21:23 06 Aprile 2020
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Dopo l’approvazione del Decreto-legge Coronavirus volto al contenimento e alla gestione dell’emergenza epidemiologica COVID-2019, ai governatori sono stati concessi i maggiori poteri per bloccare alcuni eventi nelle zone vicine ai focolai.

In particolare, i presidenti delle regioni più colpite, del Veneto e della Lombardia, hanno sospeso manifestazioni o iniziative di qualsiasi natura, di eventi in luogo pubblico o privato sia in luoghi chiusi che aperti al pubblico, di natura culturale, ludico, sportiva e religiosa. A Milano, per esempio, è stato rinviato il Salone del Mobile e a Venezia è stata anticipata la chiusura del carnevale. Anche le autorità della regione autonoma Friuli-Venezia Giulia, dove finora per fortuna non ci sono stati registrati i casi di contagi, ma che però ha scambi quotidiani con il vicino Veneto, hanno adottato una serie di provvedimenti preventivi per contenere il diffondersi dell'epidemia di coronavirus. 

Come la Fvg è riuscita a evitare i contagi? Che clima si respira in questo momento nella regione che sta a due passi dai focolai? Per fare punto della situazione sulla gestione dell’emergenza Sputnik Italia si è rivolto al Presidente della Regione Friuli-Venezia Giulia Massimiliano Fedriga.

– Presidente Fedriga, quali misure sono stati messi in campo nella regione Friuli-Venezia Giulia? Ha adottato pure Lei i cosiddetti “super divieti”?

– Noi siamo una regione che non ha casi di coronavirus, siamo una regione coronavirus-free perché abbiamo deciso di anticipare in maniera preventiva delle misure siglate da me e dal Ministero della salute. L’ho abbiamo fatto proprio per cercare di tutelare la salute dei nostri abitanti e garantire la massima sicurezza a chi abita nella nostra regione e a chi viene alla Fvg. Abbiamo messo in campo per questa settimana la sospensione delle scuole e non facciamo più gli eventi che richiamano grandi aggregazioni. E quindi si stratta di una serie di misure che sono chiamati a limitare la possibilità che il virus arrivi in Friuli-Venezia Giulia.

Penso che come regione Fvg abbiamo adottato le misure più evolute degli altri paesi che non hanno il coronavirus, come noi. Per esempio, i paesi confinanti con l’Italia non hanno adottato gli stessi provvedimenti rispetto alla mia regione, che è confinata con le regioni dove il coronavirus si è diffuso.   

– In una delle Sue ultime interviste Lei ha sottolineato che "i migranti irregolari che venissero rintracciati sul territorio del Friuli Venezia Giulia verranno messi in quarantena" in via precauzionale. Potrebbe specificare di che cosa si tratta?

– E’ lo stesso protocollo messo in atto dal governo nazionale per chi sbarca sulle coste italiane e arriva illegalmente via mare. Abbiamo chiesto al Presidente del consiglio di intervenire e abbiamo ricevuto il suo ok. L’obbiettivo è quello di rintracciare le persone che vengono dall’Afghanistan e Pakistan e prima di arrivare da noi passano molti paesi, tra cui sono anche i paesi europei. Ma se arrivano da noi, per garantire la sicurezza sanitaria, vogliamo metterli in quarantena, affinché non possano portare sul territorio nazionale patologie. Anche questa è una misura preventiva di sicurezza, una misura che altri paesi in questo momento non hanno.   

– Che clima si respira in questi giorni difficili in Fvg? C’è il panico come nelle regioni vicine?

– Panico non c’è. Chiaro che c’è un po’ di agitazione rispetto alle notizie che arrivano dall’Europa intera - mi risulta che sono emersi dei casi in Austria e in Croazia. Noi, ripeto, siamo fortunatamente estranei ad avere il coronavirus, però un po’ di apprensione da parte dei cittadini naturalmente ci sia ma questo, penso, valga per tutti i cittadini europei.  

– Come ha appena ribadito, per fortuna nella regione da Lei capeggiata non ci sono registrati i casi di contagio che però si aumentano sul territorio nazionale di giorno in giorno. Ha la spiegazione perché in Italia ci sono più contagi che altrove in Europa?

– Il contagio si è sviluppato perché evidentemente la persona infettata ha avuto modo di avere diversi contatti. Devo dire però che nonostante i numeri, che fanno ovviamente impressione, sono ancora estremamente contenuti e le misure messi in atto dalle diverse regioni sono mirati a tenerli molto limitati - stiamo parlando di qualche centinaio di casi…   

– Però, a Suo avviso, si poteva evitare questa emergenza?

– Io insieme ai Governatori del Veneto, della Lombardia e del Trentino ho chiesto diverse settimane fa la quarantena per tutte le persone che arrivano dalla Cina: che siano cinesi o non cinesi, non mi interessava. Possono essere italiani, polacchi o cinesi, se arrivano dalla Cina, devono essere sottoposti a quarantena. Però la sinistra del Paese mi ha attaccato dicendo che sono xenofobo, razzista e intollerante. E io invece volevo soltanto adottare una misura di buonsenso. Quindi, non so si sarebbe evitato ma sicuramente potevamo adottare delle misure preventivi più stringenti ed efficaci.   

– Il premier Conte si è espresso in maniera forte contro “l’ospedale che non ha seguito le regole”. Come commenterebbe la sua dichiarazione?  

– Tutti i protocolli sono stati rispettati, anzi il virus è emerso solo perché un professionista dell’ospedale ha fatto delle analisi, malgrado i protocolli internazionali non lo prevedessero. Quindi, è stata fata un’analisi aggiuntiva con tampone. Per una particolare attenzione dell’operatore, è stato scoperto il caso e quindi siamo riusciti ad individuare i contagi.

Noi in Italia andiamo a ricercare i casi perché ci sono anche le persone positivi al coronavirus che non presentano sintomi ed è proprio per questo bisognare fare tampone. E quindi se una persona ha avuto contatti con un'altra persona infetta, andiamo a cercarla e avviamo delle indagini anche se sta bene. Per cui il problema di coronavirus in Italia è gestito con tanta attenzione, penso che in nessun altro paese venga fatto in questo modo.  

– Se la situazione non si risolverà nei prossimi giorni, pensa che sarebbe utile sospendere il trattato di Schengen, come propongono alcuni Suoi collegi della Lega?

– Il problema di Schengen in questo momento che è che al livello europeo bisogna utilizzare delle misure di controllo univoche. Non è possibile che l’Italia decida di sospendere i voli dalla Cina e l’altra parte dell’Europa – no. Noi facciamo i controlli su tutti i voli internazionali e su tutti i voli provenienti da Roma Fiumicino. Però in altre arie europee nessuno fa i controlli di temperatura. Questo vuol dire che non c’è una uniformità di comportamento. Bisogna di non sospendere il Schengen ma solamente adottare un nuovo tipo di comportamento condiviso da tutti i paesi europei. Noi invece facciamo una corsa ognuno per sé. E quindi non è sorprendente che sia le risposte che le conseguenze sono diverse dal paese al paese.  

I punti di vista e le opinioni espressi nell'articolo non necessariamente coincidono con quelli di Sputnik.

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