19:04 11 Agosto 2020
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Appello degli albergatori: “Tornate nella Serenissima, non c’è nessun pericolo”.

Una situazione immaginabile, quasi fantasmagorica per Venezia. A un mese dall’eccezionale acqua alta, le immagini della quale hanno fatto tremare tutto il mondo, gli albergatori veneziani scendono in campo per denunciare la pioggia di disdette: -50 per cento nelle prenotazioni per Capodanno, solitamente sold out e quel che più preoccupa gli operatori veneziani -45 per cento nell’advanced booking di Carnevale.

Il calo drastico delle prenotazioni tocca le 400 strutture di albergatori dell’Associazione Veneziana Albergatori (AVA), ma a catena anche ristoranti, commercianti e artigiani locali.

Questi dati allarmanti sono maggiormente dovuti alla interpretazione sbagliata del fenomeno dell’“acqua alta”. “Venezia è viva! È una città sicura, sostenibile e visitabile”, - sostengono gli albergatori che hanno voluto convocare una conferenza stampa presso l’Associazione della Stampa Estera di Roma per raccontare la verità sulla Serenissima.

Claudio Scarpa e Vittorio Bonacini (da sinistra a destra)
Claudio Scarpa e Vittorio Bonacini (da sinistra a destra)

Perché la marea fa crollare il turismo a Venezia? È possibile fermare la fuga dei viaggiatori senza dei quali la Serenissima è a rischio. Per fare il punto della situazione Sputnik Italia ha raggiunto il Presidente dell’AVA Vittorio Bonacini e il Direttore Generale dell’AVA Claudio Scarpa.

Presidente Bonacini, perché pochi giorni prima di Natale gli albergatori veneziani hanno deciso di scendere in campo? Cosa vi ha spinto di arrivare a Roma per lanciare il vostro appello?

Vittorio Bonacini: “Abbiamo l’obbligo etico-morale di fare una profonda chiarezza su quello che sta succedendo a Venezia. Nessuno meglio degli albergatori ha polso della situazione. Purtroppo, stiamo soffrendo di una mancata correttezza e completezza di informazione. Sono stati diffusi dei dati estremamente preoccupanti in relazione alle maree che non corrispondono alla realtà.

Vi posso garantire da Presidente degli albergatori veneziani che 12 ore dopo l’accadimento del 12 novembre tutti gli alberghi erano perfettamente operativi e funzionanti. Il problema è, che quando viene detto che a Venezia esistono 160 centimetri d’acqua, questi dati non corrispondo al 160 cm reali. Perché non è stato transitato il messaggio che si parla del 160 cm sul livello medio del mare. Se quella fosse l’altezza reale noi saremmo tutti sommersi”.

Quindi, questo vuol dire, che un mese fa sulla situazione a Venezia è stata trasmessa una fake news e adesso la volete smascherare? È così?

Vittorio Bonacini: “Esatto, è stata una fake news involontaria sicuramente derivante dal fatto di non essere indirizzati preventivamente a coloro che di questo vivono e operano. Noi siamo in grado di garantire la sicurezza dei nostri ospiti in primis, secondariamente abbiamo il Centro previsioni e segnalazioni maree. Siamo abituati a vivere con la marea. Venezia è una città costruita sull’acqua che vive dell’acqua e che continua a resistere sull’acqua evidentemente. Abbiamo già il calendario delle maree fissate per tutto il 2020 e questo rientra nel nostro core business e non crea alcun disagio. Siamo alleati del mare e siamo insultati dal mare a volte però non ce la prendiamo – il mare è sempre stata la grande ricchezza di Venezia. Attualmente ci ha minacciato, lo farà ancora in futuro ma non è un problema. Noi ci siamo e ci siamo sempre”.

A quanto ammonta il danno degli albergatori veneziani causato dall’acqua alta?

Claudio Scarpa: “Dopo l’alta marea che c’è stata lo scorso mese, purtroppo i turisti non vengono più a Venezia. Sono impauriti, temano che la città possa essere ancora colpita dall’acqua alta.

