20:20 25 Febbraio 2020
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In Inghilterra il partito di Boris Johnson ha ottenuto una storica maggioranza alle elezioni, una vittoria schiacciante non prevista dai sondaggi. Il nuovo premier ha annunciato la promessa di attuare la Brexit. Gli inglesi hanno votato per Johnson in barba agli allarmismi dei media mainstream, che hanno dipinto la Brexit come un’apocalisse.

Uscire dall’Unione Europea si può, è quanto dimostra la vittoria di Boris Johnson alle elezioni in Gran Bretagna. Johnson esulta: “Brexit si farà il 31 gennaio, senza se e senza ma”. Arriva così un importante segnale ai sovranisti d’Europa.

La Brexit è all’orizzonte, ma che effetti avrà a livello europeo? Quale Paese ci perderà di più? Sputnik Italia ha raggiunto per un’intervista Giuseppe Palma, avvocato esperto di diritto costituzionale, opinionista per "Libero" e "Scenari economici".

– Giuseppe Palma, qual è il peso della Brexit a livello europeo?

– Credo si sia rotto un tabù con la vittoria schiacciante dei conservatori, che ottengono addirittura 364 seggi, una cosa inaspettata anche nella migliore delle ipotesi: non è vero che non si può uscire dall’Unione Europea. Si può fare ed in questo caso attraverso una persona di nome Boris Johnson, che ha apertamente detto nel suo programma di voler uscire dall'UE.

Cosa ci guadagna l'Inghilterra? Si riprende la sua sovranità legislativa e commerciale, ci guadagna anche dal punto di vista dell'immigrazione. Cosa potrebbe perdere? Secondo me più che l'Inghilterra a perdere sarà la Germania perché l'Inghilterra è uno dei paesi dove esporta maggiormente macchine e non solo. Per la Germania l'Inghilterra è un paese importatore.

– Gli altri Paesi dell’Ue hanno solo da perderci con l'Uscita dell'Inghilterra dall'Unione?

– Per gli altri Paesi non ci sono aspetti positivi dalla Brexit, io vedo aspetti positivi solo per l'Inghilterra. Ci saranno dei trattati bilaterali dove ognuno cercherà di portare a casa il massimo del risultato. L'Italia cercherà di evitare il visto per gli italiani che sono lì, cercando di mantenere le attuali regole, cercherà di fare accordi commerciali poiché noi siamo un paese esportatore. Cercheremo quindi di fare degli accordi commerciali a tal punto che la Brexit non ci danneggi. È evidente che l'Inghilterra ha un potere contrattuale più grande, è chiaro che essendo l'Inghilterra un paese importatore noi e la Germania abbiamo interesse a far in modo che la Brexit avvenga ordinatamente per non perderci.

– Quindi i rischi maggiori per l'Italia riguardano i visti e gli interscambi commerciali?

– Sì, come dicevo i visti e le esportazioni. Credo però che se saremo bravi a trattare attraverso i rapporti bilaterali con la Gran Bretagna non avremo alcuna conseguenza negativa. Certo servono governi che facciano gli interessi nazionali e non quelli degli stranieri.

– Si rompe un tabù, possiamo quindi dire che la Brexit può essere un esempio da seguire per gli altri paesi dell'UE e per i sovranisti?

– I sovranisti da noi sono visti come dei pericolosi sovversivi, quando in realtà si parla di sovranismo costituzionale, una cosa che dovrebbe essere normale. In Inghilterra hanno vinto i sovranisti dichiarati, Johnson è un sovranista dichiarato, simbolo della Brexit e del partito conservatore. Quattordici milioni di inglesi hanno votato per lui: ha ottenuto il 43% e passa dei seggi, mi sembra che nemmeno Churchill avesse ottenuto un risultato di questo tipo…

– Crede sia possibile un effetto domino della Brexit?

– Non credo ci sarà un effetto domino, però può rappresentare un esempio per dire che da una determinata gabbia si può uscire, sempre ricordandoci che loro non avevano l'euro. Insomma se il popolo vuole, il coraggio politico non deve mancare, in questo l'Inghilterra può essere un esempio. C'è poi un altro aspetto: possibile che non ci rendiamo conto che l'Unione Europea che ha seminato vento, non ha fatto altro che raccogliere tempesta? Se semini vento con regole di bilancio folli e stringenti, se tu continui a seguire la linea del rigore, mi devi spiegare come fa un paese come l'Inghilterra, che ha dominato i mari ed i continenti, a stare sotto il volere della Germania?

Inoltre sta uscendo dall’Unione Europea un Paese dove è nata nel 1200 la magna charta libertatum che raccoglieva i diritti, poi entrati nelle costituzioni liberali dell'800. Non è solo una questione commerciale ma anche sociale, l'UE ha seminato vento e sta raccogliendo tempesta.

– Dal punto di vista mediatico, possiamo dire che anche questa volta si è scontrata la realtà dei media, descritta come un'apocalisse, con la realtà dei fatti?

– Esatto. Non può essere un'apocalisse poiché i mercati non reagiscono politicamente, ma guardano i soldi. Il dato elettorale ha provocato una forte stabilità di governo, i mercati sanno che la via è quella della Brexit, hanno brindato ed infatti la Sterlina è schizzata, poiché sanno che ci sarà stabilità politica ed anche i mercati si muoveranno attraverso le linee monetarie della Brexit. Non c'è più incertezza e su questo i mercati hanno festeggiato. Avendo la Sterlina non sono sotto ricatto, per cui Johnson ha potuto dire che il primo punto del programma è quello dell'uscita dall'UE.

Noi italiani, come un po' tutti i paesi dell'Unione, se diciamo in campagna elettorale che vogliamo uscire dall'UE non avendo sovranità monetaria, con lo Spread ci ammazzano il giorno dopo e quindi la differenza è abissale. Per quanto riguarda la figura di Boris Johnson, al di là del fatto che visivamente possa sembrare anche un po' goffo, ha una laurea in lettere classiche all'università di Oxford, è un grande latinista ed è una persona di grande cultura. Ha scritto un saggio su Roma antica, quando è stato sindaco di Londra ha reso l'insegnamento del latino obbligatorio in gran parte delle scuole londinesi. A mio giudizio giovedì notte in Gran Bretagna ha vinto il neoumanesimo contro il neoliberismo.

I punti di vista e le opinioni espressi nell'articolo non necessariamente coincidono con quelli di Sputnik.

Tags:
UE, Brexit, Gran Bretagna
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