22:57 19 Febbraio 2020
Interviste
URL abbreviato
170
Seguici su

Gibuti e Somalia sono Paesi ancora fragili in termini di sicurezza, ma hanno un grande potenziale di sviluppo. Mikhail Golovanov, ambasciatore russo in Gibuti e Somalia, ha parlato in un'intervista rilasciata a Sputnik delle specificità del suo lavoro nella regione e delle prospettive delle attività imprenditoriali russe.

— Che tipo di difficoltà si incontrano nel rappresentare la Russia in Gibuti e Somalia?

— Nel 2018 abbiamo celebrato il 40° anniversario dell'instaurazione delle relazioni diplomatiche tra i nostri Paesi. In questi anni l'Ambasciata ha sviluppato l'intero sistema di relazioni bilaterali russo-gibutiane. Inoltre, manteniamo costanti rapporti con il Ministero gibutiano degli Affari Esteri per avvicinare gli approcci di entrambi i Paesi, nonché dell'ONU e delle sue agenzie specializzate. Ad esempio, durante le sessioni plenarie della 74a Assemblea generale dell'ONU, i gibutiani hanno sostenuto le proposte avanzate dalla Russia per la risoluzione delle questioni in materia di spazio, di lotta alla glorificazione del nazismo, di rafforzamento e sviluppo del sistema di controllo sugli armamenti e sull’uso delle tecnologie dell'informazione e della comunicazione a fini criminali.

Per quanto riguarda le relazioni russo-somale, già negli anni '60 fu instaurata una cooperazione in campo politico, commerciale, economico, militare e in altri settori. Il nostro Paese ha fornito alla Somalia macchinari e attrezzature e ha contribuito alla costruzione di diverse infrastrutture. Più di 20.000 somali hanno ricevuto istruzione in URSS e centinaia di nostri specialisti hanno lavorato in Somalia. La parte somala apprezza molto la direzione assunta dalla Russia in materia di politica estera ed è favorevole a ripristinare il precedente livello di relazioni con il nostro Paese.

Tuttavia, la situazione in termini di sicurezza nella Repubblica federale di Somalia rimane attualmente instabile. Il governo federale deve affrontare molte sfide, tra cui lo stallo del dialogo tra il centro federale e le regioni. La situazione è aggravata dalla presenza del gruppo terroristico Al-Shabaab che continua le proprie attività illecite, tra cui il traffico di persone, armi e droga, in vista delle elezioni parlamentari e presidenziali previste tra la fine del 2020 e l'inizio del 2021.

La Somalia detiene il potenziale necessario per la cooperazione nei settori dell'energia, della prospezione e produzione di idrocarburi, dell'estrazione mineraria, della pesca e dell'agricoltura. Tuttavia, affinché gli imprenditori russi possano operare nel Paese, è fondamentale che venga garantita la sicurezza.

Questo, insieme alla sfavorevole situazione sociale ed economica (secondo l'Indice di sviluppo umano dell'ONU la Somalia è uno dei Paesi più poveri del mondo), complica l'instaurazione di relazioni commerciali ed economiche solide tra Russia e Somalia.

— Le autorità gibutiane hanno ripetutamente dichiarato di essere favorevoli all'espansione del loro partenariato con la Russia. In quali settori si prevede di ampliare la cooperazione? Quali progetti comuni con la Russia potrebbero essere avviati nel prossimo futuro?

— I contatti commerciali si sono intensificati in gran parte grazie al vertice Russia-Africa tenutosi a ottobre. Il presidente gibutiano, Ismail Omar Guelleh, ha dichiarato che il vertice di Sochi "ha segnato una nuova tappa nelle relazioni Russia-Africa" e ha invitato gli imprenditori russi a visitare la repubblica gibutiana per conoscere le potenziali opportunità di investimento.

È stato firmato un memorandum d'intesa tra la Camera di Commercio Russa e quella gibutiana con il supporto dell'Ambasciata nell’ambito del Forum economico Russo-Africa di Sochi. Allo stesso tempo le parti hanno concordato la visita di una delegazione di imprenditori russi al forum bilaterale economico che si terrà nella prima metà del 2020.

