23:43 19 Febbraio 2020
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Dal 9 all’11 febbraio si è svolta a Milano la BitMilano 2020, la fiera dedicata al turismo.

Nella giornata del 10 febbraio si è tenuto il Food Tourism Day, una vera maratona di convegni ideati e guidati da Roberta Garibaldi, docente universitaria ed esperta di turismo enogastronomico. Membro di vari comitati scientifici ed editoriali, è nel Board of Advisor della World Food Travel Association e del World Gastronomy Institute, nel Consiglio di Presidenza della Società Italiana di Scienze del Turismo (SISTUR). Key note speaker per il turismo enogastronomico per UNWTO – Agenzia per il turismo delle Nazioni Unite. È autrice del Rapporto sul Turismo Enogastronomico Italiano. Sputnik Italia le ha rivolto alcune domande.

Roberta Garibaldi
© Foto : Roberta Garibaldi
Roberta Garibaldi

Lei ha presentato il Rapporto sul turismo enogastronomico italiano 2020, pieno di informazioni e numeri. Che numero trova più significativo?

– Il 71% delle persone in viaggio vuole vivere esperienze enogastronomiche che siano memorabili, questo a mio avviso il dato maggiormente significativo che racchiude, anche a fronte della crescita negli anni, il ruolo centrale che l’enogastronomia ha acquisito nel turismo oltre il fatto che il 59% dei turisti dichiara che le esperienze a tema li aiutano a scegliere tra più destinazioni.

– Tra i Paesi che avete preso in considerazione quali sono quelli che dimostrano la crescita più interessante? 

– In forte crescita i turisti enogastronomici in Cina e Messico e dal 2016 si evidenzia un incremento rispettivamente del +12% e +10%.

– Spero che il panico per coronavirus stia passando. Secondo lei, questa isteria avrà delle conseguenze notevoli per il turismo cinese verso Europa (e Italia in particolare), soprattutto per il 2020, anno della cultura e del turismo Italia-Cina?

– Mi trova concorde nella speranza che la situazione rientri al più presto alla normalità. I timori in certi casi sono inevitabili, tuttavia in generale, non solo a livello turistico credo sia necessario avere una chiara ed informata visione della situazione al fine di non entrare nel loop della paura che paralizza. Inevitabilmente questo ha ed avrà, in base agli sviluppi della situazione, delle conseguenze sui flussi e sulla bilancia turistica, tuttavia è importante conservare la lucidità e valutare al meglio lo status quo effettivo man mano.

– Chi sono i nuovi turisti, secondo lei?

– Il turista enogastronomico è un turista eclettico, pensate che il 50% può essere definito “onnivoro” in quanto durante il viaggio desidera vivere un insieme variegato di esperienze arricchenti e l’enogastronomia, già di per sé multisensoriale, emozionale e culturale, soddisfa al meglio i loro bisogni.  Il turista ricerca proposte integrate che abbinano una varietà di esperienze a tema enogastronomico con altre attività culturali e ludiche.

Le esperienze enogastronomiche si abbinano con maggiore probabilità rispetto ai turisti generalisti anche altre attività, ad esempio lo shopping (indicato dall’85% contro il 68% dei turisti generalisti) o i festival musicali (66% vs 45%).

– Anche la Francia ha sua storia enogastronomica. Dove l’Italia può batterla?

– L’Italia mantiene il primato per quanto concerne la crescita di aziende viticole e olivicole, sebbene la Francia evidenzi il maggiore incremento in termini assoluti di prodotti agroalimentari a indicazione geografica e di micro-birrifici negli ultimi tre anni. In generale dal confronto con i maggiori competitor europei, emerge un quadro positivo, con il Belpaese ai vertici in sette degli indicatori considerati: produzioni di eccellenza, aziende vitivinicole, aziende olearie, imprese di ristorazione, musei del gusto, birrifici e Città Creative UNESCO legate all’enogastronomia.

Inoltre, il nostro Paese risulta avere, dal 2016, il maggior numero di iscrizioni alle liste UNESCO dei beni materiali e immateriali legati all’enogastronomia e delle Città Creative per la Gastronomia.

Una bella sorpresa vedere il gorgonzola tra i prodotti italiani ad Indicazione Geografica più ricercati sul web tra il 2017 e il 2019. Insieme alla pizza che non si smentisce e rimane regina indiscussa anche dell'immaginario italiano all'estero. Tra i trend topic di Internet tra Novembre 2019 e Gennaio 2020 per gli utenti di Stati Uniti, Cina, Francia, Spagna, Germania e Regno Unito figurano prodotti e piatti tipici, tra i quali spiccano, oltre alla pizza, gli arancini, l’ossobuco, il Parmigiano Reggiano e il Pecorino romano; tra le produzioni vitivinicole “Sparkling wine”, i vini dell’Alto Adige e il Chianti (dati Semrush).

– Mettendo insieme cultura, clima, paesaggio e cibo, l’Italia diventa il paese tra i più attraenti nel mondo. Cosa si può fare di più per valorizzarla (e attirare più turisti)?

– L'Italia vanta un patrimonio incredibile sotto differenti punti di vista, quello che è possibile fare è sicuramente rilanciarlo come un unicum esperienziale che il turista può vivere durante la sua permanenza nel Belpaese. A livello enogastronomico tre sono i fattori su cui puntare per il futuro: maggiori informazioni al turista, formazione e digitalizzazione.

I punti di vista e le opinioni espressi nell'articolo non necessariamente coincidono con quelli di Sputnik.

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