08:13 20 Settembre 2020
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Il presidente Putin ha assicurato che finché sarà lui presidente non verranno utilizzati i concetti “genitore 1” e “genitore 2”, ribadendo la sua posizione sulla famiglia tradizionale e sul matrimonio fondato da un uomo e una donna. Mamma e papà ora troveranno spazio nella Costituzione della Federazione Russa.

Il presidente russo Vladimir Putin ha incontrato giovedì 13 febbraio il gruppo di lavoro per preparare gli emendamenti alla Costituzione della Federazione Russa. Si tratta di riforme introdotte in vista della scadenza del suo mandato al Cremlino in programma per il 2024.

"Avete detto che la parola "mamma" è insostituibile. Invece è possibile: in alcuni Paesi l'hanno cambiata. "Genitore numero uno", "genitore numero due". Spero che questo da noi non succeda mai", ha detto nella riunione.

No a “genitore 1 e genitore 2”, ora sarà nero su bianco.

Sputnik Italia ha raggiunto per un commento in merito Giorgia Meloni, la leader FdI:

"Il presidente Putin ha ribadito una cosa ovvia, che anche noi ripetiamo da sempre. Chi vuole sostituire le parole 'madre' e 'padre' con 'genitore 1' e 'genitore 2' punta a distruggere la famiglia e a snaturare la nostra identità. Fa parte di un disegno del pensiero unico dominante che combattiamo. E, al netto delle differenze che ovviamente ci sono, fa piacere notare che Russia e Stati Uniti abbiano oggi due presidenti che difendono la famiglia naturale e contrastano il relativismo etico. È quello che vogliamo fare anche noi in Italia quando andremo al governo della Nazione".

Abbiamo anche raggiunto per un commento Fabrizio Marrazzo, il portavoce del Gay Centro, uno dei più grandi gruppi italiani per i diritti degli omosessuali, che si definisce una "casa" per lesbiche, gay, bisessuali e persone transgender:

"Le dichiarazioni di Putin non ci lasciano sorpresi. Purtroppo conosciamo bene le politiche dell'attuale governo russo, che sono fortemente contrarie alle persone gay e lesbiche. Basti ricordare che da qualche anno hanno approvato la legge anti-gay che, con la scusa di vietare la propaganda, va a sostenere chi discrimina i gay e le lesbiche e fa sì che queste persone finiscano senza alcuna tutela. In Italia, abbiamo accolto un numero enorme di giovani gay, lesbiche e transessuali dalla Russia, dove sono state discriminate, a testimoniare delle difficoltà che le persone gay e lesbiche affrontano oggi in Russia.

Sotto Putin, la situazione su questo tema è peggiorata. L'ultima dichiarazione del presidente russo è un'ulteriore conferma che l'odio verso la minoranza viene utilizzato per raccattare voti. Abbiamo a che fare con un governo che sta perdendo consensi perché la gente vede le difficoltà che vive il popolo russo e utilizza questo odio per ottenere consensi.

Purtroppo sono gli stessi slogan che vengono utilizzati da altri populisti, sia in altri paesi che in Italia. In particolare da Salvini e dalla Meloni che usano le stesse frasi. Questo è molto pericoloso per la democrazia e per i diritti civili di gay e lesbiche. Credo che la comunità europea dovrebbe prendere le distanze dai governi che non proteggono i diritti delle minoranze e che, addirittura, incitano all'odio e alla discriminazione nella società. Sfortunatamente, molto spesso gli stati vedono prima gli interessi economici invece dei diritti. In realtà non ci può essere un’economia globale e un mondo sereno e produttivo se prima non vengono garantiti i diritti umani e i diritti civili. E noi per questo siamo in prima linea a contrastare a ciò che sta accadendo in questi paesi. E per il momento quello che noi possiamo fare per la Russia è sicuramente dare un sostegno, e garantire per quei gay, lesbiche o transgender che vengono in Italia che possono chiedere asilo qui. Ma il nostro lavoro è limitato, è necessaria un'azione da parte dei governi e dell'Unione europea".

Il deputato della Lega Paolo Grimoldi risponde così a Sputnik:

"Putin oltre che un ottimo Presidente che passerà alla storia come statista è – prima di tutto – una persona “normale”. Non è fanatico, ha buonsenso ed evita le follie dei radical chic: dalla notte dei tempi c’è mamma e papà. È drammatico e andrebbe curato chi chiede di sostituirli con genitore 1 e 2.

Ognuno a casa sua è libero di fare ciò che vuole nel massimo della libertà, ma i suoi gusti e le sue tendenze non possono essere imposti alla società. Fa bene il presidente russo a mettere in Costituzione quella che è la normalità".

Ed Ecco la posizione di Flavio Romani, presidente emerito di Arcigay espressa a Sputnik:

"Il presidente Putin usa le stesse identiche argomentazioni che sono state usate in Italia dai politici quando volevano contrastare la legge sulle unioni civili. Sono parole di propaganda pura e sono parole ridicole che non tengono conto di quanto la società si stia evolvendo. Io vorrei rassicurare Putin perché in Italia abbiamo ormai da anni una legge che permette il riconoscimento delle coppie dello stesso sesso, che hanno figli e continuano a chiamarsi mamme e papà in tutta tranquillità. Anche in Italia le parole genitore 1 e genitore 2 sono state usate a lungo per, in qualche modo, buttare del fumo e buttare nella confusione un argomento molto importante. Mi dispiace che il presidente Putin continui nel suo voler moltiplicare la sofferenza per le persone gay lesbiche e trans, che sono cittadini e cittadine russe e dovrebbero avere tutti i diritti e tutte le protezioni da parte dello stato per eventuali discriminazioni in questo caso.

Sono però certo che la società civile russa che ha davvero a cuore le libertà personali di tutti i cittadini della Russia saprà reagire e far sì che anche in Russia si abbia quello scatto in avanti verso la piena cittadinanza e la piena libertà e dignità di tutte le persone gay, lesbiche, trans".

I termini "genitore numero uno" e "genitore numero due" al posto di "padre" e "madre" vengono usati nelle documentazioni in alcuni Paesi, ad esempio negli Stati Uniti, dove la riforma è passata nel 2011, o in Francia.

Hanno cercato di introdurli in Italia, ma lo scorso aprile l'allora ministro dell'Interno Matteo Salvini ha disposto di ritornare all'uso tradizionale dei termini "madre" e "padre".

I punti di vista e le opinioni espressi nell'articolo non necessariamente coincidono con quelli di Sputnik.

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