19:12 24 Febbraio 2020
  • Il luogo di ritrovamento dell'opera di Klimt
Evgeny Utkin
La sede di Banca d'Italia a Piacenza, dove si è svolta la conferenza stampa

Venerdì 17 gennaio è stato svelato uno dei misteri della donna di Klimt, ritrovata a Piacenza il 10 dicembre scorso. “E’ autentica”, ha dichiarato il PM Ornella Chicca. Sputnik Italia parla con Claudia Collina, una dei tre periti chiamati a verificare la autenticità del famoso quadro.

Grande soddisfazione e applausi alla conferenza stampa alla filiale di Banca d’Italia a Piacenza, quando il PM Ornella Chicca ha dichiarato che “il dipinto Ritratto di signora di Gustav Klimt rinvenuto a Piacenza il 10 dicembre 2019 è autentico”. Inizialmente il ritratto era protetto da uno schermo. Dopo l’annuncio lo schermo è stato rimosso e tutti hanno potuto ammirare lo splendido quadro, rimasto, almeno agli occhi dei non esperti, completamente intatto.

E’ ancora un mistero chi e come abbia rubato il dipinto dalla galleria "Ricci-Oddi" di Piacenza. Ci si accorse della scomparsa la sera del 22 febbraio del 1997, ma probabilmente il fatto era avvenuto un paio di giorni prima ed era passato inosservato a causa della grande confusione durante allestimento della mostra su Klimt in corso in quei giorni. La cornice del dipinto fu trovata sui tetti dell'edificio, e ciò fece pensare che i ladri fossero fuggiti (e forse entrati) dai lucernari della galleria. È stato un furto “anomalo”, probabilmente sotto richiesta di qualcuno. In galleria ci sono molte opere d’arte importanti, ma era scomparso proprio il dipinto di Klimt, valutato all’epoca cinque miliardi di lire. 

Furono inviati tre avvisi di garanzia nei confronti di alcuni custodi della galleria, ma la loro posizione fu archiviata. Nel 2016 l’indagine è stata ripresa in base alle tracce del Dna trovate sulla cornice, ma finora non ha dato esiti.

Anche adesso la polizia non ha voluto svelare nessun risultato delle ultime indagini né riguardo al posto dove è stato trovato, all'interno di una sorta di intercapedine in una parete esterna della stessa galleria piacentina, né sul del dipinto stesso. Tutto coperto dal segreto d’indagine. Anche la domanda se il quadro possa essersi conservato così bene per 23 anni in queste condizioni, o se è probabile qualcuno l’abbia messo lì poco tempo prima del ritrovamento, rimane senza risposta. Mistero su mistero.

L’unica sicurezza è che il quadro è autentico. Gli autorevoli esperti Diego Cauzzi, Anna Selleri hanno spiegato come sono state condotte le perizie tecnico-scientifiche, con riflettografia nella radiazione infrarossa, fotografie della fluorescenza indotta da radiazione UV e altre tecniche che hanno portato a risultati assolutamente convincenti.

La Dottoressa Claudia Collina, storica e critica d’arte, specialista in Beni Culturali dell’IBC, ha condotto la perizia tecnico-scientifica storico-artistica, e ha scoperto alcune cose molto interessanti. Sputnik Italia ha parlato con lei, del famoso dipinto e della sua storia.

– Possiamo dire che la perizia di adesso è stata molto aiutata da quella del 1996, quando furono condotte diverse analisi del ritratto? Racconti la storia.

– Certamente. Stefano Fugazza, l’allora direttore della Galleria Ricci Oddi era una persona molto aperta ai giovani, molto in gamba. Quando nel ‘96 una giovane studentessa di 19 anni, Claudia Maga, facendo una sua ricerca sui ritratti per la maturità artistica, vide un ritratto di Klimt in bianco e nero su un libro dei Classici dell’arte Rizzoli (Ritratto di fanciulla adolescente,1910 ca.) che le sembrava assomigliare al Ritratto di Signora esposta nella Galleria, ne parlò con Ferdinando Arisi, ex Direttore della Galleria, che convinse Fugazza a fare delle indagini radiografiche del quadro presso l’ospedale di Piacenza. La radiografia confermò che sotto c’era questo dipinto considerato perduto perché l’artista in atelier ci aveva lavorato sopra.

L’artista in atelier ha fatto prima questa opera (mostra un libro del 1917, dove c’è un illustrazione a colori di una donna con cappello, quella che è nascosta sotto al ritratto ritrovato).

Come si può notare, c’era comunque già un pensiero: sulla spalla c’è un abbozzo, questa era la veste che copriva la modella durante i suoi incontri, dunque Klimt era particolarmente legato a questa veste. Che l’abbia sviluppata usando, come fanno molti artisti, in uno studio dal vero un’ulteriore caratteristica stilistica, qui si passa da uno stile belle epoque ad uno stile fauve, impressionista, lo ha usato come base.  Poi nel 1925 il museo Ricci Oddi acquistò il dipinto da un collezionista.

E quindi la perizia di adesso è stata più semplice. E’ bastato fare le stesse analisi di 23 anni fa, e verificare la loro autenticità.

– Lei ha parlato anche delle somiglianze di queste due donne alla Giuditta?

– Alla Giuditta II, però. Si, c’è una straordinaria somiglianza tra la Giuditta II, il ritratto della Ricci Oddi e la modella viennese Marie Zimmermann, donna di umile estrazione sociale e pittrice dilettante a cui Klimt fu legato sentimentalmente dal 1900 al 1904 (altre fonti affermano che abbiano continuato a frequentarsi fino alla morte del pittore).

– Si diceva che al momento della scomparsa il quadro era stimato a circa 5 miliardi di lire, adesso ho visto su qualche articolo che dovrebbe valere intorno ai 60 milioni di euro? Quanto potrebbe costare questa opera, adesso, dopo che è stato appurata la sua autenticità, e grazie alla storia del furto e del miracoloso ritrovamento?

– Difficile dire. Per me, per noi, ha un valore inestimabile. Sono felice che il quadro sia stato ritrovato e in ottime condizioni, così che possa ritornare alla luce.

– Quando sarà possibile al pubblico ammirare Ritratto di signora?

– Difficile dire. Fin quando la Polizia sarà occupata con le indagini, non sarà ancora possibile mostrare al pubblico il Ritratto di Signora.

I punti di vista e le opinioni espressi nell'articolo non necessariamente coincidono con quelli di Sputnik.

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Arte, Italia
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