18:02 28 Gennaio 2020
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In Italia riparte il dibattito su un tema molto doloroso, lo ius soli o meglio lo ius culturae.

Il nuovo disegno di legge, che in questo momento è allo studio della Commissione Affari costituzionali della Camera, dà la possibilità a genitori residenti in Italia da almeno cinque anni di chiedere la cittadinanza per i loro figli che abbiano completato almeno un ciclo di studi. 

Una dei promotori di questa iniziativa è la deputata del PD, Laura Boldrini che ultimamente punta molto sulla facilitazione dell’acquisizione della cittadinanza italiana ai minorenni nati sul territorio italiano. Il centrodestra unito composto dalla Lega, Fratelli d’Italia e Forza Italia la considera invece  una normativa sbagliata e anti-italiana.  

Per capire come reagiranno le opposizioni a questa nuova proposta di legge Sputnik Italia si è rivolto all’On. Carlo Fidanza, capodelegazione di Fratelli d’Italia al parlamento europeo.   

– Perché, a Suo avviso, in Italia il tema dello ius culturae è improvvisamente tornato sotto i riflettori? Ci sono ragioni puramente elettorali?

– Si, c’è un tentativo del Pd di recuperare voti a sinistra rimarcando posizioni ideologiche vicine al proprio elettorato storico disilluso. Ma è un ennesimo atto di autolesionismo politico poiché gli italiani hanno già dimostrato di essere in maggioranza contrari a questo provvedimento. È uno dei motivi per cui hanno perso le elezioni del 2018, evidentemente non imparano dagli errori del passato.

– Laura Boldrini ha chiamato il tramonto della riforma della cittadinanza “il grande tradimento per non perdere voti” e ha messo la sua firma sotto la nuova proposta tramite la quale “si potrebbero finalmente risolvere casi di intollerabile emarginazione subita da molti soggetti (ad esempio di etnia rom)”. Come commenterebbe posizione della Boldrini?

– La Boldrini è una anti-italiana. Da sempre si batte per l’immigrazione incontrollata, ha più volte definito l’immigrazione come qualcosa di celestiale sempre negando che se non viene gestita e limitata questa provoca gravissimi problemi. Lo hanno capito bene tutte le più grandi nazioni ma non la Boldrini.

– Potrebbe spiegare in poche parole perché il Suo partito considera lo ius soli e lo ius culturae un errore?

– L’Italia è il secondo Paese in Ue per numero di cittadinanze concesse con l’attuale legge che è molto equilibrata. Si può ottenere la cittadinanza a 18 anni se figli di genitori stranieri oppure dopo 10 anni di residenza continuativa per gli stranieri maggiorenni. Non c’è alcuna discriminazione e non esistono diritti negati ai ragazzi nati in Italia da genitori stranieri. Vanno a scuola come gli italiani, usufruiscono dei servizi come gli italiani. È una legge ideologica che ha il solo scopo di far fare agli stranieri quello che gli italiani non vogliono più fare: votare per la sinistra.

– Fratelli d'Italia sostiene che i bambini vengono usati dalla sinistra “come scudo umano”. Però se diamo un veloce occhiata alle scuole italiane, vedremo che in alcuni classi presenza dei figli degli immigrati supera il 50% della popolazione scolastica. È un dato che non può essere negato anche perché è dovuto maggiormente al declino demografico che sta vivendo l’Italia negli ultimi anni. Quali sono le vostre controproposte per difendere i diritti dei bambini immigrati (soprattutto per quello che riguarda la loro integrazione scolastica) da un lato e dall’altro - per aumentare le nascite nelle famiglie italiane?

– Questa legge è sbagliata anche perché separa i genitori dai figli. Se passasse, un nucleo familiare composto da genitori stranieri e figli diventati italiani grazie allo ius soli, se decidessero di rientrare in patria di troverebbero con figli stranieri a casa loro, perché gran parte dei Paesi africani e asiatici non ammettono la doppia cittadinanza. Quindi anziché aiutare i ragazzi si fa loro un danno.

Inoltre, anche nella versione soft iniziale legata ai cicli scolastici, il percorso previsto era troppo breve per certificare una vera integrazione. Perché il punto è proprio questo: la cittadinanza deve essere concessa alla fine di un percorso di integrazione mentre per la sinistra è uno strumento di integrazione. Le Banlieu di Parigi o Molenbeek in Belgio o i sobborghi di Londra ci dimostrano che si può essere cittadini francesi, belgi o britannici e odiare il Paese che ti ha dato la cittadinanza. Pericolosissimo. Invece dobbiamo investire su una nuova politica per la famiglia e la natalità, sostenendo le giovani coppie che vogliono fare figli e aiutando le madri lavoratrici a conciliare lavoro e famiglia. Chiediamo un piano europeo per la natalità.

– In ottobre 2019 avete raccolto 110,00 firme contro la cosiddetta “legge Boldrini”. E come pensate di agire adesso, quando il testo sta già allo studio della commissione Affari costituzionali della Camera e potrebbe essere approvata in qualsiasi momento? Continuate la vostra battaglia?

– Dovranno passare sui corpi dei nostri parlamentari. Impediremo l’approvazione di questa legge con ogni strumento e se riusciranno ad approvarla prima della caduta del governo, raccoglieremo le firme per il referendum abrogativo e gli italiani la cancelleranno.

– A tuo avviso, la questione dello ius soli potrebbe creare nuove frizioni all’interno dell’esecutivo giallorosso?

– I 5 stelle sono in caduta libera e Renzi non è uno sprovveduto. Mettere nell’agenda di governo questo tema vorrebbe dire rendere questo governo ancora più inciso agli italiani che già non lo sopportano. Non so se lo faranno. In tal caso pagheranno un prezzo altissimo e staranno all’opposizione molti anni.

I punti di vista e le opinioni espressi nell'articolo non necessariamente coincidono con quelli di Sputnik.

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