03:05 05 Aprile 2020
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Oggi 18 febbraio a Roma i ministri degli Esteri e della Difesa russi, Sergei Lavrov e Sergei Shoigu, incontrano i propri omologhi Luigi Di Maio e Lorenzo Guerini.

Un 2+2 strategico per affrontare dossier caldi come quello libico, ma anche per ridiscutere le relazioni bilaterali fra Italia e Russia. Un’occasione da non perdere per rilanciare i rapporti fra i due Paesi, ma anche fra Mosca e Bruxelles.

Riparte il dialogo italo-russo nel formato 2+2: sono attesi oggi infatti a Villa Madama i ministri degli esteri e della difesa russi, Lavrov e Shoigu, per una serie di incontri con i propri omologhi. Sul tavolo i rapporti bilaterali a 360 gradi, ma anche dossier internazionali con un focus particolare sulla sicurezza e sulla Libia.

La posizione della Russia nei confronti dell’Unione Europea è chiara e la si evince dalle dichiarazioni rilasciate a La Stampa dal ministro Lavrov alla vigilia dell’incontro bilaterale romano:

Non abbiamo mai abbandonato l’idea di costruire una grande Europa veramente unita che includa la Russia e l’Unione Europea e i nostri comuni vicini. Nelle attuali circostanze, un passo importante in questa direzione potrebbe essere la convergenza del potenziale dell'Unione economica eurasiatica e dell'Unione europea. Unire così gli sforzi - tra le altre cose - contribuirebbe alla formazione di uno spazio di pace, di sicurezza pari e indivisibile e di un'ampia cooperazione economica dall'Atlantico all'Oceano Pacifico.

Quale sarà il ruolo dell’Italia in questo contesto? “Credo che l’Italia possa avere, grazie anche al vertice 2+2, la possibilità di essere un Paese cerniera fra Mosca e Bruxelles. È un ruolo che il nostro Paese potrebbe ritagliarsi. Tutto dipende dai rapporti che l’Italia ha con gli Stati Uniti”, ha sottolineato in un’intervista a Sputnik Italia Tiberio Graziani, Chairman di Vision&Global Trends (International Institute for Global Analyses).

– Tiberio Graziani, che peso ha quest’incontro?

– È un incontro molto importante. Ci sono due fattori sempre più legati: quello della diplomazia e della difesa. Si incontrano infatti i ministri dei rispettivi Paesi. Secondo me dopo quest’incontro ne seguiranno altri con altri Paesi dell’Unione Europea. Il tutto è partito da alcune iniziative di Macron, perché il presidente francese ha avuto il buon senso di fare delle affermazioni per cui le relazioni fra i Paesi membri dell’Unione Europea con la Federazione Russa debbono essere riviste, riconsiderate e rinsaldate. Questo al di là delle sanzioni, del dossier ucraino e degli attriti fra Mosca e Stati Uniti. Le tensioni fra Stati Uniti e Russia influenzano i Paesi membri dell’Unione Europea, perché dal punto di vista della sicurezza questi Paesi fanno parte dell’Alleanze nordatlantica. È uno dei motivi per cui è opportuno che i Paese europei si incontrino con il Ministro della difesa della Federazione russa Shoigu e ovviamente con il ministro degli Esteri Lavrov.

– Fra i dossier principali sul tavolo vi è quello libico. Quanto è importante per l’Italia l’influenza russa in Libia?

Luigi Di Maio
© Sputnik . Evgeny Utkin
– Il fatto che nel Mediterraneo ed in particolare in Libia siano presenti attualmente sia la Federazione Russa sia la Turchia è un elemento che denuncia ancora una volta la fragilità dell’Unione Europea e dei Paesi come la Francia e l’Italia. La presenza della Russia e della Turchia cambia lo scenario geopolitico e geostrategico del Nord Africa. La Federazione Russa può giocare un ruolo attivo come lo ha fatto già in Siria; nella regione vi è stato un vuoto geopolitico da parte dell’Italia e dell’Unione Europea, un vuoto che in geopolitica viene riempito da altir attori.

A mio avviso la Russia è un fattore di stabilità, l’unica preoccupazione è che sia la Russia sia la Turchia non si lascino immischiare in una situazione che potrebbe peggiorare: sappiamo che in Libia ci sono diversi gruppi armati collegati con il terrorismo di matrice islamista. La Turchia e la Federazione Russa si trovano nel dossier libico su fronti contrapposti, però questo stesso fatto può essere visto in un bilanciamento di forze in funzione di una tregua e di stabilità.

– Per la Russia quanto è importante la collaborazione con l’Italia in questo momento storico?

– L’Italia rappresenta per la Russia un Paese con il quale collaborare e cooperare. Credo che l’Italia possa avere, grazie anche al vertice 2+2, la possibilità di essere un Paese cerniera fra Mosca e Bruxelles. È un ruolo che il nostro Paese potrebbe ritagliarsi. Tutto dipende dai rapporti che l’Italia ha con gli Stati Uniti. Giova ricordare che l’Italia soffre di un certo strabismo euro-atlantico, cioè guarda esclusivamente ad occidente e non si rende conto che i suoi interessi nazionali invece sono nella parte eurasiatica, di cui l’attore principale è la Russia.

La riaffermazione da parte della Russia di voler cooperare con l’Italia anche sul versante della sicurezza è il motivo per cui il ministro della Difesa Shoigu si troverà in Italia al tavolo con il suo omologo. Da parte russa si tratta di un atto di realismo politico e anche strategico.

Nell’intervista rilasciata alla Stampa Lavrov ha detto che la Russia non ha abbandonato l’idea di “costruire una grande Europa veramente unita che comprenda Russia ed Unione Europea per creare uno spazio di pace e cooperazione economica dall’Atlantico al Pacifico”. Secondo te ci stiamo avvicinando a questa dimensione di Europa?

– È una frase allo stesso tempo diplomatica, ma anche una frase che permette di valutare sul piano strategico i rapporti e le prassi che si devono adottare per arrivare ad una maggiore intesa fra la Russia e la parte Occidentale della massa eurasiatica, cioè l’Europa. Nelle parole di Lavrov si può trovare l’intenzione seria della Federazione Russia affinché le tensioni fra Mosca e Bruxelles vengano appianate per il mutuo beneficio sia dei Paesi membri dell’Ue sia della Russia.

Lo strabismo euro-atlantico non giova in questa fase storica né all’Italia né all’Europa. L’Ue deve ritrovare a mio avviso un solido rapporto con la Federazione Russa e se instaura un nuovo clima di fiducia credo sia possibile realizzare questa vasta unione dall’Atlantico fino al Pacifico. Credo che per la stabilità e la sicurezza, oserei dire mondiali, è importante che ciò avvenga nel medio termine.

I punti di vista e le opinioni espressi nell'articolo non necessariamente coincidono con quelli di Sputnik.

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