18:33 30 Marzo 2020
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Questa domenica il matrimonio tra Pd e M5S dovrà affrontare una nuova sfida con le elezioni regionali in Emilia-Romagna e in Calabria.

Tutti gli occhi sono particolarmente puntati sull’Emilia dove il voto è una corsa a due tra l'ex governatore Stefano Bonaccini e la leghista Lucia Borgonzoni.

Secondo la ricerca condotta dal Centro Studi di ReputationUP, che ha analizzato la reputazione politica sui social dei due sfidanti negli ultimi 30 giorni, chi vince online trionferà anche alle urne. Seguendo questa logica, la candidata leghista sembra non avere rivali - la Borgonzoni ottiene oltre 17mila risultati online a discapito dei 7mila e poco più di Bonaccini.

Molti analisti sono d’accordo con questa lettura e prevedono un'eventuale sconfitta del Partito Democratico nella storica regione rossa e quindi la vittoria della Lega, che potrebbe causare un effetto domino e avere conseguenze devastanti non solo sullo stesso PD ma anche sul governo giallorosso.

Se la Lega uscirà vittoriosa, questo voto potrà davvero decidere le sorti del governo? Per parlarne Sputnik-Italia ha raggiunto Alberto Baldazzi, Vicedirettore della ricerca dell’Istituto di Studi Politici, Economici e Sociali (Eurispes).  

Dott. Baldazzi, cosa dicono gli ultimi sondaggi prima del voto?

- Nei 15 giorni che precedono le elezioni è vietato diffondere sondaggi. Gli ultimi resi pubblici segnalerebbero per l’Emilia-Romagna un centro-destra “avanti” e addirittura di poco sopra il 50%, ma il candidato del centro-sinistra, Bonaccini, in vantaggio di 2 punti sulla leghista Bergonzoni. Ciò è reso possibile dal “voto disgiunto”, che permette di votare una lista e il candidato Presidente di un altro schieramento. Per quello che riguarda il Movimento Cinque Stelle, si preannuncia un risultato sotto il 10%. Per le elezioni in Calabria, regione nella quale le espressioni di voto sono alquanto volatili, è certo il risultato negativo dei Cinque Stelle, probabile la vittoria della destra, ma non impossibile una ripresa del centro-sinistra.

A Suo avviso, ci saranno le sorprese alle urne? Si sente a fare una previsione del voto?

- Ritengo che i risultati dovrebbero confermare gli ultimi sondaggi.

Come il fattore “Di Maio” e il fenomeno “sardine”, nato quasi per caso il 14 Novembre in Piazza Maggiore a Bologna, potrebbe incidere sulle elezioni?

- Per quel che riguarda i Cinque Stelle, queste elezioni dovrebbero rappresentare una ulteriore stazione sulla strada della “Via crucis” imboccata dal Movimento dopo i risultati esaltanti delle elezioni politiche del 2018. Il recente passo indietro di Di Maio non sposterà gli equilibri del voto. È difficile prevedere l’impatto concreto del movimento delle Sardine, la vera novità del panorama della politica italiana. Se Bonaccini vincerà, molti accrediteranno questo risultato proprio alle iniziative delle Sardine, che hanno fatto il loro esordio proprio in Emilia-Romagna lo scorso 14 novembre.

Che segnali arrivano da questa campagna elettorale chiamata “Stalingrado elettorale” in cui i due partiti apposti si scontreranno sapendo che questa battaglia determinerà molto probabilmente l’esito della “guerra”? Che partita si gioca in Emilia-Romagna?

- Sul piano locale la eventuale tenuta del centro-sinistra attesterebbe il riconoscimento da parte dei cittadini di una tradizione di buona amministrazione. Su quello nazionale l’eventuale sconfitta del centro-sinistra segnalerebbe che l’ondata populista e sovranista, rappresentata dalla Lega di Matteo Salvini, non si è arrestata. La sinistra, dunque, rischia molto, anche in relazione al valore simbolico di una sconfitta nella regione da sempre amministrata dalle sinistre. Ma anche Salvini rischia parecchio, in quanto ha impostato una veemente campagna elettorale “mettendoci la faccia”, e chiamando gli elettori ad un referendum sulla sua persona e sulle sue politiche. In caso di sconfitta, apparirebbe come Von Paulus davanti a Stalingrado nell’inverno del 1942: una prospettiva di vittoria certa che si tramuta in una catastrofica disfatta.

Nel caso di una vittoria di Lucia Borgonzoni, il governo giallorosso potrebbe non reggere oppure il Pd potrebbe essere indotto a riconsiderare l’alleanza con il movimento grillino?

- Segnalo che l’eventuale vittoria della destra non sarebbe ascrivibile a Lucia Borgonzoni, che ha brillato per irrilevanza nella campagna elettorale, ma proprio a Matteo Salvini, e lo stesso vale in caso di sconfitta. Non ritengo, comunque, che si manifesterebbero a breve impatti forti sul Governo.

Al contrario, la vittoria di Bonaccini amplierebbe l’orizzonte temporale dell’Esecutivo.

Quali sono i Suoi scenari post-voto? Dobbiamo aspettarci una mozione di sfiducia, scioglimento delle camere e di conseguenza il voto anticipato? E Salvini sarà percepito come il probabile trionfatore delle prossime politiche?

- Se Salvini vincesse, nel breve periodo cambierebbe poco. In caso contrario, la vittoria del centro-sinistra segnalerebbe vistose crepe nell’egemonia che la Lega ha costruito su parte rilevante dell’elettorato italiano. In caso di vittoria del centro-sinistra, il Governo potrebbe giungere a fine legislatura (2023) o, quantomeno, andare avanti almeno per un anno.

I punti di vista e le opinioni espressi nell'articolo non necessariamente coincidono con quelli di Sputnik.

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