15:28 20 Gennaio 2020
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Un anno di notizie 2019 (12)
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In tutti i sondaggi il partito dell’unico leader donna in Italia cresce continuamente. Fratelli d’Italia, il partito di Giorgia Meloni che fa dell’interesse nazionale e del patriottismo la sua colonna portante, registra un vero e proprio boom di consensi. Qual è il segreto del suo successo?

Dall’immigrazione alla sicurezza, dalla difesa dei confini ai rapporti con gli alleati europei: la parola d’ordine di Fratelli d’Italia è interesse nazionale. Il partito di Giorgia Meloni è in costante crescita secondo tutti i sondaggi politici.

Per tirare le somme del 2019 e per fare luce sulle battaglie principali del partito nel prossimo anno a casa e in politica estera Sputnik Italia ha raggiunto il senatore Adolfo Urso, responsabile del settore impresa di Fratelli d’Italia e Carlo Fidanza, capo delegazione di Fratelli d’Italia al Parlamento Europeo.

Le linee politiche di Fratelli d’Italia per il 2020

– On. Urso, tirando le somme del 2019, che anno è stato per Fratelli d’Italia?

– Un anno sicuramente positivo per Fratelli d’Italia che cresce continuamente in ogni sondaggio. È stato purtroppo, dobbiamo riconoscerlo, un anno molto negativo per il nostro Paese, e questo è quello che per noi conta di più, essendo noi una forza patriottica con a cuore innanzitutto l’interesse nazionale.

– Quali saranno le vostre maggiori battaglie per il 2020?

– La nostra priorità è quella di fare uscire l’Italia dalle secche della stagnazione economica e dal continuo impoverimento generale del Paese. Per farlo è necessario cambiare radicalmente la politica economica, fiscale e produttiva del governo che sta conducendo l’Italia alla recessione economica. È quindi necessario che vi sia un nuovo governo legittimato e consacrato dal voto degli elettori. Il nuovo governo deve creare dei meccanismi per i quali le imprese possano tornare a produrre e assumere, quindi anche riducendo le tasse. È inoltre doveroso realizzare una politica industriale che abbia a cuore l’interesse nazionale e che impedisca la colonizzazione predatoria da parte di aziende straniere del tessuto industriale e delle tecnologie del nostro Paese.

Tutte le elezioni regionali fin qui svolte e tutti i sondaggi demoscopici dimostrano che esiste una maggioranza diversa nel Paese che vede Fratelli d’Italia e il nostro leader Giorgia Meloni come asse portante di una nuova politica nazionale.

– Secondo lei qual è il segreto di questo vero e proprio boom di consensi per il vostro partito?

– Perché siamo l’unica forza politica che ha dimostrato in ogni passaggio coerenza e chiarezza nelle posizioni enunciate nei confronti degli elettori. Queste posizioni rispetto ad altre sono sentite migliori dagli elettori per tutelare l’interesse nazionale e le legittime aspettative all’occupazione e al benessere degli italiani, che in questi anni purtroppo sotto i governi della sinistra e dei 5 stelle si sono ulteriormente impoveriti.

La politica estera di Fratelli d’Italia in Europa

Sulla politica estera e sulle linee guida del partito in Europa Sputnik Italia ha intervistato l’onorevole Carlo Fidanza, capodelegazione di Fratelli d’Italia al Parlamento Europeo.

– On. Carlo Fidanza, in un'Europa in cui spesso gli interessi italiani e dei partner europei divergono, qual è la linea politica di Fratelli d'Italia?

– Abbiamo due linee principali: per prima cosa la difesa dell'interesse nazionale italiano nelle sedi comunitarie dove sulla politica estera, sull'immigrazione e sulle regole economiche gli interessi dell'Italia sono penalizzati e non difesi a sufficienza. Mi riferisco per esempio alla tutela dei prodotti tipici agroalimentari.

In secondo luogo condividiamo con la famiglia dei conservatori europei di cui facciamo parte, un progetto di riforma dell'UE nel senso di una restituzione di sovranità agli stati nazionali, perché quello che è accaduto negli ultimi anni è stata una concentrazione di poteri verso la commissione europea. La commissione è un organo burocratico che non ha una legittimazione popolare diretta e ha privato gli stati nazionali di una serie di competenze, che a nostro avviso possono essere meglio svolte a livello nazionale e locale. Parliamo di un'applicazione vera dei principi di sussidiarietà ed una riforma vera delle istituzioni europee nel senso di una confederazione di stati nazionali sovrani che decidono di cooperare liberamente su alcune materie, ma che non danno vita, come invece oggi avviene, ad un superstato burocratico come invece è oggi l'Unione Europea.

– Quali sono le vostre priorità in politica estera per il prossimo anno per l'Italia?

– La politica europea è ormai un pezzo importante sia della politica estera, ma anche della politica interna, perché come noto l'UE decide più dell'80% delle norme nazionali poiché derivano in gran parte da normative europee. Oltre alle politiche all’interno dell’Unione Europea, abbiamo al momento l'esigenza nazionale di avere una Brexit ordinata, perché abbiamo un interesse importante con il Regno Unito che riguarda principalmente centinaia di migliaia di italiani espatriati lì. I nostri cittadini devono continuare a vivere nel Regno Unito in condizioni di pieni diritti, inoltre abbiamo un interscambio commerciale con la Gran Bretagna molto importante e quindi vogliamo che le nostre aziende continuino a rapportarsi in maniera serena con il Regno Unito.

Oltre a questo abbiamo la necessità di recuperare un ruolo nel Mediterraneo che è stato storicamente il luogo di proiezione della politica estera italiana. Oggi l'Italia rischia di essere tagliata fuori dal Mediterraneo e c'è un disegno di egemonia francese che va contro gli interessi italiani. C'è una forte offensiva espansionistica da parte della Turchia sia sulla Libia sia a causa del nuovo accordo fatto dalla Turchia con la Libia nelle zone dove l'Italia opera: penso alle zone del Mediterraneo orientale verso la Grecia e Cipro. Riprendere quindi un protagonismo nel Mediterraneo è per noi fondamentale ed ovviamente abbiamo un giudizio molto critico nei confronti dell'attuale governo italiano che riteniamo invece responsabile dell'esclusione dell'Italia da tutti i tavoli più importanti che riguardano il Mediterraneo.

– Qual è la vostra politica attuale nei confronti della Russia?

– Abbiamo ovviamente interesse ad avere un rapporto equilibrato con la Federazione Russa. Siamo stati molto critici negli ultimi anni sul regime sanzionatorio che abbiamo ritenuto negativo dal punto di vista dei rapporti fra Stati e molto negativo per l’economia italiana e in particolare le nostre imprese, le quali hanno subito danni per miliardi di euro dalla naturale reazione della Russia alle sanzioni europee.

In generale riteniamo che noi non dobbiamo come Europa, a maggior ragione come Italia, fare l’errore di consegnare la Russia nelle braccia della Cina. Abbiamo interesse ad una nuova cooperazione fra l’Occidente e l’Europa da un lato, la Russia dall’altro. Inasprire le relazioni e spingere la Russia ad avere un rapporto privilegiato con la Cina è un rischio. Riteniamo che la Cina e la sua aggressività espansionistica sia un rischio per l’Italia e per l’Europa.

I punti di vista e le opinioni espressi nell'articolo non necessariamente coincidono con quelli di Sputnik.

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