18:01 17 Gennaio 2020
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Secondo una delle ipotesi l’estinzione dei dinosauri 65 milioni di anni fa fu provocata dalla caduta di un asteroide.

Nel 1908 in Siberia si verificò un’esplosione comparabile a quella di una bomba nucleare: era l’Evento di Tunguska. La caduta di quel meteorite colpì l’intera regione ad eccezione delle località limitrofe. Le immagini che mostravano l’ingresso nell’atmosfera della Meteora di Chelyabinsk nel 2013 scossero il mondo intero. L’onda d’urto provocata dalla sua caduta ruppe le finestre degli edifici circostanti.

Dunque, è evidente che la caduta di corpi celesti sulla Terra sia un fenomeno raro, ma pericoloso. Nell’intervista rilasciata a Sputnik, Igor Bakaras, direttore del Centro di analisi per la sicurezza nello spazio circumterrestre in seno all’Ufficio di ricerca di Roscosmos (NII-88), ha parlato delle future eventuali cadute di meteoriti sulla Terra e del modo in cui Roscosmos prevede di difendere il pianeta.

— È stato reso noto che la Russia ha avviato la preparazione di un programma nazionale volto allo studio delle criticità e delle metodologie per scongiurare le minacce provenienti dallo spazio quali il pericolo di caduta di meteoriti e quello legato alla polvere cosmica. A che punto è l’elaborazione del documento?

— Al momento su disposizione del direttore generale di Roscosmos, Dmitry Rogozin, l’Ufficio di ricerca NII-88 sta lavorando alla creazione di un sistema di monitoraggio e raccolta dati volto a garantire la sicurezza delle operazioni spaziali nello spazio circumterrestre per il periodo compreso tra il 2020 e il 2025 e, in prospettiva, fino al 2030.

L’obiettivo strategico del sistema è fornire un supporto informativo volto a garantire la sicurezza delle operazioni spaziali russe alla luce dei crescenti affollamento e contaminazione antropica dello spazio circumterrestre, nonché volto a evidenziare e valutare i rischi legati al pericoloso avvicinamento alla Terra di corpi celesti di origine naturale.

Il sistema emetterà segnali d’allerta riguardo alle minacce provenienti dallo spazio e fornirà consigli circa la risoluzione di tali criticità da parte della Russia e della comunità internazionale.

Elementi fondamentali del sistema sono i mezzi di analisi delle informazioni, ivi inclusi vari strumenti di monitoraggio (ottici e di radiolocalizzazione) su base terrestre e spaziale.

L’approvazione e l’avvio della preparazione del documento sono previsti per la metà del 2020.

— Si prevede la istituzione in Russia di un ente destinato al monitoraggio dei pericoli legati alla caduta di asteroidi?

— Nell’ambito della creazione del sistema sovraccitato, si prevede anche l’istituzione del Centro russo per i corpi celesti di piccola dimensione il cui compito principale sarà rilevare e monitorare i corpi celesti di origine naturale in avvicinamento verso la Terra. Questo ente vedrà la collaborazione interministeriale tra Roscosmos, l’Accademia russa delle scienze (RAN), il Ministero russo per le Emergenze e il Ministero russo degli Affari Esteri.

— È previsto il coordinamento degli enti preposti al monitoraggio e all’eventuale contrasto ai corpi celesti in avvicinamento con strutture analoghe presenti in altri Paesi del mondo?

— Il sistema di monitoraggio di cui vi ho parlato prevede non solo l’integrazione dei sistemi informativi di monitoraggio dello spazio circumterrestre in seno a Roscosmos, alla RAN e a società private del settore produttivo, ma prevede anche il coordinamento delle operazioni congiunte, delle informazioni raccolte, nonché lo scambio di dati con altre organizzazioni internazionali e governi di altre nazioni.

— Nell’ambito delle operazioni di contrasto agli asteroidi in avvicinamento si prevedono anche l’elaborazione di metodologie per la distruzione o la deviazione di corpi celesti pericolosi e la produzione della relativa strumentazione necessaria?

— La missione di contrasto a eventuali impatti con corpi celesti pericolosi implica tutta una serie di questioni quali la rilevazione e il monitoraggio del dato corpo celeste, la selezione della metodologia di contrasto, nonché il trasferimento della strumentazione di contrasto sull’asteroide. Le questioni ormai consolidate sono quelle relative al rilevamento e alla classificazione dei corpi celesti pericolosi. Quanto al loro contrasto, al momento si passano al vaglio diversi metodi di distruzione del corpo celeste o deviazione della sua orbita (impatto cinetico, rimorchiatore gravitazionale, motori missilistici, vela solare, ecc.). La loro realizzazione tecnica è complicata dall’assenza di dati precisi riguardo le caratteristiche del moto degli asteroidi, la loro struttura e le loro proprietà fisiche e chimiche. Al momento il lavoro sugli ambiti indicati si limitata precipuamente a ricerche teoriche e simulazioni matematiche di vari modelli di contrasto. In Russia, così come in altri Paesi del mondo, sono in corso studi volti all’elaborazione di tecnologie di prevenzione di eventuali impatti tra corpi celesti pericolosi e la Terra.

