23:29 06 Aprile 2020
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La Lega rimane il partito più popolare nel paese nonostante il crollo del governo: anche se l'attuale governo è guidato dalla coalizione PD-M5S, secondo i nuovi sondaggi politici la Lega arriva al 30% significativamente superando i risultati dei suoi avversari.

Si parla molto sia a Roma che a Bruxelles delle iniziative di Lega, per esempio della protezione delle piccole e medie imprese del paese dalle ultime normative dell'UE come l'introduzione del rating NutriScore, che il partito di Matteo Salvini considera un "attacco fondamentale ai prodotti Made in Italy".

L'eurodeputata di Lega Isabella Tovaglieri ha condiviso con Sputnik le sue opinioni sull'agenda del partito, sulla situazione economica all'interno dell'UE e sulle lezioni di Brexit.

– Il suo partito sta tra gli euroscettici per molto tempo. Che cosa pensano i vostri elettori riguardo all’UE in generale e alle sue politiche chiavi: immigrazione, economia, dominio di Bruxelles?

– Il termine euroscettico francamente non mi appassiona perché ha un’accezione negativa. Io per esempio mi definisco all’interno del mio partito tra la più europeista forse anche per una questione anagrafica che io ho iniziato a muovermi nell’ambito professionale nel mondo politico e del lavoro quando ormai l’Europa era un dato di fatto ed era un qualcosa di concreto.

Detto questo sono altamente convinta che l’Europa sia un’opportunità ma a condizioni differenti. L’Europa deve essere cambiata a mio modo di vedere stando all’interno. Per cui la partita si gioca da dentro.

E’ vero pure che ci sono stati altri paesi importanti come Regno Unito che non si ritengono soddisfatti delle risposte ottenute rispetto al loro grido di allarme e di insoddisfazione e quindi hanno deciso di adottare la soluzione più drastica – di andarsene via. Però l’UE non può più fingere, se non vuole evitare di perdere ulteriori pezzi importanti, di non prendere posizioni su problemi importanti, dare risposte concrete su quello che i paesi membri chiedono.

In Italia abbiamo un problema migratorio importantissimo e siamo molto delusi dalle gestioni migratorie da parte dell’UE, siamo molto delusi dalla scarsa disponibilità degli altri stati membri a farsi carico di un problema che non può essere solo dell’Italia per una questione geografica. L’UE non può più fingere che il processo d’islamizzazione non sia ormai, non dico alle porte, è in casa, e quindi bisogna monitorare quelle che sono, diciamo, le tendenze radicali che ormai si stanno sviluppando. Abbiamo partiti islamici che vantano dei rappresentanti all’interno delle istituzioni locali, però non possiamo fingere che ci siano dei partiti che abbiano anche delle ideologie estreme e profondamente in contrasto con quelle che invece sono i principi fondamentali dei trattati europei e i principi fondamentali su cui si basano le costituzioni dei nostri stati membri.

Quindi se vogliamo continuare con una convivenza pacifica sociale e politica è bene che si inizia anche ad accendere i riflettori su questi problemi. Rispetto anche al tema dell’economia, devo dire, che l’UE rispetto all’Italia ha emanato recentemente due provvedimenti, in particolare uno, che possono essere considerati un vero boicottaggio ai danni dell’economia italiana. Mi riferisco al NutriScore che ovviamente è un attacco fondamentale ai nostri prodotti Made in Italy.

Noi abbiamo la dieta mediterranea che è considerata patrimonio dell’UNESCO, e noi abbiamo i principali alimenti che compongono la dieta mediterranea che per l’UE sono dannosi e da bollare col etichetta rossa come insani per la salute dei consumatori, per contro abbiamo la Coca Cola, grande vita a Coca Cola anzi è un peccato che debba delocalizzare i suoi stabilimenti dalla Sicilia per andare in Albania a causa delle politiche scellerate del governo attuale, però non possiamo nasconderci che se dobbiamo guardare la salubrità dei prodotti, i prodotti italiano sono riconosciuti in tutto il mondo come un’eccellenza. La Coca Cola dal punto di vista della salute sicuramento è meno sana rispetto al parmigiano.

