19:00 11 Agosto 2020
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I 5 stelle perdono pezzi, in seguito all’espulsione del senatore Gianluigi Paragone, altri due deputati mollano il movimento di Grillo. Poco spazio per dibattiti e mancanza di collegialità nelle decisioni. Un nuovo anno che non comincia bene per il Movimento 5 stelle segnato da una evidente crisi interna.

La prima uscita dal movimento 5 stelle è quella dell’ex Ministro dell’Istruzione Lorenzo Fioramonti. Recentemente ha fatto scalpore l’espulsione del senatore Gianluigi Paragone, che si dice pronto a ricorrere alla giustizia ordinaria. A dire addio al gruppo nelle ultime ore sono altri due deputati: Nunzio Angiola e Gianluca Rospi.

Scarsa collegialità e mancanza di confronto, i singoli politici accusano i vertici del movimento di utilizzare metodi verticistici all’interno del gruppo.

Dove può portare questa crisi? Qual è il futuro del movimento 5 stelle? Sputnik Italia ha raggiunto per un’intervista il senatore pentastellato Emanuele Dessì.

-Emanuele Dessì, qual è la sua opinione sull'espulsione di Paragone dal Movimento?

-Credo sia stata frettolosa e che non era la cosa giusta da fare. Non viene percepita come una cosa che serve al Movimento.

-Paragone non è un caso isolato, ci sono stati altri politici che recentemente hanno lasciato il Movimento. Secondo lei qual è il motivo per cui alcuni politici stanno decidendo di lasciare il Movimento?

-Perché non riescono più a svolgere il loro ruolo e a dare il loro contributo in maniera organica. C'è una evidente difficoltà a trovare degli spazi di confronto e a determinare tutti insieme come movimento una linea politica. C’è difficoltà a darsi un metodo che possa servire a recuperare quella forza e quel consenso che abbiamo sempre avuto.

-Possiamo dire che la gestione interna è diventata più “oligarchica”?

-La gestione interna è molto poco aperta ai contributi di ognuno, che sia parlamentare, consigliere regionale, comunale o attivista. Ciò da tutti i punti di vista sia da quello politico che da quello organizzativo o quello decisionale.

-Com'è cambiato il Movimento in questi ultimi anni? Siete partiti da un Movimento antisistema che si opponeva alle elite, poi vi siete alleati alla Lega, in seguito al PD. Secondo lei quali sono stati i cambiamenti più radicali in positivo ed in negativo?

-Di positivo c'è stata la mancanza di cambiamenti in alcuni ambiti, siamo cioè rimasti una forza radicalmente riformista che cercava con la sua attività di apportare delle svolte importanti nel Paese a favore delle fasce più deboli. Questa è una cosa che è rimasta ed io la ritengo ancora la cosa più importante del Movimento e di tutti i suoi componenti.

Di negativo c'è stato di non aver ammesso a sé stessi che passare dall'opposizione al governo alleati con due forze diametralmente opposte necessitava una forma di organizzazione diversa ed una chiarezza di intenti e di metodologia. La smania di governare a tutti i costi con l'uno o con l'altro, poteva anche essere positiva se però fatta capire nel modo giusto a chi poi quel lavoro lo doveva svolgere e ai nostri militanti che lo dovevano supportare. Tutto ciò non è stato fatto poiché non ci si è liberati da un certo modo di fare.

-Il Movimento 5 stelle, il PD ed Italia Viva, sono più partner o concorrenti?

-In politica sono tutti concorrenti anche all'interno dello stesso partito. La guerra diventa anche personale poiché ognuno pensa alla sua carriera politica, vediamo infatti diversi personaggi che più che una battaglia politica o di gruppo fanno una battaglia per sé stessi. Penso che siamo tutti avversari, ma nel senso buono: durante la competizione elettorale ci si affronta, poi però quando bisogna incontrarci per fare qualcosa insieme va bene chiunque, poiché da italiani dobbiamo pensare al benessere dell'Italia.

Quando eravamo con la Lega c'erano tante cose positive che siamo riusciti a fare, come adesso riusciamo a fare tante cose buone con i colleghi del PD e di Italia Viva. È chiaro che come prima forza parlamentare dovremmo riuscire noi a dettare l'agenda politica ed invece siamo un po' in difficoltà con questo.

-Cosa pensa delle Sardine? Possiamo dire che l'elettorato di sinistra ha trovato in loro quelle risposte e quelle domande che nella sinistra non trovava più?

-C'è un elettorato italiano giovane molto progressista che ha sempre cercato nella piazza la sua massima espressione, questo fin dalle fasi immediatamente successive alla Seconda Guerra Mondiale: le piazze italiane si sono sempre riempite di manifestazioni di area politica riformista di matrice socialista. Negli ultimi anni dalla piazza del Circo Massimo di Cofferati sull'articolo 18, passando per quelle dei 5 Stelle fino alle Sardine, io vedo un segnale da parte di queste persone per dire di esserci e di spingere la classe politica in una direzione.

 In questo momento le sardine stanno spingendo nella direzione di un Paese che cerca la pace, la serenità e che non vuole lo scontro e l'odio sociale, quello è il messaggio che leggo in quella piazza e che è anche il mio messaggio. Non vedo un messaggio ostile, vedo delle persone che poi voteranno partiti diversi ma che condividono l'idea di un paese che non sia di scontro, dove non ci siano insulti reiterati, in cui non ci siano aggressioni verso le parti più deboli e persone di paesi differenti. Vedo questa voglia e la condivido.

-Quali sono i suoi auspici per questo nuovo anno per il Movimento 5 Stelle?

-Il mio auspicio è che nei prossimi mesi si capiscano quali sono state le difficoltà, si faccia tesoro delle esperienze fatte, si ricominci a pensare che siamo un movimento fatto di tante persone e che si abbia la capacità di fare una sintesi di tutto questo. Spero che si riesca a mettere in rete e collegare tutte queste persone e di fare della nostra intelligenza collettiva la nostra forza e di non fossilizzarsi invece su metodologie verticistiche e dittatoriali, le quali non portano da nessuna parte, ma provocano solamente rotture, espulsioni, litigi ed abbandoni. Un comportamento che non serve a nessuno e che ci indebolisce.

I punti di vista e le opinioni espressi nell'articolo non necessariamente coincidono con quelli di Sputnik.

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