depuratori multati
    Le acque di uno dei depuratori multati
    © Sputnik . Clara Statello
  • Le acque di uno dei depuratori multati
    Le acque di uno dei depuratori multati
    © Sputnik . Clara Statello
  • Divieto di balneazione e pesca a causa della contaminazione delle acque
    Divieto di balneazione e pesca a causa della contaminazione delle acque
    © Sputnik . Clara Statello
  • La depurazione delle acque non conforme in Sicilia
    La depurazione delle acque non conforme in Sicilia
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Le acque di uno dei depuratori multati

— Ci sono delle responsabilità degli enti locali?

— Io so che c'è in corso un'indagine della Corte dei Conti per capire se tra il 2012, anno in cui sono state messe a disposizione le risorse, e il 2017, l'anno in cui si è insediato il commissario straordinario, ci sono state queste disattenzioni e carenze, o se si poteva fare di più e non si è fatto, e per accertare le responsabilità degli enti locali.

— I fondi inutilizzati sono tornati indietro o ci sono ancora?

Sono stati trasferiti nella contabilità del commissario, quindi non sono fondi persi. Sono fondi che si stanno spendendo in ritardo rispetto a quando si sarebbero potuti spendere. Ma assolutamente non sono fondi persi.

— A quanto ammontano le multe a cui già passate a condanna?

— Noi paghiamo 60 milioni di euro l'anno. Di questi, 30 milioni sono multe della Sicilia. Verranno pagate finché gli impianti non verranno messi in regola.

Però c'è da dire che la sanzione diminuisce progressivamente man mano che le opere si fanno e si mettono in funzione. Si prevede di uscire completamente dall'infrazione entro il 2025.

— Quanto occorrerà ancora stanziare per rimettere la situazione a norma?

Attualmente sono stati già stanziati circa 2 miliardi. Per completare le opere abbiamo chiesto un ulteriore miliardo. Quindi sono tre miliardi complessivamente per tutta l'Italia, ma più della metà sarà destinato alla Sicilia.

Io con ottimismo ritengo che gli obiettivi che abbiamo saranno realizzati, ma ci vorrà il tempo necessario.

I punti di vista e le opinioni espressi nell'articolo non necessariamente coincidono con quelli di Sputnik.

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Italia, Sicilia, Estrazione risorse, risorse
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