Quindi abbiamo dei provvedimenti che sono assolutamente assurdi che distruggono la nostra economia e soprattutto non hanno una base di oggettività, un criterio e una ricerca alle spalle. Come anche appunto il New Green Deal sicuramente ora è molto in voga parlare di green però bisogna farlo con concretezza e con serietà e i fondi messi a disposizione dall’Europa per la transizione sono assolutamente insufficienti rispetto agli obbiettivi ambiziosi che ci si propone. Creare degli obbiettivi senza le risorse significa di fatto andare a mettere in difficoltà i sistemi produttivi dei paesi membri, soprattutto di paesi come l’Italia dove ad esempio la produzione di plastica monouso è al primo posto in Europa e quindi metterla fuori uso significa di fatto farci uscire completamente dal settore fondamentale del nostro mercato.

– Lei rappresenta collegi diversi – Lombardia, Val d’Aosta, Liguria. A giudicare dal suo profilo Instagram, è molto orgogliosa di portare a Bruxelles prodotti locali per mostrare ciò che l'Italia ha da offrire. Quali sono queste cose che La rendono orgogliosa di queste regioni?

– Innanzitutto, sono orgogliosa di rappresentare la grande Lombardia che è una delle locomotrici dell’Europa ma in generale il collegio del Nord Ovest, un collegio pazzesco perché riassume in sé tutte le bellezze migliori che ci sono nel nostro paese unite anche a una competitività economica, una forza produttiva che non ha eguali. Quindi mi viene difficile dire qual è l’elemento che preferisco.

Per la Val d’Aosta abbiamo il primato in Europa del Monte Bianco, abbiamo un comprensorio sciistico di eccellenza, abbiamo sicuramente un’importanza anche nella produzione casearia che rende, comunque sia la Val d’Aosta seppure una regione molto piccola, famosa in tutto il mondo.

In Piemonte abbiamo il tartufo, abbiamo produzione vinicola importante e in Liguria abbiamo un panorama delle bellezze naturalistiche fondamentali. Ma della Liguria quello che apprezzo di più è il saper trarre il massimo delle opportunità pure se è una regione molto difficile, ad esempio le coltivazioni nei terrazzamenti sono rinomate in tutto il mondo perché pur essendo un territorio molto impervio, ripido e quindi non pianeggiante, riescono comunque ad avere una produzione agricola non indifferente. Poi la Lombardia ovviamente è il fil rouge di tutte queste quattro regioni, la grande forza dell’identità culturale, quindi il grande attaccamento alle tradizioni, alla valorizzazione delle culture locali che Lombardia poi stacca con Milano che invece è anche la patria dell’avanguardia della modernità, dell’essere sempre un passo avanti e anticipare i tempi e le tendenze che è un contrasto magnifico tra tradizione e d’innovazione. Poi Milano è anche la capitale del fashion. Un’iniezione di modernità le insegna però sempre della tradizione. Tutte queste caratteristiche rendono ben comprensibili che ormai posso essere così orgogliosa di essere eletta nel collegio del Nord Ovest.

– Il Regno Unito ha recentemente lasciato l'UE. Quali lezioni devono imparare l'Europa e l'Italia dalla Brexit?

– Io penso che l’UE non abbia ancora capito la lezione, perché se avesse capito la lezione, non avrebbe mai consentito al Regno Unito di abbandonare l’Europa. Ormai è troppo tardi e la decisione degli inglesi è stata irreversibile. Appunto loro hanno lanciato negli anni diversi segnali d’allarme che non sono stati colti. Io mi auguro che questo primo passo di allontanamento non inceneri un effetto domino che disgreghi l’Europa perché da questo anche i singoli stati membri avrebbero un grande smontaggio dal punto di vista commerciale ed economica perché i vantaggi del mercato unico sono quelli che conosciamo e in Italia che è un paese esportatore si apprezza i vantaggi del mercato unico. Però l’Europa se vuole evitare l’effetto domino deve iniziare a dare delle risposte concrete a partire dall’Italia che a mio modo di vedere è il Paese che nella geografia politica europea sia pensato quello più sacrificato rispetto alle politiche di paesi come la Germania o la Francia. E quindi credo che per il benessere dell’Europa stessa, dell’Unione stessa, l’UE deve iniziare a fare dei passi in avanti nei confronti dei paesi importanti come l’Italia.

I punti di vista e le opinioni espressi nell'articolo non necessariamente coincidono con quelli di Sputnik.

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