Vorrei sottolineare che, nonostante le sue piccole dimensioni, la Repubblica del Gibuti ha un potenziale significativo per le aziende russe che desiderano entrare nel mercato africano. Il volume degli investimenti diretti esteri in Gibuti nell'ultimo anno si è attestato a 223 milioni di dollari. Inoltre, dal luglio 2018 è operativa nel Paese una Zona di libero scambio internazionale che offre alle imprese condizioni operative privilegiate: infrastrutture e piani di comunicazione pronti all’uso, agevolazioni fiscali, possibilità di attirare lavoratori stranieri.

Attualmente stiamo lavorando all'organizzazione di negoziati tra la delegazione del sindacato russo per i commercianti e i produttori (Regione di Krasnodar) e i partner gibutiani. I rappresentanti di questo ente sono interessati ad esportare prodotti in acciaio, tubazioni, nonché attrezzature elettriche per applicazioni in vari settori (aviazione civile, cantieristica navale, trasporto ferroviario, ingegneria meccanica, energia, agricoltura, medicina, tecnologie informatiche, sicurezza informatica, robotica delle imprese industriali e altri settori) verso i mercati africani, tra cui il Gibuti.

— Il Ministro gibutiano dell'Energia, Yonis Ali Gedi, ha già invitato in precedenza gli investitori russi a operare nel settore energetico del Paese. A suo avviso, lo Stato presta particolare attenzione allo sviluppo delle fonti di energia rinnovabili. Il governo è riuscito ad attirare gli investitori russi? Quali altre aree possono essere di interesse per il nostro Paese?

— Sì, il Gibuti è effettivamente in grado di produrre oltre 300 MW di energia da fonti rinnovabili. Tuttavia, vi è una serie di problemi: mancanza di coordinamento, infrastrutture deboli, difficoltà per i produttori di energia indipendenti ad entrare nel mercato locale. Le autorità, però, prevedono di rimuovere questi ostacoli. In generale, lo sviluppo delle energie alternative è un settore promettente per l'economia del Gibuti. Le questioni relative all'attrazione degli investimenti russi nel settore energetico sono ancora in fase di sviluppo.

Il settore delle TIC è promettente anche per le aziende russe. Grazie alla sua posizione vantaggiosa, cresce il ruolo svolto dal Gibuti nel garantire un accesso a Internet ad elevata velocità nella regione e in tutto il mondo. Il Paese è al momento collegato da 7 cavi sottomarini che mettono in comunicazione l'Africa con Asia, Medio Oriente ed Europa. La Djibouti Télécom, la società pubblica di telecomunicazioni, sta effettuando la posa in alto mare del cavo a fibre ottiche DARE-1 che collegherà Gibuti, Kenya e Somalia. Al progetto è interessata anche Rosinfokomimvest JSC, controllata del Ministero russo per lo sviluppo digitale, le comunicazioni e i mass media. Anche i progetti infrastrutturali possono diventare un settore di cooperazione promettente.

— Nell'ottobre dello scorso anno, il presidente gibutiano Guelleh ha riferito che Mosca e Gibuti potrebbero espandere la cooperazione nel campo del turismo e della logistica. Di quali progetti stiamo parlando?

— La strategia economica statale "Vision 2035" mira a rendere il Gibuti un polo nei settori della logistica, del commercio e delle TIC per tutta l'Africa orientale e includerà come obiettivo anche lo sviluppo del turismo. Secondo le statistiche ufficiali, sono più di 74.000 i turisti che visitano il Paese ogni anno. Entro il 2030 si prevede di aumentare il flusso di turisti a 500.000 all'anno. La scarsa rete stradale e l'insufficiente numero di strutture alberghiere con un elevato livello di servizio ostacolano lo sviluppo del turismo. Vorremmo attirare gli imprenditori russi sfruttando il potenziale turistico del Gibuti, un Paese che dispone di spiagge bianche, laghi salati, parchi naturali, vulcani spenti e destinazioni ideali per le immersioni. Ad esempio, presso il Golfo di Tagioura si trova un luogo più unico che raro: qui tra la fine di ottobre e la fine di febbraio arrivano gli squali balena alla ricerca di plancton. In questo luogo è possibile vedere con i propri occhi questi animali nel loro habitat naturale. Questi sono i tesori che attendono gli eventuali investitori nel settore turistico gibutiano.

