02:21 04 Agosto 2020
Interviste
URL abbreviato
Cooperazione Italia Russia (94)
132
Seguici su

"Accogliamo con favore gli investimenti italiani nell'economia russa, rafforzeremo la nostra cooperazione in progetti internazionali e sosterremo iniziative positive di commercio bilaterale".

Lo ha dichiarato in un’intervista rilasciata a Sputnik Alexey Paramonov, direttore del Dipartimento per le relazioni con l’Europa presso il Ministero russo degli Esteri. Paramonov ha colto altresì l’occasione per spiegare il motivo per cui la Catalogna non abbia contattato Mosca per proporle di aprire una propria rappresentazione in Russia. Infine, il diplomatico ha parlato dei cambiamenti occorsi per i russi in seguito all’entrata in vigore del nuovo Codice Schengen.

— L'anno scorso i contatti politici tra Russia e Francia si sono intensificati notevolmente. Ad agosto si sono incontrati i presidenti dei due Paesi; a settembre, per la prima volta dopo diversi anni, si sono svolti i colloqui nel formato 2+2 tra i ministri degli Esteri e della Difesa di Russia e Francia. Si aspetta che anche quest'anno il dialogo politico tra i nostri due Paesi sia intenso? Quali incontri e visite bilaterali sono previsti nel prossimo futuro? Quando potrebbe tenersi un nuovo incontro nel formato 2+2?

— Prevediamo che il ritmo a cui si sono sviluppate le relazioni bilaterali tra Putin e Macron nel 2019 venga mantenuto anche nel 2020.

La continua intensificazione dei contatti bilaterali e l'ampliamento della loro agenda consentono di riportare gradualmente il dialogo politico con la Francia a un’interazione degna di due potenze nucleari, nonché membri permanenti del Consiglio di sicurezza dell'ONU.

Come saprete, Macron parteciperà alle cerimonie dedicate al 75° anniversario della fine della Seconda Guerra Mondiale, previste per il 9 maggio a Mosca. Questa visita del leader francese in Russia, che rievoca l'arrivo di Charles de Gaulle in URSS nel 1944, intende sottolineare la particolarità dei rapporti bilaterali che hanno resistito anche nei periodi più difficili della storia d'Europa e desidera che tali rapporti comincino a rappresentare un nuovo importante punto di riferimento per le due nazioni.

Contiamo che la prossima seduta del Consiglio di cooperazione per la sicurezza russo-francese (CSCS) a cui parteciperanno i ministri degli Esteri e della Difesa verrà organizzata già per la seconda metà di quest'anno. Questa tipologia di evento è un grande aiuto per i nostri Paesi per fornire risposte coordinate alle nuove sfide in termini di stabilità e sicurezza sia nelle regioni più problematiche sia a livello globale.

Attribuiamo grande importanza allo sviluppo delle relazioni tra le regioni della Federazione Russa e quelli francesi. Siamo consapevoli del reale interesse dimostrato sul campo per l'espansione di tali contatti. Come ci aspettiamo, l'Anno incrociato della cooperazione regionale russo-francese previsto per il 2021 contribuirà allo sviluppo di questo ambito di cooperazione. La Commissione russo-francese, la cui istituzione è prevista dal relativo accordo intergovernativo del 2011, si occuperà dei preparativi.

In ambito culturale quest'anno si terrò in Francia il festival "Russian Seasons", la cui cerimonia di apertura si è svolta il 16 gennaio a Parigi presso il Teatro Odéon con lo spettacolo teatrale “Uno Zio Vanja” dello State Theatre of Nations. Il festival toccherà quasi tutte le regioni francesi (64 città). Sono previsti più di 270 eventi.

— Il Ministero russo degli Esteri ha parlato anche della preparazione dei negoziati della Russia in formato 2+2 con un altro Paese europeo, l'Italia. Quando e dove si svolgeranno questi incontri? Con quali altri Paesi possiamo aspettarci una ripresa dei negoziati in tale formato nel prossimo futuro? Il rinnovato utilizzo di questo formato può essere considerato un segnale del possibile miglioramento delle relazioni tra Mosca e Bruxelles?

— La decisione di rinnovare lo svolgimento di riunioni periodiche tra i ministri degli Esteri e della Difesa di Russia e Italia nel formato 2+2 è stata confermata durante la visita ufficiale del Presidente russo a Roma tra il 5 e il 7 luglio 2019.

Al momento l’incontro è stato in gran parte già definito. Le direttive generali sono state date dal viceministro russo degli Esteri Alexandr Grushko a ottobre 2019. Confidiamo che le consultazioni con la partecipazione dei 4 ministri si tengano al più presto.

L'incontro russo-italiano in formato 2+2 permetterà di rafforzare la linea definita a Parigi volta a sviluppare il dialogo tra Mosca e i principali Paesi europei in materia di sicurezza continentale e internazionale. Alla luce del continuo allentamento dei controlli sugli armamenti, della politica ufficiale della NATO volta alla militarizzazione dell’Europa e del ritiro da accordi chiavi sul contenimento in ambito militare, il ripristino delle relazioni militari e politiche svolge un ruolo fondamentale nella de-escalation e nel rafforzamento della fiducia in Europa. 

— Per quando è prevista la visita del Re di Spagna in Russia?

— La crisi di governo in Spagna, durata più di un anno, ha reso necessarie 2 elezioni parlamentari anticipate (aprile e novembre 2019). Ci auguriamo che ora, superata l'instabilità politica interna in Spagna, le relazioni bilaterali si dotino di una nuova dinamica. Un grande ruolo lo possono svolgere le relazioni di alto livello che vantano una lunga tradizione e che tanto sono care a Mosca.