Per noi questo è un danno grossissimo perché Venezia vive unicamente del turismo. Per quanto riguarda l’acqua alta, i danni degli alberghi sono stati intorno a 30 milioni di euro. Nel mese di novembre abbiamo avuto un picco del 45% di disdette, mentre si continuano a cancellare eventi, convegni e altri importanti appuntamenti programmati in città fino alla prossima primavera. Se il Natale non è mai stato un periodo da tutto esaurito, un dato eclatante è quello del Capodanno: se l’anno scorso l’occupazione era al 100% quest’anno è sotto il 50%”.

Negli ultimi anni gli abitanti della Laguna e il sindaco di Venezia Luigi Brugnaro si sono espressi in modo molto articolato contro i flussi di massa e adesso con il calo delle prenotazioni, possiamo dire, che i cosiddetti “invasori” hanno deciso di andare “contro” Venezia...

Claudio Scarpa: “Noi come albergatori non siamo mai andati contro nessuno. C’è una parte di Venezia che dice che la città fosse troppo frequentata dai turisti. Noi non siamo mai stati di questa opinione: i turisti sono sempre benvenuti. Però in questo caso va a rischio tutta la filiera del turismo perché se non vengono i turisti in alberghi, è evidente che poi non vanno nei ristoranti, non vanno a comprare il vetro di murano e gli oggetti artistici e artigianali, e gli alberghi a loro volta non possono movimentare tutto quello indotto fatto degli avvocati, architetti, artigiani che lavorano per gli hotel…”.

Vittorio Bonacini: “Bisogna cominciare ad operare un sottile distinguo fra quello che è turismo e quello che è il pendolarismo. Molto spesso Venezia è intasata di turisti mordi e fuggi, che magari arrivano la mattina (“effetto selfi”) e dormono a centinaia di chilometri e vengono solo per qualche ora. Secondo i dati AVA, sono 2 su 3 dei 30 milioni di turisti l'anno della città. Molto diverso è il turismo pernottante che resta, va alla Fenice per i concerti e scopre la nostra offerta culturale. Il problema è governare i flussi e cominciare a contingentare l'accesso per il turismo pendolare. Non si può arrivare a San Marco tutti insieme, alla stessa ora". 

Come pensate di agire? Avete già una strategia in mente per aumentare le prenotazioni e uscire da questa “crisi”?

Vittorio Bonacini: “Una delle tappe della nostra strategia è la conferenza stampa presso l’Associazione della Stampa Estera di Roma. Contiamo moltissimo sulla partecipazione dei giornalisti stranieri accreditati in Italia, sulla vostra presenza. L’AVA vi invita ad un soggiorno a Venezia proprio per narrare esattamente quello che vedete con l’assoluta obiettività. Venezia è una città operativa, pronta, pulsante, viva, con voglia di fare e con prospettive culturali”.

Comunque, il problema dell’acqua alta non è sparita. Anzi, anche in vigilia di Natale i giornali di nuovo parlano di questo fenomeno. Cosa, a Suo avviso, si può fare per salvare Venezia dalla marea e di conseguenza per tutelare gli albergatori? Alcuni esperti sostengono che il famoso Mose non è capace di difendere la città sull’acqua…

© Sputnik . Alessandro Rota
Vittorio Bonacini: “Direi è che il Mose è una delle risposte che lo stato italiano aveva ipotizzato. Non è ancora pronto. Noi auspichiamo che sia pronto il prima possibile, anche per vedere se funziona o meno. Nel caso in cui non funzionasse, devono riconosciute delle oggettive responsabilità. Comunque, ci auguriamo che sia operativo e sia perfettamente funzionante.

Ma la cosa più importante è la completezza ed esattezza delle informazioni che voi, dei media e della stampa, siete in grado di fare. Siete voi il più grande sostegno di Venezia, siete voi che dovete essere Ambasciatori della realtà veneziana, sarete i primi a riuscire a far comprendere quanto importante sia la fragilità di Venezia e principalmente quanto importante sia la corretta informazione per la sopravvivenza della città di Venezia stessa”.

I punti di vista e le opinioni espressi nell'articolo non necessariamente coincidono con quelli di Sputnik.

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