00:31 20 Febbraio 2020
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Sono in corso le indagini sul treno Frecciarossa deragliato nel lodigiano, un tragico incidente che ha provocato due morti e decine di feriti. Fra le ipotesi uno scambio rimasto aperto sui binari. Qual è lo stato del trasporto ferroviario in Italia?

Qual è lo stato del trasporto ferroviario in Italia? Lo spiega il rapporto annuale Pendolaria recentemente presentato da Legambiente.

La fotografia sui trasporti pubblici scattata dal dossier Pendolaria di Legambiente mostra un’Italia spaccata a metà. Al sud rispetto alle regioni del centro nord i treni in circolazione sono addirittura diminuiti rispetto a dieci anni.

Dal rapporto di Legambiente si evince che il numero di cittadini ad utilizzare i mezzi di trasporto pubblici sia in aumento, ma con dinamiche molto differenti fra nord e sud, dove il problema dei trasporti rappresenta una vera emergenza. Tra carrozze sovraffollate, ritardi e degrado milioni di italiani ogni giorno si spostano in treno per arrivare a lavoro. Quali sono le linee ferroviarie peggiori? Per approfondire il tema Sputnik Italia ha raggiunto Edoardo Zanchini, vice presidente nazionale di Legambiente.

- Edoardo Zanchini, le chiedo per cominciare un commento a caldo sul tragico incidente ferroviario di Lodi.

- La situazione non è ancor chiara e le indagini sono ancora in corso. L'aspetto che preoccupa di più è che due anni fa, nelle vicinanze di quell'area ci fu il deragliamento di un treno pendolare che comportò la morte di tre donne ed una decina di feriti. È quindi importante che si chiariscano le ragioni e le responsabilità.

- Parliamo del rapporto "Pendolaria" di Legambiente. Quali sono gli elementi principali del dossier che lei vorrebbe in particolar modo sottolineare?

- Cresce il numero di persone che utilizza il treno, questo per l'alta velocità che ha dei numeri in costante ascesa anno dopo anno anche grazie alla concorrenza tra Italo e Trenitalia, che sta dando dei risultati molto importanti. Cresce anche il numero dei passeggeri nei treni regionali, c’è una risalita negli intercity, ma purtroppo la situazione è molto diversa tra le aree del Paese. In particolare al sud ci sono dei ritardi enormi ed in alcune regioni scende il numero di persone che prende il treno per i tagli che ci sono stati negli ultimi 10 anni.

- Fra nord e sud c'è un divario davvero abissale ed in alcune regioni come la Sicilia è difficilissimo spostarsi. Qual è il vero problema, manca tuttora un piano per i trasporti del sud?

- Bisogna cambiare il centro del dibattito politico sui trasporti in Italia, poiché nel nostro Paese negli ultimi vent'anni il cuore della discussione sono state le infrastrutture, per cui anche ora si parla di infrastrutture da realizzare per rilanciare i trasporti. In passato il cuore della discussione è stato il ponte sullo stretto di Messina per il rilancio del sud, adesso sono due opere di alta velocità, che sono la Napoli - Bari e la Palermo – Catania. Sono opere che vanno bene, ma non basta realizzare le infrastrutture, bisogna metterci i treni sopra.

Al sud i treni sono meno di dieci anni fa, i treni ad alta velocità, cioè le Frecce ed Italo, che scendono sotto Salerno sono pochissimi. Gli intercity sono stati tagliati ed anche i treni regionali sono diminuiti. Quello che serve è che il ministero dei trasporti, anche con il ministero del sud, presentino un progetto che racconti come nei prossimi anni aumenterà il numero dei treni che circolano al sud, soprattutto con l'idea di mettere in connessione i comuni capoluoghi, i porti e gli aeroporti: Napoli con Bari, Reggio Calabria con Potenza, collegare Matera con Bari, così anche in Sicilia e Sardegna. Tutto ciò affinché una persona possa girare tra una città e l'altra in treno, così come avviene al centro nord. Oggi al sud è impossibile e questa situazione può essere risolta soltanto se si capisce che bisogna comprare treni e metterli sulle linee.

- Quali sono le tratte dei treni peggiori e più pericolose?

- Le peggiori sono quelle più frequentate ogni giorno dai pendolari, in particolare a Napoli le linee circumvesuviane in cui negli ultimi anni si è ridotto molto il numero dei passeggeri, c'è stata una riduzione del 30% dei treni e quindi anche i passeggeri sono dovuti tornare ad usare l'auto. Poi ci sono due linee ferroviarie di Roma che sono la Roma - Lido e la Roma - Viterbo gestite da ATAC, che sono due linee in cui il numero dei passeggeri è diminuito del 30% a causa dei treni vecchissimi, spesso con problemi, molto lenti e con delle stazioni non presidiate ed insicure. In Italia in realtà si può parlare di questo livello di degrado che continua da più anni, non si può invece dire che ci siano delle tratte non sicure anche perché va detto che il trasporto ferroviario negli ultimi anni rispetto alle altre forme di trasporto ha avuto pochissimi incidenti e ci sono stati investimenti sulla sicurezza.

- Le persone che usano la metro e i treni sono in aumento. Questo è un dato importante dal punto di vista dell'ecologia, dovrebbe quindi essere una priorità aumentarne la promozione e l'utilizzo, no?

- Assolutamente sì. Parliamo delle città, che sono il problema numero uno dell'inquinamento dell'aria in Italia. In questi giorni è stato attuato il blocco del traffico in tante città italiane, città che già nel 2020 hanno avuto dei numeri di sforamento dei limiti di concentrazione di inquinanti enorme. Questo significa che bisogna cambiare la mobilità. Si è visto che le persone sono ben felici di utilizzare le metropolitane, i tram ed il trasporto regionale ed è qui che abbiamo un grande ritardo infrastrutturale rispetto a tutte le altre città europee. Investire nelle metropolitane e nei tram è la risposta all'inquinamento e al problema dei gas serra, perché anche qui abbiamo la maggior parte dei consumi di benzina e di diesel, causa dei cambiamenti climatici.

- Cosa crede che dovrebbe quindi fare il governo?

- Primo cambiare le priorità infrastrutturali, ancora oggi nel piano del governo sulle infrastrutture ci sono troppe autostrade e troppe linee ad alta velocità non nelle città e non al sud dove invece bisognerebbe investire. Secondo bisogna avere un piano per le aree urbane che dia ai pendolari la possibilità di prendere i treni e terzo un piano per il sud che permetta di dare risposta ai problemi che in questi dieci anni sono aumentati.

I punti di vista e le opinioni espressi nell'articolo non necessariamente coincidono con quelli di Sputnik.

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