— In passato si disse che la Catalogna intendeva inaugurare una rappresentanza in Russia e in altri Paesi dello spazio post-sovietico. Il Ministero russo degli Esteri ha ricevuto richieste in tal senso?

— Come è noto, negli ultimi anni il governo catalano, nell'ambito dell'attuazione della tabella di marcia per garantire la sovranità della regione, ha aperto rappresentanze in diversi Paesi europei. L’intento di questa operazione è di promuovere l'immagine di una "Catalogna indipendente".

Il governo della Catalogna non ci ha proposto di aprire "rappresentanze" simili poiché è consapevole che la Russia è a favore del rigoroso rispetto della legislazione interna spagnola in materia di integrità territoriale del paese. Questa posizione è stata ripetutamente dichiarata al più alto livello.

— Il Console generale d'Italia Francesco Forte ha dichiarato che grazie al nuovo regolamento sui visti Schengen, entrato in vigore a partire dal 2020, i viaggiatori frequenti di cittadinanza russa potranno contare su visti quinquennali poiché non vi saranno più visti triennali o quadriennali. Sta succedendo davvero? L'Italia ha spesso dichiarato di voler rilasciare visti turistici a lungo termine ai russi, ma nella pratica sono sempre stati visti annuali o biennali, non più lunghi. Quali sono ad oggi i Paesi europei più flessibili nella concessione di visti a lungo termine?

— La componente fondamentale della questione dovrà essere risolta dalla parte italiana. Secondo l’accordo attualmente in vigore tra Federazione Russa ed Unione europea in materia di semplificazione del regime dei visti per i cittadini russi ed europei dal 25 maggio 2006 è in vigore il regime precedente: ciò significa che in occasione della prima domanda viene rilasciato un visto multiplo di durata annuale e solamente dopo l’esaurimento di tale permesso sarà possibile ottenere un visto multiplo di durata compresa tra i 2 e i 5 anni. Sappiamo che tale prassi non subirà alcun cambiamento nemmeno dopo l’entrata in vigore il 2 febbraio del nuovo Codice dei visti Schengen dell’UE.

Quanto alla "flessibilità" degli Stati europei in questa materia, vorrei rilevare con soddisfazione che la maggior parte dei paesi dell'area Schengen soddisfano le esigenze dei nostri cittadini e rilasciano visti a lungo termine in regime semplificato. A giudicare dal riscontro, il processo di ottenimento dei visti presso i consolati italiani in Russia è molto comodo e conveniente. Di questo siamo grati alla parte italiana.

— Il ministro italiano degli Esteri Luigi Di Maio ritiene che l'embargo sul parmigiano italiano non rientri nell’ambito del regime sanzionatorio e controsanzionatorio tra i Paesi occidentali e la Russia. Di Maio ha esposto la necessità di rimuovere le sanzioni sul parmigiano al ministro russo degli Esteri Sergey Lavrov in occasione di un incontro tenutosi a Roma a dicembre. La Russia intende forse rimuovere le controsanzioni da una serie di prodotti fra cui il parmigiano?

— La posizione della Russia sulle sanzioni è ben nota: non abbiamo imposto noi le sanzioni, non sta a noi rimuoverle. Credo che questo sia comprensibile.

Nel corso degli anni un numero sempre maggiore di nostri partner europei sta riconoscendo apertamente non solo l’inutilità delle sanzioni e di qualsiasi altra restrizione ai danni della Federazione Russa volta a modificare la nostra posizione sulle principali questioni internazionali, ma anche il danno diretto alle proprie economiche e agli interessi delle società esportatrici europee.

Sapete bene che l'Italia vanta un potenziale all’esportazione tra i maggiori sia in Europa sia nel mondo. Per via delle controsanzioni russe ha registrato perdite economiche importanti. I nostri amici italiani ammettono apertamente che un ritiro delle sanzioni andrebbe a vantaggio dell’economia italiana.

Purtroppo la posizione costruttiva di Roma non è sufficiente perché anche gli altri Paesi rimuovano le sanzioni. Questo strumento di concorrenza sleale continua ad essere impiegato contro il nostro Paese. Di conseguenza, continuano a rimanere in vigore anche le nostre controsanzioni. Speriamo che a tendere i nostri partner occidentali rinsaviscano e che questa contrapposizione sanzionatoria rimanga solamente un ricordo.

Nel dialogo con l’Italia continueremo a comportarci da partner. Accogliamo con favore gli investimenti italiani nell'economia russa, rafforzeremo la nostra cooperazione in progetti internazionali e sosterremo iniziative positive di commercio bilaterale.

In Russia sono già state costituite molte aziende anche con partecipazione italiana le quali riescono a produrre con successo prodotti di altissima qualità grazie alla politica di sostituzione alle importazioni. Queste società sono attive anche nella produzione di formaggi e sono presenti nella regione di Mosca, San Pietroburgo, Bryansk, Tver, Kursk, Tula. I traguardi conseguiti dal settore primario russo, ivi incluso nell’allevamento del bestiame da latte, nonché i progressi raggiunti nel settore caseario sono ormai sotto gli occhi di tutti.

I punti di vista e le opinioni espressi nell'articolo non necessariamente coincidono con quelli di Sputnik.

Tema:
Cooperazione Italia Russia (94)
Tags:
Italia, UE, Russia
RegolamentoDiscussione
Commenta via SputnikCommenta via Facebook