03:35 05 Aprile 2020
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Coronavirus, situazione in Italia (21 gennaio - 20 marzo) (447)
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Il coronavirus continua a uccidere e colpisce anche oltre i confini raggiungendo Germania, Francia e probabilmente Italia. I giornali parlano del primo “caso sospetto” a Pistoia, in Toscana. Si tratta di una turista cinese 53nne, originaria della provincia dell’Hubei.

Per prevenire penetrazione del virus, negli aeroporti di Roma e di Milano sono stati messi in atto i controlli negli ingressi dalla Cina. Nel frattempo, alcuni venditori stanno con successo sfruttando la paura dei cittadini e il Codacons lancia l’allarme in merito alle mascherine antivirus che stanno portando i prezzi alle stelle.

Mentre la Farnesina “sta valutando insieme anche con altri soggetti tra cui l'istituto Spallanzani, il ministero della Sanità e il centro interforza l'idea di un trasferimento aereo” degli italiani bloccati a Wuhan.

Qual è il rischio di una diffusione di coronavirus in Italia? Quali precauzioni sono state adottate? E quando 60 italiani bloccati in Cina potranno finalmente rientrare a casa? Per un approfondimento in merito Sputnik Italia ha raggiunto il Presidente Nazionale della Federazione Italiana delle Agenzie di Viaggio Ivana Jelinic che è in costante contatto con le autorità italiane e cinesi.

— Presidente Jelinic, quali sono gli ultimi aggiornamenti? Potrebbe confermare o smentire la notizia sul caso sospetto a Pistoia?

— A Pistoia la pazienta è ricoverata in isolamento in ospedale e stiamo in attesa dei risultati delle analisi che devono confermare o meno che si tratti effettivamente del coronavirus. Comunque, sembrerebbe che i numeri stiano continuando a crescere.

— Esiste il pericolo della diffusione del “demone” per l’Italia? Quali sono le città italiane più al rischio? 

— In realtà il rischio della diffusione del coronavirus esiste in tutte le città allo stesso modo. È chiaro che le grandi città e i grandi centri possono essere sempre maggiormente esposti perché racchiudono i maggiori numeri di persone…

— A che punto sono i negoziati riguardanti gli italiani bloccati in Cina a causa del Coronavirus?

— Sono certa che il governo cinese farà il possibile e che ci saranno le condizioni tecniche per far entrare connazionali. Noi capiamo che in questo momento la situazione è complessa ma speriamo che si risolva a breve. Credo che nelle prossime 24-48 ore il governo probabilmente sarà in grado di dare delle indicazioni più precise e capirà se riesce a far arrivare connazionali negli aeroporti idonei e a evacuarli da Wuhan.

— Ogni anno ben 200.000 italiani si recano in Cina per turismo. Viaggiare in aereo in Cina in questo momento è pericoloso? Cosa fare se uno si trova in Cina in questo momento o si sta pensando comunque di andare?

— Ricordiamo che non tutta la Cina è chiusa ma essendo quella in atto una situazione mutevole non è possibile fare una previsione di ciò che potrebbe accadere o evolversi nelle prossime ore. Dunque in Cina bisogna evitare luoghi di assemblaggio, bisogna dotarsi sempre di mascherina anche a causa dello smog in alcune città, consumare cibi rigorosamente ben cotti. Mettersi in viaggio solo se si è in perfetta condizione di salute, non bere acqua dalle fontane ma solo da bottigliette ben sigillate, usare i disinfettanti per le mani, portare dietro sempre le medicine di uso comune, sia gli italiani che sono già in Cina che coloro i quali hanno in programma di partire sarebbe opportuno che si mettessero in contatto con i propri agenti di viaggio e fare esclusivamente con loro una valutazione immediata della situazione. Gli italiani che sono in Cina in aree magari definite a rischio devono seguire tutte le indicazioni che arrivano dal Governo cinese che ha fatto lo stop ai tour – quindi non partono più cinesi per l’estero nemmeno i turisti stranieri possono fare i tour  che avevano programmato.

Comunque italiani che in questo momento si trovano in aree dove almeno per il momento non è presente il virus è opportuno che non si stacchino dai gruppi, che si facciano seguire sempre dagli operatori turistici cinesi che sono sul posto e qualora volessero andare in escursione da soli diano al capo – gruppo tutti i riferimenti necessari portando dietro i contatti della struttura dove stanno alloggiando. I turisti italiani che sono già in Cina devono mantenere un contatto costante con gli operatori turistici che li stanno seguendo.

— Coronavirus sicuramente mette a rischio il turismo e lusso, ha fatto crollare le azioni statunitensi e avrà conseguenze pesanti per l’economia cinese. A Suo avviso, quali danni economici può realmente causare la nuova pandemia?

— Non abbiamo ancora i numeri. È evidente che se la situazione dovesse perdurare anche solo per alcune settimane, verosimilmente il danno potrebbe essere veramente molto esteso e questa situazione potrebbe colpire sia l’economia cinese ma anche quella dei paesi occidentali. Io credo che il danno stimato in questo momento possa essere nell’ordine di milioni di euro. E se la situazione continua, sicuramente il danno ammonterà a miliardi.

— La notizia che il coronavirus può essere diffuso anche da persone che stanno apparentemente bene e soprattutto che non hanno la febbre rende la lotta contro questo virus molto più difficile e richiede un maggiore impegno. Come l’Italia sta affrontando l’emergenza? Quali precauzioni sono stati adottati?

— Il ministero per la sanità italiano e il ministro hanno reagito subito. Il ministero ha creato una task force di medici, specialisti che si stanno occupando di tutta la problematica legata al virus. Ed è già stata messa in atto tutta la macchina organizzativa – è stato fatto l’allertamento presso tutti i centri ospedalieri e il pronto soccorso italiano con linee guida e indicazioni molto precise sulle procedure da adottare nel caso del contagio.

Malpensa e Fiumicino sono stati i primi due aeroporti in Europa che hanno messo in funzione gli scanner termici posizionati direttamente ai gate di arrivo. Sono dei macchinari che misurano la presenza di febbre. Nell’ultimo volo, che è arrivato giovedì scorso da Wuhan a Roma, erano 200 passeggeri che sono stati trattenuti alcune ore in quarantena, perché l’allarme era appena partito e poi sono stati lasciati andare perché risultavano in buoni condizioni di salute.

— Uno studioso cinese, Yu Xiaohua, ha dichiarato al South China Morning Post che il culmine dell'epidemia potrebbe arrivare a marzo, con effetti che potrebbero farsi sentire fino a inizio maggio. Quindi, secondo lui, il peggio deve ancora arrivare... Cosa sta facendo in questo momento la Federazione Italiana delle Agenzie di Viaggio per prevenire la diffusione del virus in primavera? 

— “Noi stiamo cercando di gestire la situazione nell’immediato, ovvero stiamo cercando di dare più informazione possibile all’utenza in modo da far capire che in questo momento non è opportuno viaggiare con i tour organizzati. Quindi, stiamo dando indicazioni di cambio di destinazioni per i viaggi non necessari. Ovviamente questo valido per il medio periodo, quindi per le prossime settimane. In questo momento noi non sappiamo quando il governo cinese dichiarerà che la situazione è completamente sotto controllo, per cui per il momento non siamo in grado di fare previsioni.

I punti di vista e le opinioni espressi nell'articolo non necessariamente coincidono con quelli di Sputnik.

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