— La NASA comunica con regolarità la presenza di grandi asteroidi in avvicinamento verso la Terra. Quanto sono effettivamente serie tali minacce per l’umanità? Vi sono calcoli riguardo al momento dell’impatto e alla tipologia degli asteroidi interessati?

— Non è solamente la NASA ad occuparsi dell’osservazione di corpi celesti di origine naturale e della classificazione delle informazioni loro pertinenti. Infatti, organizzazioni impegnate in tal senso esistono anche in Russia, Gran Bretagna, Italia, Canada e in altri Paesi. Il Minor Planet Center è l’organizzazione che, con il supporto dell’Unione astronomica internazionale, raccoglie i risultati degli studi effettuati negli osservatori di vari Paesi del mondo, inclusa la Russia, sistematizza i dati derivanti dalle osservazioni di corpi celesti di piccole dimensioni nel Sistema solare (asteroidi e comete), calcola le loro orbite, determina l’eventuale possibilità di impatto e rende accessibili tali informazioni al pubblico.

I diametri della maggior parte dei corpi celesti di origine naturale e i parametri relativi alle loro orbite non sono identificati in maniera precisa. Tali valori vengono perfezionati ogni volta che il dato corpo celeste si avvicina alla Terra. Per questo, accade spesso che un asteroide, inizialmente considerato pericoloso, rientri poi nella categoria dei corpi celesti non oggetto di minaccia.

Secondo le stime degli scienziati, l’impatto con la Terra di un corpo celeste di 10 km e in grado di distruggere l’umanità si può verificare circa una volta ogni 100 milioni di anni. In tutta la storia dell’umanità (circa 100.000 anni) non vi sono ancora stati impatti di questo genere.

La caduta di un asteroide del diametro di 1 km è in grado di provocare una catastrofe mondiale. Il raggio del cratere creatosi in esito all’impatto sarà di circa 20 km. Eventi di questo genere si verificano circa 1 volta ogni milioni di anni.

Gli asteroidi del diametro di 100 m sono in grado di distruggere ogni cosa sulla terraferma (il raggio del cratere sarà di circa 2 km) oppure di provocare uno tsunami nel caso in cui cadano nell’oceano. Eventi di questo genere si verificano circa 1 volta ogni 3000 anni.

Gli asteroidi di più di 50 m di diametro costituiscono una minaccia a livello locale nel caso in cui cadano in un’area popolata. La frequenza di simili eventi è stimata a 1 volta ogni 300 anni, mentre per i corpi dal diametro di 15 m la frequenza è pari a 1 volta ogni 30 anni. L’ultimo esempio di un evento di questo tipo è quello la Meteora di Chelyabinsk.

Corpi celesti di dimensioni inferiori provocano danni su una superficie comparabile a quella del corpo celeste stesso. Solitamente questi corpi prendono fuoco negli strati più densi dell’atmosfera e solamente una piccola quantità della loro massa arriva sulla superficie terrestre.

Per comprendere il significato non solo delle previsioni di impatto, ma anche delle loro conseguenze, è necessario considerare che l’impatto di un asteroide abbastanza grande con la Terra è un evento piuttosto raro.

Ad esempio, conosciamo tutti l’asteroide Apophis del diametro di circa 300 m che fu scoperto nel giugno del 2004 nell’osservatorio Kitt Peak in Arizona. Le prime osservazioni permisero di determinare l’orbita preliminare dell’asteroide e i relativi calcoli evidenziarono una elevatissima probabilità di impatto con la Terra nell’aprile del 2029. In seguito, si stabilì che, stando a una simulazione informatica basata su circa 4500 osservazioni, nel 2029 Apophis passerà a 35.000 km dalla Terra (a quella distanza si trovano i satelliti geostazionari). Il successivo avvicinamento dell’asteroide alla Terra si verificherà nel 2036 e comunque tale probabilità si considera molto bassa. Si riuscirà a valutare con maggiore precisione la probabilità di impatto tra la Terra e questo asteroide solamente quando quest’ultimo vi si avvicinerà nel 2029.

Di conseguenza, non è possibile indicare con precisione il numero di asteroidi potenzialmente pericolosi e il momento della loro caduta in quanto tali dati dipendono dall’esattezza del calcolo dell’orbita di tali corpi celesti.

I punti di vista e le opinioni espressi nell'articolo non necessariamente coincidono con quelli di Sputnik.

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