— Il Gibuti è collocato in una posizione strategica: infatti, si trova nel punto di incontro tra il Mar Rosso e il Golfo di Aden. Dunque, tutte le navi dirette al Canale di Suez attraversano questa zona navigabile. Per via di questa posizione unica, Francia, Stati Uniti e Cina hanno aperto qui le loro basi militari. Come valuta le prospettive della creazione di una base russa nella regione?

— La creazione di un punto di supporto logistico per le navi della Marina russa in Gibuti ha perso di rilevanza per la parte russa. Dunque, non sono in corso negoziati per l'apertura di una base nella regione.

— Secondo la classifica del Sindacato russo dei marinai, la Somalia è una delle regioni in cui ad oggi è più elevato il livello di attività legate alla pirateria. La Russia non prevede forse di riprendere le attività di pattugliamento militare in questa regione? Non si sta per caso valutando lo svolgimento di esercitazioni navali congiunte contro i pirati? Quanto interessa la questione al Gibuti?

— Le navi russe pattugliano le acque dell'Oceano Indiano e del Golfo di Aden. Nonostante la stabilità interna, il Gibuti continua a dover affrontare minacce alla propria sicurezza a causa della crisi scoppiata nella vicina Somalia e nello Yemen. È ancora possibile che i terroristi arrivino nel Paese via mare. Per questo, le frontiere marittime devono essere sorvegliate 24 ore al giorno. Inoltre, la posizione strategica del Gibuti richiede l’adozione di ulteriori misure volte a garantire la libera navigazione, nonché a contrastare la pirateria marittima e il dirottamento di navi civili. A questo proposito, le unità della guardia costiera competenti pattugliano costantemente le acque territoriali nella parte meno ampia dello Stretto di Bab el-Mandeb (38 km), attraverso il quale avviene il trasporto via mare del 12% delle merci e del 30% degli idrocarburi di tutto il mondo.

— Inoltre, la questione del terrorismo rimane un punto dolente per la Somalia. Infatti, alla fine di dicembre nella capitale somala vi è stato un importante attacco terroristico. La Russia non sta per caso vagliando la possibilità di effettuare esercitazioni militari congiunte con la Somalia per contrastare i terroristi?

— Al momento non è di interesse la questione relativa allo svolgimento di esercitazioni militari congiunte con la Somalia volte al contrasto del terrorismo.

— Il porto somalo di Berbera potrebbe essere il luogo di dislocamento di una eventuale base militare russa in Somalia? Sono già in corso trattative al riguardo?

— La Russia non sta considerando il porto di Berbera per ospitare una base militare. Non vi sono trattative in corso su questo tema.

— Al momento in corso un'importante infestazione di locuste nell'Africa orientale. Stando agli esperti, sono 25 anni che la Somalia non è interessata da un’infestazione di così grande portata. Secondo le previsioni dell'ONU, il numero di insetti potrebbe aumentare di 500 volte entro giugno. La Russia potrebbe aiutare la Somalia a risolvere questo problema, visto che il nostro Paese ha già avuto esperienze in tal senso? Le autorità somale si sono rivolte a noi per ottenere supporto?

— Le autorità somale non ci hanno chiesto supporto a questo proposito. Ad ogni modo, data la difficile situazione umanitaria in Somalia, la Russia continua ad aiutare il Paese e i rifugiati somali negli Stati vicini attraverso contributi stanziati nel fondo del Programma alimentare mondiale dell'ONU. Inoltre, è in fase di disamina la questione relativa alle forniture alla Somalia di vaccini contro la dissenteria e il tifo grazie al supporto del Ministero russo per l’industria e il commercio.

I punti di vista e le opinioni espressi nell'articolo non necessariamente coincidono con quelli di Sputnik.

Tags:
Africa, Russia
RegolamentoDiscussione
Commenta via SputnikCommenta via Facebook