23:27 19 Febbraio 2020
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Il leader della Lega Matteo Salvini potrebbe essere rinviato a giudizio per aver impedito per quattro giorni lo sbarco di 131 persone tratte in salvo nel Mediterraneo dalla nave della Marina Militare Gregoretti.

Ieri il Senato ha accolto la richiesta del Tribunale dei ministri di Catania che accusa l’ex ministro dell’Interno.

Cosa succede ora? Cosa rischia il leader della Lega dopo il sì al processo? Abbiamo raggiunto l’On. Vito Comencini, Deputato della Lega, Membro della Commissione Affari Esteri e Comunitari della Camera.

— L’On. Comencini, come commenterebbe la decisione del Senato sul caso Gregoretti? E’ stata una brutta sorpresa per Lei o era già prevedibile quel che è successo?

— Eravamo pronti a questo “risultato” che fa parte della battaglia politica, che adesso è diventata pure giudiziaria, contro Salvini. Riteniamo che sia corretto il paragone che ha fatto Matteo con l’impeachment di Trump, anche se quello per fortuna per Trump e per l’America è finito in modo diverso. Però si tratta di due realtà e situazioni, dove i politici nel loro ruolo istituzionale hanno fatto il loro dovere – in questo caso Salvini ha difeso i confini e le frontiere italiane e adesso per questo verrà processato. Matteo ha sempre detto che era pronto a rischiare tutto per la sua Patria, per il suo popolo. Quello che sta verificando adesso troviamo assurdo. Comunque, non ci stupiamo da questo risultato perché nella storia italiana si è visto di tutto. 

— Ieri al Senato i banchi del governo dove dovrebbe sedere Giuseppe Conte con i suoi ministri, erano tutti vuoti. Come mai? Hanno deciso di “scappare”, a Suo avviso?

— Per la Lega questo atteggiamento significa la mancanza del rispetto verso l’aula, che era chiamata per prendere una decisione importante, e verso tutti i parlamentari. Dall’altra parte c’è la mancanza del rispetto verso un leader politico del partito più forte in questo momento in Italia, che ha maggior consenso da parte degli italiani, un leader che si vede costretto ad andare a processo per avere svolto il proprio lavoro da ministro. E' evidente l'imbarazzo e la difficoltà di alcuni ministri e in particolar modo del premier Conte e del ministro degli esteri Di Maio, che erano assieme al governo con Salvini, ad essere presenti quando in un precedente caso lo avevano appunto difeso, assumendosi comunque anche loro la responsabilità e confermando che non ci poteva essere assolutamente nessun reato, perchè Salvini ha fatto il proprio lavoro da ministro d’interno.

 Invece adesso si sono girati dall’atra parte e anzi hanno cercato di scaricare le colpe su di lui per un motivo puramente politico. E poi adesso c’è un ministro degli interni Lamorgese che sta facendo esattamente quello che faceva Salvini, cioè tenere diversi giorni navi e barche ferme nei porti per controllarle. E quindi di fatto sarebbe imbarazzante per il governo essere li a sostenere politicamente un processo del genere e dall’altra parte continuare a fare la stessa cosa per la quale vogliono processare Matteo Salvini. Evidentemente si tratta di una strumentalizzazione politica contro Salvini.

— Cosa rischia Salvini adesso? Andrà davvero a processo o verrà tutto prosciolto?

— Noi siamo ovviamente ottimisti e speriamo che ci sia finalmente il modo per fare chiarezza su questa vicenda. Siamo convinti che Salvini saprà dimostrare che non c’è stato alcun tipo di reato, che lui ha solamente esercitato le sue funzioni da ministro. La Costituzione prevede che lui doveva difendere i confini e le frontiere, fare questo tipo di controlli e anche fermare le navi che portano i clandestini che possono essere un pericolo per il nostro Paese. 

— Il fatto che Salvini potrebbe finire sotto il processo non gli permetterà di candidarsi?

— E’ quello che ovviamente sperano i nostri avversari-amici. Come dicevo, è evidente che c’è qualcuno che porta avanti questa scelta di processo per cercare di fermare Salvini e la Lega in questo modo, perché non sono riusciti a farlo durante le elezioni. Però noi siamo fiduciosi che i giudici e i magistrati, che saranno chiamati a valutare la questione in maniera obiettiva, accetteranno che quel reato non sussiste e ci sia un proscioglimento completo di Matteo Salvini che quindi lui possa tranquillamente continuare a fare la propria attività politica, come giusto che sia.

— La prossima settimana il Senato riprenderà a occuparsi del caso Open Arms. Potrebbe, a Suo avviso, ripetersi lo stesso scenario?

— Noi non ci preoccupiamo più di tanto di altri processi che potrebbero verificarsi. Lo stesso Salvini ha detto che potrebbero benissimo arrivare i casi simili ma lui è pronto ad affrontare altre situazioni del genere. Matteo Salvini non ha fatto semplicemente quello che è il suo diritto ma quello che era il suo dovere. Ha pagato per fare questo e quindi con grande coraggio ha fatto il suo mestiere. Noi andiamo avanti a testa alta con la nostra attività politica di fronte alle sfide che ci aspettano e cercheremo di cambiare le cose durante le elezioni regionali molto importanti che si svolgeranno in primavera.

I punti di vista e le opinioni espressi nell'articolo non necessariamente coincidono con quelli di Sputnik.

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