04:56 31 Marzo 2020
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Prende il via Europlanet 24 Research Infrastructure, progetto che ha come obiettivo promuovere lo sviluppo delle scienze planetarie e fornire supporto alle sfide principali che la comunità scientifica deve affrontare.

L’istituto italiano INAF partecipa attivamente al progetto finanziato da Europlanet Society attraverso i propri ricercatori alla scoperta di nuovi mondi.

Europlanet Society ha lanciato un progetto da 10 milioni di euro della durata di 4 anni per garantire supporto alla comunità scientifica nell’ambito della planetologia. Il progetto Europlanet 24 RI vede la partecipazione in prima linea dell’Istituto Nazionale di Astrofisica (INAF), che gestisce uno dei tre centri europei per servizi di dati.

Quali sono le attività di INAF nell’ambito del progetto Europlanet 24 RI? Di che cosa si occupa la planetologia e perché è importante per il futuro della Terra studiare gli altri pianeti? Sputnik Italia ha raggiunto per un’intervista Maria Cristina De Sanctis, ricercatrice di INAF, coordinatrice dell’hub italiano di Europlanet.

– Maria Cristina De Sanctis, ci parli di Europlanet 24 RI, progetto dell’Europlanet Society. Di che cosa si tratta?

– È un progetto nell’ambito europeo, ma allargato anche a Stati ed enti non europei. La finalità del progetto è di aumentare le capacità della comunità che studia i pianeti e il sistema solare. Un obiettivo è permettere di creare una rete di infrastrutture e di accessi facilitati ai laboratori e a siti di particolare interesse. Un altro obiettivo è quello di sviluppare la comunità legata agli astronomi dilettanti e tutta la sfera della comunicazione.

È un progetto molto ampio che conta più di 50 partecipanti a livello di enti. Vorremmo creare una rete quanto più fitta possibile aumentando le sinergie all’interno della comunità.

– Qual è l’impegno di INAF all’interno del progetto?

– L’INAF contribuisce al progetto mettendo in campo molti dei suoi ricercatori che hanno dei compiti specifici. Ad esempio contribuisce la creazione di algoritmi di riconoscimento di alcune caratteristiche delle superfici dei pianeti. Altri servizi sono legati allo space weathering, ovvero a come il vento solare interagisce con le superfici planetarie. Altri ricercatori si occupano invece di creare un data base di mappe del sistema solare: si tratta di un decalogo su come si realizzano queste mappe. Ci sono comunità nuove che si affacciano sulle scienze planetarie, come la comunità cinese. Fornire quindi questa serie di supporti a comunità per il momento “svantaggiate” è uno dei compiti del progetto.

– Facciamo un passo indietro: di che cosa si occupa la planetologia?

– La planetologia è lo studio dei pianeti e dei corpi minori del sistema solare. È una scienza mista che fonde diverse competenze: fisica, geologia, astrofisica, biologia. Vengono studiati i pianeti e le interazioni fra pianeti e il sistema solare. Pianeti, comete, asteroidi, polvere, anelli, tutto ciò che riguarda il sistema solare.

– Perché per l’uomo è importante studiare gli altri pianeti?

– È importante capire come si è formato il sistema solare e la nostra Terra. È poi utile oggi studiare i pianeti per diversi motivi. Venere ha un effetto serra drammatico dovuto ad una copertura di nuvole molto spesse. Lo studio su Venere potrebbe darci informazioni su un eventuale sviluppo dell’atmosfera terrestre se continuiamo ad inquinare in modo dissennato. Ci interessa inoltre la ricerca di forme di vita fossile o tuttora presenti su altri pianeti e satelliti.

– Osservare i pianeti è un po’ come studiare il presente, ma anche il futuro?

– Un po’ il futuro, ma anche il passato. Ci sono pianeti che si sono evoluti e “fermati” nella loro evoluzione, tutte le fasi della formazione della Terra le possiamo rivedere su altri pianeti. Marte è il pianeta che più associamo alla Terra, ma ci sono altri pianeti interessanti da associare al nostro. Il satellite Titano ha un’atmosfera densa e delle caratteristiche in qualche modo simili a quelle terrestri.

– In questo progetto ci sarà anche una cooperazione con la Russia?

– Al progetto partecipano diverse università russe, ma in generale la cooperazione con la Russia nel settore dello spazio è importante. La missione Exomars infatti è una missione congiunta con Roscosmos.

Lo scopo del progetto è proprio intensificare gli scambi fra enti e università per ottimizzare le risorse e i risultati.

I punti di vista e le opinioni espressi nell'articolo non necessariamente coincidono con quelli di Sputnik.

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